Lo zenzero, pianta officinale appartenente alla famiglia delle Zinziberacee, è originario dell’Asia orientale. Coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale, è provvista di rizoma carnoso e densamente ramificato dal quale si dipartono sia lunghi fusti sterili e cavi, formati da foglie lanceolate inguainanti, sia corti scapi fertili, portanti fiori giallo-verdastri con macchie porporine. Il frutto è una capsula divisa da setti in tre logge.
Il rizoma contiene i principi attivi della pianta: olio essenziale (composto in prevalenza da zingiberene),

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Ho avuto modo di ascoltare un intervento della senatrice Elena Cattaneo: mi trovavo a Lonigo, una simpatica cittadina in provincia di Vicenza e partecipavo, come associazione, ad un mercatino del biologico. Nella piazza centrale contornata da prestigiosi palazzi c’erano i gazebo con i produttori, le associazioni, gli artigiani e su un lato c’era un palco nel quale si alternavano vari relatori, che parlavano di cultura, di storia e di argomenti vari.

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Hanno vinto le corporazioni, le case farmaceutiche e le industrie. Hanno perduto le famiglie, i bambini, il buon senso, la scienza vera e la LibertĂ !  MercoledĂŹ 7 giugno dopo la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il decreto sull’obbligo vaccinale è stato scritto in Gazzetta Ufficiale.

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Quasi congenere della zucca, la pianta della zucchetta, può essere a cespuglio o a fusto strisciante, il quale si caratterizza per la forma angolosa, ricca di viticci e dai lunghi e cavi peduncoli delle grandi foglie cuoriformi ispide e rugose. I suoi frutti sono ovoidali, a clava, cilindrici o sferici, a seconda delle varietà.

Originaria delle regioni temperate calde del Nord America dove godeva di un alto consumo tra i nativi, fu introdotta in Europa e la sua coltura si diffuse rapidamente,

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Nel lombrico sono presenti ghiandole calcifere importantissime, responsabili della produzione di carbonato di calcio che è un elemento fondamentale per la crescita delle piant.

Tra i molteplici organismi che popolano il suolo è doveroso segnalare un organismo in particolare, in grado di costruire e determinare le caratteristiche dei terreni nei quali opera. Ovviamente non è solo e non è l’unico, ma è certo che il lombrico possa dirigere favorevolmente l’attività di batteri, funghi e di una moltitudine di piccoli invertebrati.

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La produzione di cibo modifica l’ambiente. E viceversa.
Un rapporto che, da troppo tempo, non produce niente di buono. Letteralmente. Dall’agricoltura industrializzata e dagli allevamenti intensivi ricaviamo cibo nutrizionalmente scadente, poco gustoso, che fa ammalare.
Oltre a provocare danni importanti all’ambiente. Accogliamo dunque con (moderata) speranza le parole degli esperti dell’AutoritĂ  europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) che qualche mese fa hanno attirato l’attenzione di tutti sulla relazione che esiste tra la conduzione degli allevamenti intensivi e il problema dell’antibioticoresistenza: “È tempo di ridurre,

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