I rituali del fuoco
Marzo è il mese che inaugura l'arrivo della Primavera: al 21 del mese, infatti, cade l'equinozio primaverile. Anticamente in questo periodo si usava propiziare l'inizio della nuova stagione con i riti del fuoco. A Roma, nel tempio di Vesta, il fuoco perenne, che veniva accudito dalle vergini Vestali, veniva spento e poi riacceso per simboleggiare la fine di un ciclo e l'inizio di uno nuovo. Questo rito era comune a molti popoli di stirpe indoeuropea come gli Indiani e i Persiani e rifletteva una concezione arcaica del fuoco come simbolo dell'energia divina che mediante una scintilla ha il potere di suscitare la vita nel mondo. Alla base di questa concezione c'è l'idea del "fuoco nuovo", che sostiene che tutto ciò che inizia deve partire da un fuoco nuovo, nascente, rinnovatore e si deve fondare sulle ceneri di ciò che è vecchio, passato, corrotto. A questa idea si contrappone l'idea del "fuoco perenne" che afferma invece l'importanza di mantenere sempre vivo il fuoco, perchè la vita umana è intimamente legata ad esso e quindi non va mai spento, non va mai perduto.
Secondo una certa visione del mondo l'evoluzione è proceduta per quattro stadi successivi che corrispondono ai quattro elementi della filosofia greca. La Terra, sarebbe il risultato di una manifestazione primordiale che, partendo da un corpo di calore e passando per successive condensazioni, avrebbe prodotto la terra solida su cui noi viviamo attualmente.

























