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Per motivi non chiari, in circostanze ignote l’Essere Ideale smise di bastarsi. Dopotutto poteva durare e durare all’infinito, sgrossato dall’oscurità, forgiato dalla chiarezza, nei suoi giardini di sogno sopra il mondo. Perché, diamine, si mise a cercare impressioni in cattiva compagnia della materia? Che se ne fa di imitatori mal riusciti, sfortunati, senza prospettive per l’eternità? Una saggezza zoppa con una spina conficcata nel tallone? Un’armonia fatta a pezzi da acque agitate? Il Bello con dentro budella sgraziate E il Bene - perché con un ombra, se prima non l’aveva? Doveva esserci una ragione, anche se all’apparenza irrilevante, ma questo non lo svelerà neppure la Nuda Verità occupata a rovistare nel guardaroba terreno. Per non dire di questi orribili poeti, Platone, trucioli che la brezza sparge da sotto le statue, rifiuti del grande Silenzio sulle vette... da “Attimo” di Wislawa Szymborska |
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Signore, donami una buona digestione e anche qualcosa da digerire. Donami la salute del corpo e il buon umore necessario per mantenerla Donami, Signore, un’anima semplice che sappia far tesoro di tutto ciò che è buono e non si spaventi alla vista del male ma piuttosto trovi sempre il modo di rimettere le cose a posto. Donami un’anima che non conosca la noia i brontolamenti, i sospiri, i lamenti e non permettere che mi crucci eccessivamente per quella cosa troppo ingombrante che si chiama “io” Donami Signore il senso del buon umore Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo per scoprire nella vita un pò di gioia e farne parte anche agli altri Amen Tommaso Moro |
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Sulle cime indorate dal sole Dove la neve brilla il suo candore La solitudine ascolta il vento Parla con l’azzurro del cielo O montagne alte ed infinite Levate al cielo le bianche cime Lorenzo Pengo |
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Riconosco i miei passi di ragazzo leggeri sul sentiero che zigzaga tra le rocce e le macchie dei nevai gocciolanti in segreto pigolio Le cose sono là presenti alla memoria, pronte a farsi godere come allora Ma sono io mutata se i pensieri mi richiamano in basso alla discesa; o la paura forse d’esser solo, ed inutile agli altri, è già passata. Fulvio Caselli da “Ore segrete di dolomiti” |
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Un sorriso non costa nulla e rende molto. Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona. Non dura che un istante, ma il ricordo è talora perenne. Nessuno è così ricco da poterne fare a meno Nessuno così povero da non poterlo dare Crea felicità in casa; negli affari è sostegno Dell'amicizia sensibile segno. Un sorriso da riposo alla stanchezza. Allo scoraggiamento rinnova il coraggio. Nella tristezza è consolazione. D'ogni pena è naturale rimedio. Ma bene che non si può comprare, nè prestare, nè rubare, poichè solo ha valore dall'istante in sui si dona. E se poi incontrerete talora che l'aspettato sorriso a voi non dona, siate generosi e date il vostro; perchè nessuno ha tanto bisogno di sorriso come colui che ad altri darlo non sa. Padre Federico Faber - morto nel 1863 |
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Più che luce ora è il canto che di essa mi rimane: alba lieve quando s’apre la città dei senza sogno od il breve mezzogiorno liberato dall’incanto (più nessuno ormai conosce quanta luce nelle mani che s’intrecciano per strada). Ora è l’ombra che spaventa quando a leggere la riga perso come in mezzo al mare sembra il mondo diventare - Fino a quando -quasi incanto- l’esercizio di fissare nuove cose mi fa fare: scorgo nuvole di sole, apro libri ormai scordati, leggo infine anche la luce. La città dei senza sogni si ricopre di parole, come neve in fondo al cuore, sorrido al primo sole. Giovanni Sato |
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