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Sulle tracce di Alvar Aalto: natura, neve, luce, buio

“La forma è un mistero, che sfugge alle definizioni, ma che porta benessere all’individuo, in maniera del tutto diversa da quella di un semplice aiuto sociale”.
“Minus 35° degrees”, mi dicono gli amici di Helsinki. Qui il dialetto vicentino non vale: o inglese o finlandese, che però è impossibile. 

Meglio l’inglese. 35°C sottozero, tanto è il freddo stamattina, ma c’è il sole che brilla sui cristalli della neve, scesa copiosa durante la notte.
Come non pensare qui,ora, ai paesaggi di neve raccontati da Mario Rigoni Stern?
Finlandia: popolo silenzioso, popolo della luce.
A un giornalista che gli chiedeva quali caratteristiche dovesse avere una città, Aalto rispose: “Non si dovrebbe andare da casa al lavoro senza attraversare una foresta”. Nell’immaginario collettivo finlandese la foresta è una presenza forte. Se un luogo possiede doti limitate, crea egli stesso il paesaggio: fuori, dentro, o dentro e fuori la costruzione.

Secondo Aalto, l’architettura non deve sostituire né la foresta, né la fattoria, bensì porsi come completamento di entrambe. La natura costituisce per lui l’essenza della sua personalità e delle sue opere. Foresta reale come luogo dell’edificio, foresta metaforica come spazio interno dell’edificio.
Finlandia, della luce estiva infinita e del buio invernale infinito.

Aalto aderisce dapprima al Funzionalismo che propone di migliorare le condizioni dell’abitare, ossia produrre industrialmente un’architettura residenziale socialmente accettabile, molto igienica e il più possibile a buon mercato. Dividere le funzioni della città in abitare, lavoro, tempo libero e traffico, è un’ impostazione ancora attuale oggi. Dopo l’esperienza di Paimio, Aalto raggiunge un posto nella storia dell’architettura internazionale. Ma il suo mondo autentico è diverso. Detesta leggi e regolamenti rigidi. Comincia a parlare di equilibrio naturale tra individuo e collettività, contesta il funzionalismo che manca di qualità umana. Il soffitto in legno nell’auditorium della biblioteca di Vipuri, con la sua forma libera e organica è un’anticipazione di interventi successivi.

Desidero da tempo vedere villa Mairea, che segna la nuova fase dell’architetto finlandese.

Villa Mairea a Noormakku, del 1937, grande ma anche intima, progettata con “amore” come ricorda Aalto. C’è molto di femminilità, di sensualità nelle forme che “muovono” lo spazio. La scala sale, chiusa da pali di legno che sono in realtà come tronchi fitti che lasciano scorgere i gradini e la vetrata sullo sfondo; e fuori ancora alberi, bosco, luce. Foresta dentro, foresta fuori.

Il corrimano arrotondato, gira attorno ai pali con estrema naturalezza.

La natura organica, umana e al servizio dell’uomo si evidenzia qui in tutta la sua forza. Scrive Aalto: «La forma è un mistero, che sfugge alle definizioni, ma che porta benessere all’individuo, in maniera del tutto diversa da quella di un semplice aiuto sociale».
Egli utilizza preferibilmente il legno sia per i rivestimenti sia come materiale per gli arredi interni, in quanto esso permette un diretto contatto con la natura circostante e perchĂ©  è la materia prima della sua terra.

Finlandia, terra radicata alla sua storia, alle sue fiabe.

Iittala è un piccolo villaggio verso Nuunajärvi dove, sulla collina, si trova la più vecchia fabbrica di vetro finlandese.
I vetri. Forme leggendarie. Il vaso Savoy creato per Ittala, dopo il concorso vinto nel 1936. La critica attribuisce l’ispirazione per questa collezione al paesaggio finlandese e ai suoi laghi.

Qui Aalto stabilisce di non decidere quale uso fare dei vasi, e lascia alle persone di utilizzarli come meglio crede.
Forme fluide, organiche, realizzate con tre strati di vetro soffiati a mano. Vetro che è neve sciolta, acqua che scorre, aria che si fa densa, luce che opera, velo che traspare. Vetro che è Finlandia, paesaggio, lago, betulle, legni, cortecce: il tutto, dentro.

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Sento che questi vasi all’arrivo del primo accenno di calore si scioglieranno e diventeranno vento sui laghi per poi riaddensarsi alla fine della breve estate.
Finlandia, della gente riservata ma che sa accogliere.

Il viaggio mi porta ora nel sud-ovest del Paese, a Paimio, vicino a Turku. Qui c’è il sanatorio  progettato da Aalto e dalla prima moglie Aino nel 1926. «Lo scopo primario dell’edificio è di funzionare come uno strumento medico…». Il disegno delle stanze è definito in base alle capacitĂ  limitate del paziente, sdraiato a letto. Il colore del soffitto dĂ  tranquillitĂ , le fonti di luce al di fuori del campo visivo dell’ammalato. Egli stesso era stato ricoverato e questo gli serve ad accentuare il punto di vista del paziente. Le finestre a nastro sono nate qui. Quasi 90 anni fa.

La Poltrona 41 Paimio, destinata al sanatorio rammenta la famosa Vassily di Marcel Breuer. Qui il legno sostituisce i tubolari in ferro. Il legno viene curvato e questa è la maggiore qualitĂ  che Aalto vuole sottolineare. PerchĂ© le curve sono, sotto sotto, piĂą “accettate” degli angoli retti. Il  razionalismo ha eliminato i cuscini, c’è una piegatura anatomica che è costruita in compensato di betulla, l’albero piĂą presente nelle foreste locali. Lamine piegate che sostengono il peso data la loro flessibilitĂ  e elasticitĂ .
La “Poltrona 42” , successiva, con l’ardito sbalzo strutturale, riesce a alleggerire la forma totale.

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Aalto, con la sua invenzione, non piega più il legno con il vapore che causava forti tensioni nel materiale; il legno viene tagliato longitudinalmente lungo la lunghezza della curvatura e perpendicolarmente al suo piano, in modo che gli strati scivolino uno sull’altro durante la piegatura per essere poi fissati con colla.
Finlandia , un popolo che sembra di ghiaccio ma che invece sa amare con passione. Inseguendo il chiarore dell’acqua dei laghi, arrivo a Imatra nel pomeriggio, con alcuni bagliori di luce, gli ultimi. La chiesa delle Tre Croci è sprofondata nella neve. Dentro, soffitto e pareti sono un tutt’uno. Pareti disgregate, spazio che si evolve attraverso nicchie, obliquità, curve, materia plasmata, sembra, con le mani, luce che scende sulle forme aggraziate, pulite, dove ogni angolo è arrotondato, dove le ombre indicano un cambio di superficie. E per terra, legno.

Da noi sarebbe impossibile camminare sul legno, in una chiesa. Noi, spesso poco attenti al senso delle cose, non viviamo il legno nella sua intensità, nel suo essere Natura, cioè Verità. Aalto qui sembra impastare la foresta con i muri, per creare superfici ondulate che sanno di leggerezza, sulle quali la luce gioca, illumina. Due finestre trapezoidali illuminano l’invaso celebrativo, un altro foro nel tetto diffonde luminosità nello stesso spazio. Luce che ammorbidisce e pulisce l’anima.
Seguendo la neve, raggiungo Järvenpää. Siamo a 70 km a nord di Helsinki, ovviamente in mezzo a un bosco. La villa si scorge a malapena, tanto è l’integrazione con l’ambiente. Gli alberi e il giardino sono disturbati il meno possibile. Qui, nel 1966, Aalto progetta e costruisce questa casa per il più grande musicista finlandese contemporaneo, Kokkonen.

Ora è un museo. Liturgicamente mi tolgo le scarpe e entro, cammino su parte del pavimento che è in travertino e che porta al camino, nel soggiorno.
Qui il musicista abitava e suonava, le pareti sono rivestite parte in lino, parte con boiserie in legno. Mi stupiscono alcuni modesti particolari, come i profili che chiudono i pannelli di legno sulle pareti, oppure le cornici dei serramenti. Il tutto mi sembra “normale”. Ma io provo un piacevole senso di benessere psicofisico.
Per mesi ho continuato a chiedermi il perchĂ© di quell’insolita serenitĂ  che poi altro non era che  partecipazione. Penso fosse dovuto alla sua capacitĂ  di assemblare, di unire tutti gli elementi,  forme, materiali, colori, dettagli, anche i piĂą semplici e i piĂą diversi, in un’unica dimensione che significa relazioni, condivisione, ossia armonia.
Il mio viaggio finisce. Finlandia che sa di legno, di betulle, di laghi, di acqua, di buio, di luce.
E Alvar Aalto, artista della Sostenibilità autentica. Che non si può non amare.
Minus 35° degrees. Fa proprio freddo.

Biolcalenda aprile 2014


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