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Semine invernali

Le colture dalla foglia scura adatte alla diminuzione delle ore di sole nell’arco della giornata. Spinacio, bieta, bietolina e… cicoria!
Tra le ultime piante che possiamo seminare o trapiantare nella stagione estivo-autunnale ecco le chenopodiacee e una conosciuta composita.

Avviandoci verso la stagione invernale, iniziamo a collocare nel nostro orto sempre di più colture dalla foglia scura o con fiori non particolarmente appariscenti, colture adatte alla diminuzione delle ore di sole nell’arco della giornata. Parliamo quindi di piante appartenenti alla famiglia delle chenopodiacee ed in particolare dello spinacio, della bieta da costa e della bietolina.

Spinacio
Lo spinacio è una pianta che viene generalmente seminata nei nostri orti ma può essere anche trapiantata per abbreviarne la presenza sul terreno. Preferisce terreni soffici e va bene anche quando non siano eccessivamente profondi.

È fondamentale, però, assicurare un buon drenaggio a questa pianta poiché in caso di ristagno idrico, soprattutto nella seconda parte dell’inverno, è soggetta ad ingiallimento delle foglie causato da asfissia radicale, ovvero carenza di ossigeno e gas atmosferici a livello delle radici causata da un eccesso di ritenzione idrica del suolo o di piovosità. È quindi consigliabile seminarlo su aiole in modo tale che le radici stiano sopra il normale piano di campagna.

La densità di semina dipende molto dal tipo di spinacio che vogliamo ottenere poiché possiamo seminarlo più fitto nel caso in cui raccogliessimo le foglie ancora piccole (parliamo allora di spinacine) oppure con semi a distanza tra loro di 5-10 cm nel caso in cui si voglia raccogliere la pianta intera che può arrivare a pesare anche 100-150 g.
Si consiglia inoltre di seminarlo a righe per facilitare eventuali operazioni di zappatura o sarchiatura, soprattutto quando non lo si semini nella stagione invernale durante la quale è più difficile che le erbe infestanti arrivino ad insidiare questa nostra coltivazione.

È altresì importante assicurare una buona fertilità del terreno poiché lo spinacio si sviluppa bene e rapidamente in terreni ricchi di sostanza organica. È bene, quindi, inserirlo in rotazione dopo piante non estremamente esigenti oppure dopo un buon sovescio.

La sua vegetazione è continua lungo tutta la stagione invernale anche se subisce un notevole rallentamento soprattutto durante il mese di gennaio.
Non si segnalano, a suo carico, particolari malattie o parassiti estremamente dannosi, con esclusione di coltivazioni effettuate in periodi estivi, dove risulta più facilmente soggetto ad attacchi di insetti come l’altica.

L’ultima segnalazione riguarda la tipologia di spinacio da coltivare poiché esistono diverse varietà che si distinguono tra loro soprattutto per la caratteristica di avere la foglia particolarmente liscia o particolarmente bollosa e quindi è opportuno scegliere la varietà più adatta alla nostra cucina.

Bieta da costa
Anche la bieta da costa appartiene alla famiglia delle chenopodiacee e generalmente si trova nei nostri orti per lunghi periodi dell’anno data la sua facilità di coltivazione e, soprattutto, per il suo ciclo di produzione rapido e ben produttivo.
I momenti più critici per questa pianta corrispondono a lunghi periodi siccitosi oppure a periodi nei quali il terreno rimane molto bagnato, in entrambi i casi la pianta rallenta molto fino a fermare il suo sviluppo e, come lo spinacio, nel caso di terreni troppo bagnati è soggetta ad ingiallimento delle foglie.
La produzione è generalmente legata alla disponibilità di sostanze nutritive nel terreno e alla capacità dello stesso di fornire un buon rapporto di umidità e ossigeno per cui è importante avere un terreno soffice e ben lavorato, più in profondità rispetto allo spinacio data la maggiore profondità a cui si spinge la sua radice.
La bieta da coste si può seminare o trapiantare in file distanti tra loro 50-80 cm a seconda della disponibilità di attrezzature che si utilizzeranno per le sarchiature e zappature. Sulla fila è importante mantenere distanze superiori ai 20 cm per favorire un buon accrescimento della pianta e il passaggio di aria che favorisca l’asciugatura della pagina fogliare, riducendo così l’incidenza di fenomeni legati a malattie fungine.
In particolar modo la bieta è soggetta alla cercospora, una malattia fungina che si manifesta attraverso la formazione di cerchi di diametro crescente fino a 5-6 mm e caratterizzati da una corona chiara, bordo esterno e centro più scuri. Questa malattia, che se non eccessivamente presente comporta solo un difetto estetico della pianta, può essere prevenuta rinforzando la capacità di difesa della pianta stessa attraverso una buona preparazione del terreno e l’eventuale applicazione di estratti di equiseto. Nel caso in cui comunque si manifestasse questa malattia, si potrà intervenire con prodotti a base di propoli o di rame per impedire l’ulteriore sviluppo della stessa.
Soprattutto durante il periodo estivo questa pianta è facile bersaglio dell’attica, che procura gravi danni estetici alle piante adulte e può condurre alla morte le giovani piante appena spuntate o trapiantate. In questo caso si ricorda quanto sia utile la consociazione con rucola poiché gli interventi con sostanze naturali insetticide non sempre hanno efficacia a causa dell’elevata mobilità di questo parassita. Essendo una pianta con grande capacità di “ricaccio”, in casi di infestazione estrema si può ricorrere al taglio di tutte le foglie e la pianta “ricaccia” producendo rapidamente nuove foglie che poi si andranno a raccogliere.
Si segnala inoltre come parassita della bieta anche l’afide, che generalmente viene controllato dai parassiti presenti nelle siepi circostanti.
Esistono diverse tipologie di bieta da costa, diverse tra loro soprattutto per l’altezza e l’estensione della foglia, oltre che per il colore delle nervature.
La bietolina è una particolare tipologia di bieta che differisce dalla prima sostanzialmente per la dimensione della foglia e del suo picciolo oltre che per la brevità del ciclo. Si semina generalmente a spaglio, ovviamente più fitta della bieta da costa, preferibilmente su aiole.

Cicoria
La coltivazione di bieta da costa, generalmente, viene accompagnata dalla coltivazione di cicoria che, nella stragrande maggioranza dei casi, continua a farle compagnia fino alla nostra tavola.
La cicoria è una pianta appartenente alla famiglia delle composite e quindi assomiglia molto al radicchio (di cui è uno dei progenitori).
È una pianta molto rustica e dalla radice fittonante per cui migliora il terreno nel quale viene coltivata e si adatta anche a terreni che non siano stati preparati troppo bene, anche se, ovviamente, avrà uno sviluppo più stentato in questo caso.
Il ciclo della coltura è abbastanza rapido e, come per lo spinacio e la bieta, possono essere tagliate completamente le foglie lasciando solo la rosetta basale. Anche queste piante, infatti, hanno un’ottima capacità di ricaccio, producendo molte nuove foglie in breve tempo, permettendo più raccolte dalle medesime piante.
La cicoria viene difficilmente attaccata da parassiti fungini o animali.
La densità di semina o trapianto è simile a quella della bieta ovvero 50-80 cm tra le file e 20-25 cm sulla fila.

Pubblicato su Biolcalenda di ottobre 2014


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