| Selezione delle razze canine |
| Scritto da Paolo Girotto | |
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E' certamente non confortante ammetterlo ma la selezione delle razze, soprattutto canine, in Italia negli ultimi decenni spesso è stata guidata da puro interesse di guadagno immediato, come principale fonte di reddito familiare o importante integrazione dello stesso e poco altro. Perché affermo questo?
Per esperienza diretta, purtroppo. Come veterinario ho spesso dovuto confrontarmi con cani "di razza" nei quali si faceva fatica a scorgere anche le caratteristiche morfologiche tipiche: l'aspetto di alcuni soggetti era così degenerato che a stento riuscivo ad attribuirgli una appartenenza di razza! Soggetti brutti, disarmonici, con comportamenti emotivi inaffidabili, defedati, senza vitalità. Cuccioli oltremodo terrorizzati dalla nuova "famiglia" che li aveva acquistati spesso a caro prezzo. Ipereattivi a ogni nuovo evento o contatto con umani oppure al contrario totalmente passivi ed indifferenti, ottusi, poco intelligenti. La realtà è che sempre più di frequente l'animale da compagnia è diventato un "oggetto" di moda da possedere come accessorio per dimostrare il proprio "status" sociale da parte dell'acquirente, mentre da parte del venditore il cucciolo è "merce" da avere sempre a disposizione, senza nessun rispetto per i tempi biologici, su cui guadagnare il massimo possibile. Questa non è certo tutta la realtà di allevamento in Italia ma ne rappresenta una parte cospicua diretta responsabile dello "sfascio genetico" a cui sono giunte molte razze sia canine che feline. L'altra componente causale da ricordare per avere un quadro completo dello "sfascio" è la diffusione ormai capillare dei mangimi industriali: ormai da circa vent'anni intere generazioni di cani e gatti mangiano esclusivamente una "sbobba", priva di vita, pesantemente additivata chimicamente che nutre in modo distorto ed insufficiente. Quando parliamo di displasia d'anca e/o del gomito in tante razze canine, invece di sottolineare in modo maniacale la causa genetica che sarebbe alla base del problema, proviamo a prendere in considerazione il fatto che intere generazioni sono costantemente alimentate con un cibo pessimo e "morto" e ci avvicineremo così ad una spiegazione più vicina a verità: è ovvio che dopo 2 o 3 generazioni le ossa comincino a "sbriciolarsi" o a deformarsi.
Di pari passo procede anche l'indebolimento psicologico dei soggetti che spesso risultano poco disponibili all'apprendimento (stupidi appunto) quando non paurosi fino al terrore e all'aggressività da panico. Certo che la verità è scomoda e poco remunerativa economicamente ma se non cominciamo a prenderne coscienza il peggioramento genetico sarà sempre maggiore nei prossimi anni. Da tutto questo si esce soltanto con una nuova presa di coscienza del rapporto uomo-animale che deve uscire dalla pura logica economica e di sfruttamento per giungere alla comprensione della grande responsabilità che l'uomo ha nei confronti degli anima-li che implica un rapporto fondato sull'amorevole rispetto e vera cura sia del corpo che dell'anima. Dobbiamo arrivarci le alternative non sono percorribili! (Biolcalenda - Giugno 09) |