Disperditi poesia
in quest’aria di marzo,
dipingiti della trasparenza
di questo cielo,
inebriati del giallo
delle mimose in fiore,
profumati di attesa,
nella freschezza di queste
prime ore …
Nasconditi negli angoli inaspettati
di questa città ,
dove un raggio di sole
illumina l’edera che sale
alla stanza di un’anima segreta,
di un segreto giardino;
raccogli le chiacchiere del primo
mattino, lo scalpitio delle biciclette,
la fragranza del pane appena sfornato,
scivola per le strade, nelle piazze,
ed entra nel cuore di chi ti sta aspettando,
di chi ancora non ha visto
la sua prima rondine
E sali
fino a raggiungere gli occhi
Fa che si alzino
Lentamente
a scoprire
nuovamente
il Cielo.
Riflessi
Raccolta di poesie a cura di Umberto Bassan
Nell'aria
Vedere oltre
Vedere oltre
Sgorga una riga
Sgorga una riga scritta
di versi senza ragione
che nulla in me medita
ma chi è che me la detta
e ai suoi intenti?
   Vedo dopo averla
   scritta lì nel sonno,
   che ha ragione d’essere,
   che ha cosa dire,
   ch’è giusto ciò che ho scritto.
Tutto arriva da altra parte,
ombre siamo, e andiamo
dietro alla nostra arte
e, estranei, non erriamo.
   Chi detta ciò che medito
   senza udirmi meditare?
   Chi fa che resti scritto
   ciò che eccede quando io detto
   al mio realizzare?
Chi siamo, se il meglio
che siamo non è in noi?
E' tempo, amico
Certo per me, amico, è tempo
di appendere la cetra
in contemplazione
e Silenzio:
Il cielo è troppo alto
e vasto
perché risuoni di questi
solitari sospiri.
Tempo è di unire le voci,
di fonderle insieme
e lasciare che la grazia canti
e ci salvi la Bellezza,
Come un tempo cantavano le foreste
tra salmo e salmo
dai maestosi cori
e il brillio delle vetrate
e le absidi in fiamme.
E i fiumi battevano le mani
al Suo apparire dalle cupole
lungo i raggi obliqui della sera;
e angeli volavano sulle case
e per le campagne, e i deserti
riprendevano a fiorire.
Oppure si udiva tra le pause
scricchiolare la luce nell'orto,
quando
pareva che un usignolo cantasse
"Filii et Filiae", a Pasqua.
Pane, verità , vino e sogni
"Ho detto più di una volta
che il migliore poeta
è l'uomo che ci dà il pane quotidiano:
il fornaio più vicino che non si sente dio.
Lui compie il suo maestoso e umile lavoro
di impastare, mettere al forno, dorare e consegnare
il pane quotidiano con un obbligo comunitario.
E se il poeta arriva a raggiungere questa semplice coscienza,
la semplice coscienza potrà anche trasformarsi
in una parte di un colossale artigianato,
di una costruzione semplice o complicata,
che è la costruzione della società ,
la trasformazione delle condizioni che circondano l'uomo,
la consegna della merce:
pane, verità , vino e sogni".
Valori
Una volta un uomo dissotterrò nel proprio campo una statua di marmo di grande bellezza. E la portò da un collezionista amante di tutte le cose belle e gli propose di acquistarla, e il collezionista la comperò in cambio di una lauta ricompensa. E si separarono.
E mentre l'uomo si dirigeva verso casa con il denaro, pensava, e diceva tra sé: "Quanta vita significa questo denaro! Come può qualcuno offrire tutto questo in cambio di una pietra scolpita sepolta e dimenticata sotto terra da mille anni?".
E proprio in quell'istante il collezionista contemplava la sua statua e pensava, e diceva tra sé: "Che bellezza! Che vita! Il sogno di quale anima! ... e così fresco nonostante il soave sonno di mille anni. Come può qualcuno cedere tutto questo in cambio di denaro, inanimato e senza sogni?".
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