Cipolla e aglio

Le liliacee da piantare in autunno sono le piante che costituiscono la base aromatica di gran parte dei piatti italiani e mondiali sono facilmente coltivabili anche nei nostri orti e campi con alcune semplici precauzioni e indicazioni che aiuteranno nella gestione delle eventuali problematiche.

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Le colture dalla foglia scura adatte alla diminuzione delle ore di sole nell’arco della giornata. Spinacio, bieta, bietolina e… cicoria!
Tra le ultime piante che possiamo seminare o trapiantare nella stagione estivo-autunnale ecco le chenopodiacee e una conosciuta composita.

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Agrincolti

Coordinamento Respons-Abili-Tutti di Bassano del Grappa e dintorni. Il gruppo fa parte di una rete di associazioni e realtà che collaborano ad iniziative legate alla salvaguardia della biodiversità, alla coltivazione naturale e alla nutrizione.

Siamo persone che si incontrano per condividere l’interesse della coltivazione naturale e della nutrizione. Ciò che ci accomuna sono la passione per tutto ciò che tutela la bio-diversità e l’intenzione di svolgere iniziative concrete nel territorio, in primis la coltivazione di orti. 

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Effetti diretti ed indiretti di questa tecnica utile al miglioramento della struttura e del tenore di sostanza organica nel terreno Con la diminuzione della disponibilità di letami provenienti da allevamenti (biologici o convenzionali) si è posta, già diversi anni or sono, la questione relativa ai metodi attraverso i quali apportare sostanza organica, o precursori della stessa, nei terreni coltivati. 

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Dagli animali giunge un notevole contributo all’aumento e al mantenimento della fertilità del terreno. Ecco i principali criteri da prendere in considerazione nel caso in cui volessimo arricchire la nostra azienda con questa importante attività.
È comune, quando si parla di biologico, pensare alle coltivazioni vegetali, alle distese di cereali o alle piante da orto e da frutta e agli insetti che, cibandosi di altri insetti, difendono le nostre piante dai loro parassiti. Se poi guardiamo i dati rispetto agli acquisti di prodotti biologici in Italia,

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La pianificazione delle coltivazioni è uno dei momenti più importanti nei quali si decide la qualità delle produzioni e il mantenimento della fertilità dei suoli. Nei precedenti appuntamenti di questa rubrica abbiamo trattato, pur se brevemente, alcune note relative all’impostazione generale dell’azienda agricola biologica. È giunto il momento di individuare ora degli strumenti operativi che ci permettano di ottimizzare le risorse a nostra disposizione al fine di ottenere i risultati che desideriamo.

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La qualità della produzione e la quantità di prodotto, in un’azienda biologica, derivano direttamente dalla fertilità del terreno. La fertilità del terreno dipende dalla sua gestione e dalle lavorazioni che sono svolte.
Le condizioni pedologiche di partenza (ovvero le caratteristiche strutturali del terreno) sono molto importanti per ottenere buone produzioni con continuità anche in condizioni climatiche difficili, ma la gestione del terreno stesso e delle sue lavorazioni possono rapidamente peggiorare, o lentamente migliorare nella migliore delle ipotesi,

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L’acqua è l’elemento che, insieme agli altri composti organici, rende possibile la vita sul nostro pianeta. La sua gestione è straordinariamente importante. L’acqua è uno dei costituenti principali degli organismi viventi e pertanto dev’essere tenuta in degna considerazione nel momento in cui si voglia progettare, rivedere o migliorare la gestione dei terreni coltivati.

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Nella storia dell’agricoltura le siepi hanno sempre avuto un ruolo molto importante per la creazione di un organismo agricolo equilibrato.
Negli ultimi sessant’anni, ovvero da quando la meccanizzazione agricola ha sostituito molta parte della manodopera fornita dai braccianti, sono andate via via scomparendo le alberature e le siepi che era normale ritrovare ai bordi dei campi.

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Viaggio tra i diversi metodi di produzione agricola per comprenderne la natura e le differenze e poter fare delle scelte consapevoli Dopo aver tentato di dare gli elementi utili per poter comprendere quali siano le diverse metodologie utilizzate, per ottenere prodotti agricoli (e alimentari) in modo cosiddetto «convenzionale», fornirò alcuni riferimenti per chiarire il significato di biologico e biodinamico.

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Che cos’è l’agricoltura biologica?… quarta parte. 

È stato appositamente tralasciato nella spiegazione dello scorso numero il termine agricoltura conservativa. Tale termine, introdotto recentemente soprattutto nei lavori sperimentali da parte degli enti di sviluppo agricolo, potrebbe essere fuorviante per chi non conoscesse chiaramente tale metodo.

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Che cos’è l’agricoltura biologica? … terza parte

Nell’arduo compito di descrivere adeguatamente il metodo di produzione agricola e di trasformazione dei prodotti alimentari biologici, serve fare chiarezza sulle diverse metodologie di produzione. Si sente sempre di più parlare di integrato, residuo zero, chilometro zero, permacoltura, orto sinergico, agricoltura conservativa, biodinamico ed altri metodi più o meno nuovi ed innovativi. Come fare a distinguere questi sistemi e cosa significa utilizzarne uno o l’altro?
 

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Che cos’è l’agricoltura biologica? … seconda parte.

Continua la serie di articoli che parlano di agricoltura biologica. In un momento di crescita esponenziale del movimento biologico e in presenza di notizie che denunciano tentativi di frode e conseguente discredito del metodo biologico abbiamo pensato di fare un po’ di chiarezza e spiegare quali sono i princìpi che stanno alla base dell’agricoltura biologica, gli sviluppi e le implicazioni che il biologico sta avendo nei vari settori.

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