Vegetarianismo 8

LE RAGIONI DELLA SCELTA VEGETARIANA  (ottava parte)
Dieta vegetariana e agricoltura biologica

Come abbiamo già visto (Biolcalenda di Giugno), l’American Institute for Cancer Research (Aicr) ha pubblicato nel 1997 uno studio, frutto di anni di indagini, che lancia l’allarme sulle proteine animali quale fonte di incremento dell’azione dei cancerogeni, mentre conferma che i prodotti vegetali ne contrastano l’attività. I vegetali svolgono il compito di “agenti anticancro” perché contengono antiossidanti come le vitamine C ed E, che prevengono danni genetici e offrono all’organismo sostanze come il folato di sodio retinoidi ed altri composti fitochimici che contribuiscono a “riparare” il DNA danneggiato dai processi cancerogeni iniziali. Sono migliaia, oltre a quello americano dell’Aicr, gli studi a livello mondiale che confermano le proprietà anticancro di piselli, legumi, pane e alimenti integrali, fagiolini verdi, zucchine, insalata, aglio, cipolle, cavoli, broccoli, riso, carote, pomodori, carciofi, bietole, e persino erbe aromatiche come menta, rosmarino e coriandolo (potenti preventivi dei tumori al seno, fegato e polmoni).
Anche la Commissione Oncologica del Dipartimento della prevenzione del Ministero della Sanità ha predisposto alcuni consigli pratici per difendersi a tavola dalle patologie tumorali, indicando nel consumo di frutta, verdura e vegetali in genere, oltre alla riduzione o eliminazione dell’uso di carni e grassi animali, la dieta ottimale.
Ma i benefici di una dieta vegetariana, che richiede maggior consumo di vegetali e soprattutto di frutta e verdura cruda, potrebbero essere vanificati dalla presenza di sostanze tossiche nei vegetali coltivati con pesticidi. Ad esempio il più diffuso diserbante utilizzato nel Veneto (e forse nel mondo), il glifosate, contenuto nel Roundup della Monsanto, è la più frequente causa di problemi e avvelenamenti in Italia (Sistema Nazionale di Sorveglianza delle Intossicazioni Acute da Fitosanitari – rapporto 2005). Ma provoca anche rischi di aborto ed i suoi metabolici possono dare origine a tumori.
Per queste ragioni i vegetariani devono utilizzare solo prodotti provenienti da agricoltura biologica. Anche le uova, che per i vegetariani vanno usate saltuariamente (per i vegani mai), devono provenire da agricoltura biologica, che prevede un carico massimo di qualche centinaio di galline per ettaro. Ciò significa che biologicamente non è possibile produrre gli attuali 12 miliardi di uova consumati ogni anno dagli italiani (occorrerebbero 5 milioni di ettari): un ulteriore ragione per mangiare meno uova, ma di maggiore qualità, quella biologica.

Contributi di Gianni Tamino, biologo ricercatore dell’Università di Padova, al tema della scelta vegetariana


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