| La Terra (27) |
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| Scritto da Silvano Parisen | |
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LE PERLE
Nella descrizione dei quattro elementi abbiamo considerato la terra come espressione dell'aspetto solido della manifestazione. Tutto ciò che è solido, duro, impenetrabile si può considerare terra. Nel confronto con alcuni prodotti particolari della terra, come i cristalli, l'uomo ha potuto sviluppare anche l'immaginazione e la capacità di trascendere la semplice realtà. Di fronte alla bellezza rara di un cristallo l'uomo può sentire la presenza del divino e può spaziare con il pensiero in mondi sconosciuti.Questa capacità di stimolare la fantasia e l'immaginazione è caratteristica anche di altri prodotti della terra che sono rari e preziosi quanto i cristalli ma che a differenza di questi, che sono di origine minerale, sono di orine organica e provengono da processi di indurimento di sostanze appartenenti al mondo vegetale o animale. Pensiamo alle perle, ai coralli, all'ambra e all'avorio, tutti materiali la cui bellezza fa sognare. La perla, in particolare, ha sempre stimolato l'immaginazione di poeti e scrittori e l'abbinamento più frequente è fra la perla e la rugiada. Una leggenda, che abbonda nei libri di alchimia, vuole che la perla sia prodotta dalla rugiada del cielo. "Tutti i buoni scrittori scrivono che le perle si formano e si compongono di rugiada; la madre perla nella sua conchiglia, che è la miniera nella quale queste pietre preziose si formano e si generano, prende all'alba la rugiada, sale alla superficie dell'acqua e apre la sua conchiglia per permettere l'entrata a questo liquore divino che cade dal cielo, che la colma e la feconda con la sua sostanza pura. In seguito, essa si rinchiude e ritorna nel solito rifugio in fondo al mare, dove, grazie al suo calore naturale, questa rugiada viene cotta e digerita e viene trasformata, con industriosità naturale, in una perla che si attacca all'interno della conchiglia. "Renè François scrive: "La madreperla è incinta dei cieli, e vive unicamente del Nettare celeste, per mettere al mondo la perla argentea o pallida o giallognola, a seconda dell'influsso del Sole e della purezza della rugiada... Se la rugiada è abbondante, esse (le perle) diventano più grosse, se ci sono tuoni la conchiglia fa un tuffo e si formano così, secondo il tipo di tuono, gli aborti di perle: a gobbe, piatte, deformi o vuote come vesciche". L'immagine delle perle deformate dal tuono viene ripresa nell'opera di san Francesco di Sales con lo scopo di introdurre delle metafore morali: "Le perle, che sono concepite o nutrite nel vento o nel rumore dei tuoni hanno solo la scorza di perle e sono vuote di sostanza" o ancora "La madre-perla vive in mezzo al mare senza prendere nessuna goccia d'acqua di mare". Come dire che un'anima vigorosa e costante può vivere nel mondo senza ricevere alcun impulso mondano. |
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