Mandorla

La mandorla √® il pregiato seme oleaginoso commestibile del prunus dulcis, appartenente alla famiglia delle rosacee, originario dell’Asia centrale e diffuso in tutti i paesi dal clima temperato dell’Europa del sud. L’albero, a partire dal XVI secolo, grazie agli spagnoli, si √® espanso anche in America, particolarmente in California, attualmente leader della produzione mondiale di mandorle; in Italia viene coltivato soprattutto in Emilia Romagna, Sicilia e Lazio.

Secondo la tradizione frigia, gli dei evirarono l’ermafrodita Agdistis, nato dal seme di Zeus dormiente sul monte Dindimo, dando vita a Cibele, mentre i genitali maschili, a contatto con la terra, originarono un mandorlo; in Iran esso √® considerato la pianta del cielo.

Un’antica epopea greca, ripresa nelle Eroidi di Ovidio e nella Leggenda delle donne virtuose di Chaucer, narra la tragica vicenda di Fillide, principessa tracia innamoratasi perdutamente di Demofonte, figlio del re Teseo, sbarcato nel suo regno per una sosta.  Abbandonata dal prode guerriero, la promessa sposa s’impicc√≤ e venne tramutata dalla dea Atena in uno spoglio mandorlo; l’ardimentoso combattente ritorn√≤ sul sepolcro e le sue amare lacrime di pentimento si trasformarono in una nube di candidi petali che adornarono splendidamente i rami.

La fioritura, che si rinnova ogni anno preannunciando la tiepida stagione primaverile, √® anticipata nella provincia di Agrigento, il cui paesaggio viene inondato da un suggestivo manto bianco: a Naro e nella sottostante valle del Paradiso nonch√© nella mitica valle dei Templi, tra la prima e la seconda domenica di febbraio, si svolge la manifestazione culturale “Sagra del Mandorlo in Fiore”, giunta con crescente successo alla  62a edizione.

La Genesi biblica definisce la mandorla “tra i frutti migliori della terra”: il bastone di Aronne, fiorendo, produsse copiosamente frutti a drupa durante un’ intera notte e, dopo l’esodo dall’Egitto, riposto nel tabernacolo, germogli√≤, suggerendo per la trib√Ļ dei Levi il diritto esclusivo al  sacerdozio ebreo; nel folclore popolare il ramo di mandorlo divent√≤ la bacchetta magica.

Nell’arte cristiana le icone di Ges√Ļ  e della Vergine Maria vengono spesso raffigurate all’interno della vesica piscis, o ichthus,  aureola a forma oblunga, indicante sacralit√†, che, usata per riprodurre una fiamma, rappresenta lo Spirito Santo.

Emblema dell’essenzialit√†, per i cinesi ha il significato di bellezza muliebre, fascino elegante, forza dignitosa nelle circostanze dolorose e prudenza avveduta in quelle rischiose.

Le mandorle, sbarcate in Sicilia grazie ai Fenici, sono di due tipi: dolci e amare. La seconda variet√† si vende al dettaglio solo miscelata alla prima, in confezioni chiuse all’origine, in misura non superiore al 5% riferito al peso, in quanto contiene tracce di amigdalina, glucoside cianogenetico, pur conferendo, in dosi minime, un gusto particolare e unico alle vivande.

Dal punto di vista nutrizionale, i gustosi semi eduli forniscono un’elevata percentuale di proteine, acidi grassi insaturi, carboidrati, fibre, emulsina (enzima che favorisce la digestione dei cereali e dei cibi ricchi di amidi), preziose vitamine (A, B1, B2, PP, C, E), sali minerali (magnesio, potassio, ferro, fosforo, calcio, zinco, rame, selenio).

Ritenuta dagli antichi Romani un eccellente rimedio contro l’ubriachezza, la mandorla √® stimolante nei casi di depressione, convalescenza, astenia, demineralizzazione; possiede propriet√† rinfrescanti, lassative, calmanti per la tosse, antalgiche nei casi di dismenorrea episodica, antisettiche nelle infiammazioni intestinali, renali, genito-urinarie, polmonari e nelle dermatosi; ostacolanti la progressione di tumori di vario tipo.

Diffuse ovunque, reperibili fresche in primavera e secche durante tutto l’anno, si usano molto anche nella gastronomia dei paesi nordici: in Svezia, un’antica tradizione detta che il giorno della vigilia di Natale si prepari uno sformato di riso, nel quale venga nascosta una mandorla; la persona che la trova sar√† la prima del gruppo a sposarsi, in base a quanto affermato dalla superstizione popolare.

Presenti in numerose ricette afrodisiache e filtri d’amore, le mandorle sono protagoniste di primo piano in cucina: sgusciate, pelate, dimezzate, lavorate a bastoncini, a fettine, tostate, ridotte in granella e farina, si prestano a molteplici preparazioni.

Energetiche nel muesli della prima colazione, salutari in dolci serviti per spuntino e merenda, sgranocchiate per aperitivo abbrustolite o diablées, ossia salate con aggiunta di pepe di Caienna, sono un ingrediente molto utilizzato in diverse pietanze tradizionali.

Conferiscono un tocco caratteristico a primi piatti (risotti, bucatini trapanesi, tortelli freschi alla rucola, fettuccine), secondi di carne (filetto di manzo, spezzatino di vitello, bocconcini di bufalotto, coniglio, tacchino, agnello, pollo), pesce (trota, filetti di sogliola, merluzzo, baccalà, triglia), insalate di verdure (carciofi, melanzane, carote, broccoli, spinaci), macedonie.

Il trionfo dei pregiati semi eduli si celebra in pasticceria e confetteria: semplicemente caramellate, pralinate, grill√©es, tritate per guarnizioni, in pasta di marzapane o reale, in torte sontuose (cassata siciliana, mandorlata, caprese, sbrisolona, baklava, weichselcreme, linzertorte), invitanti biscotti (amaretti, frollini danesi), irresistibili pasticcini (frutta marturana, sigari, baci di dama, ricciarelli senesi, roccoc√≤ napoletani, brutti ma buoni, pabassinas, bianchittos, copulettas, pane ‚Äėe sapa, tiliccas, sospiri o gueffus, montmorency, petits four, napfkuchen, bretzel), dolci al cucchiaio (biancomangiare, creme, budini di riso), confetti (celebri quelli di Sulmona), torroni, croccanti, gelati, aromatici liquori.

L’orzata e il latte di mandorle sono bevande saporite, dissetanti e rinfrescanti, usate anche per prelibate granite.

L’olio, ottenuto mediante estrazione a freddo, √® costituito soprattutto da gliceridi dell’acido oleico e linoleico: altamente eudermico, √® ottimo sia per massaggi sia come base per latti detergenti, emulsioni, creme, unguenti, impacchi; esplica una funzione ammorbidente, rassodante, preventiva contro smagliature, ragadi, rughe, emolliente per pelli secche, screpolate e sensibili.

La farina amygdalarum, miscelata ad acqua o latte bollito tiepido e lavorata fino ad ottenere una pasta densa, applicata come maschera sul viso, è efficacemente levigante e schiarente.

Racchiuso in un piccolo scrigno legnoso solcato e bucherellato, un seme dal colore bianco avorio concentra i suoi sorprendenti pregi benefici!


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