| Samhain |
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| Scritto da Filippo Zaccaria | |
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Novembre nella lingua irlandese (pronuncia sàuin). In gaelico Samahin significa fine dell’estate (Sam + Fuin). I Celti come noi oggi, dividevano l’anno in quattro parti o stagioni: Samhain (inverno), Imbolc (primavera), Beltane (estate) e Lughnasadh (autunno). I Celti erano influenzati principalmente dai cicli lunari e delle stelle che segnavano lo scorrere dell’anno agricolo che iniziava e terminava con Novembre, alla fine dei raccolti, quando il terreno veniva preparato per l’inverno e gli animali riparati nelle stalle. Circa nel 2300 a.C. i Celti cominciano a migrare dal Mar Mediterraneo fino alle coste più settentrionali delle isole Britanniche e diffondono le loro usanze. Per i Celti morire con onore, vivere nella memoria della tribù ed essere ricordati nella festa che si sarebbe svolta alla vigilia di Samhain era cosa molto importante. Probabilmente la notte del 31 Ottobre cadeva la ricorrenza più importante del calendario celtico, il periodo più magico dell’anno: il giorno che non esisteva. Durante la notte il grande scudo di Skathach veniva abbassato, eliminando la barriere fra i mondi e permettendo alle forze del caos di invadere i reami dell’ordine ed il mondo dei morti di entrare in contatto con quello dei vivi. Per la tribù era il contatto tra il passato e futuro, questo aspetto spirituale della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo. Il papa Bonifacio IV istituì la festa di tutti i santi, collocandola nel medesimo periodo di Samhain. Nella festa istituita nel 610 d. C., venivano onorati i cristiani uccisi in nome della fede. Per alcuni secoli le due festività procedettero affiancate, finché Gregorio III ne fece coincidere le date. Nei paesi di lingua anglosassone la festa divenne Hallowmas (1 Novembre) che significa: una messa in onore dei santi; la vigilia divenne All Hallows Eve che si trasformò nel nome attuale: Halloween. Ora tutti noi sappiamo che questa festa non ha più rapporto con i cicli della natura, non ha più significati spirituali di contatto tra passato e futuro, ha perduto i legami tribali per assumere quello di branco, del consumismo di massa. Inizia la grande celebrazione del consumismo sfrenato che si manifesta nell’acquisto frenetico di ciò che è inutile a cominciare dai bambini, educati...., condannati a trasformarsi in simpatici ricattatori del: “Dolcetto scherzetto”. Bagarre consumistica che continua fino a Natale e oltre. Cé chi vede nella festa di Halloween reminiscenze di feste pagane e demoniache, riferite a zucche vuote e illuminate dall’interno con la candela, streghe, folletti, ed esseri cornuti. Non lasciatevi fuorviare: è una concreta e corretta manifestazione del dio denaro. |
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