Filippo Zaccaria, presidente dell'associazione La Biolca 1977 - 2015

Ciao Filippo

Padova, 18.04.2016
Caro Filippo, nel giorno in cui hai lasciato questa vita terrena, vogliamo ricordarti in questo spazio del giornale che per tanti anni è stato il tuo spazio: un luogo in cui, ogni mese, tu ci parlavi di ambiente, salute, alimentazione, stili di vita ma anche di societĂ , costume, moralitĂ  e spiritualitĂ . Un luogo di confronto, di stimolo e di proposta per la soluzione dei tanti problemi che affliggono l’umanitĂ .

La tua grande cultura e la tua ampia visione del mondo ti permettevano di spaziare nei campi piĂą diversi: per ogni quesito avevi sempre una risposta adeguata e per questo rappresentavi per tutti noi una guida, un punto di riferimento.  Grande è il vuoto che ci lasci. Ma grande è anche il patrimonio di cultura che hai trasmesso all’associazione in  tutti questi anni. Grazie Filippo.

Riportiamo un estratto da uno dei suoi ultimi editoriali che sembra quasi un testamento: Riportiamo un estratto da uno dei suoi ultimi editoriali che sembra quasi un testamento:
« … Ecco perché è importante il continuo faticare alla ricerca della visione diversa del mondo. Le “visioni diverse del mondo”, vale a dire la Poesia forse ci salverà, purché sfugga alla prigionia, alle gabbie e forzieri dove si cerca di rinchiuderla, in modo che pochi o nessuno possano conoscerla. Infatti il nostro mondo, dominato dal dio Denaro, non ha né poesia né bellezza, rende tutto paccottiglia rimasticata e rigurgitata in un’immane discarica mortale fino a ricoprire l’intero pianeta. La natura per quanto poca ce ne rimanga, è fonte di bellezza e poesia, come ci insegnò Francesco d’Assisi nel suo “Cantico delle creature”. Lui stava terminando la sua vita terrena e scrisse in italiano l’invito all’uomo a rivolgersi al creato. Anche noi ora, nell’immanenza della possibile, probabile morte del pianeta terra, non possiamo che rivolgerci alla bellezza della natura, che ancora ci circonda, perché ci ispiri modi diversi di concepire la vita e quindi la felicità. Per essere contro la guerra dobbiamo avere una possibile prospettiva di pace. Sviluppare i sensi, ad esempio, ottenebrati dall’ingiustizia, dalla speculazione, dalla ricchezza comunque e con ogni mezzo, dal ladrocinio all’assassinio. Comprendiamo che senza dei sensi purificati non possiamo che vedere ovunque morte.» (Biolcalenda Novembre 2015)


Piccola biografia con le tappe piĂą significative del suo percorso di vita
Filippo Zaccaria nasce il 25 febbraio del 1944 ad Arzergrande (PD). Nel 1972 inizia ricerche sui comportamenti umani in ambito alimentare. Nel 1977 fonda l’Associazione Culturale La Biolca e ne viene eletto Presidente. Nel 1980 inizia le ricerche sui sistemi biologici in agricoltura. Nel 1986 viene eletto presidente del Coordinamento Veneto Terranuova. Nel 1989 organizza il primo seminario di formazione per Educatori Alimentari. Nel 1996 viene eletto presidente regionale dell’Ass. Italiana Agricoltura Biologica (Aiab Veneto) e nel 2002 eletto presidente del Consiglio Direttivo Federale Aiab. Nel frattempo, salvo un breve periodo, è sempre stato presidente dell’Ass.La Biolca. Dal 1968 al 2015 è stato docente all’Accademia di BelleArti di Venezia. Dal 1984 era consigliere dell’Anffass e dal2010 consigliere e tesoriere della Fondazione Patavium.
In tutti questi anni fino a pochi mesi dalla sua scomparsa ha tenuto centinaia fra corsi, conferenze, seminari, individualmente o con altri esperti presso associazioni, scuole, comuni sui temi dell’alimentazione in relazione alla salvaguardia della salute e all’ambiente.


I pensieri delle persone che hanno conosciuto Filippo e che hanno condiviso in varie occasioni il suo percorso di vita:

Filippo, con la tua fisionomia mite e pacifica, sei stato un uomo straordinariamente libero. Libero di pensare, dire e agire per le cose sensate della vita; con le conoscenze e le intuizioni di un vero maestro – sempre senza scontri palesi, ma con grande forza interiore – ci hai offerto una chiave per la comprensione dei mutamenti, dei miti, degli inganni, delle mode presenti nell’attuale umana commedia. Ciao, ovunque tu sia, continuerai a vivere nel nostro cuore. Mariuccia Rigon – Ottorino Faggionato

 

Caro Filippo, eri l’anima della Biolca e il fulcro per la tua famiglia. Non ti ringrazierò mai abbastanza per quello che hai fatto per me e per tanti che hai aiutato nei loro momenti peggiori. La tua conoscenza su qualsiasi argomento e la capacitĂ  di spiegarlo in modo comprensibile a tutti ci dava un immenso piacere nell’ascoltarti. Sentiremo tutti la tua mancanza, eri un grande uomo. Tuoi Giovanni “Gianni” e Monica Angilè

 

Abbiamo appreso con immenso dolore la scomparsa dell’amico Filippo, con il quale abbiamo condiviso le battaglie per un cibo sano,per un’agricoltura pulita e, in generale, per una diversa economia, rispettosa della nostra terra e della salute dei cittadini. Ma in questo momento di dolore è soprattutto la sua grande umanitĂ  e la sua saggezza che vogliamo conservare come ricordo nel nostro cuore. Auretta Pini e Gianni Tamino

 

Ci siamo conosciuti verso la fine del ’99, in via Chioggia, la vecchia sede de La Biolca. In quella stanza polverosa con una luce particolare, un po’ verde, riflesso degli alberi all’esterno. Ti ricordo in quel luogo un po’ magico. La tua figura ieratica, il tuo parlare senza fretta, la tranquillitĂ  che emanavi, la mancanza di aggressivitĂ  e la conoscenza. Ho imparato molte cose collaborando con La Biolca. Grazie Filippo. Franco D’Agostini

 

Nel lontano 1977 eravamo alla ricerca di risposte ai tanti quesiti che ci poneva e ci pone la vita. Eravamo attratti da quei corsi che proponevano, in giro per l’Italia, modelli di vita alternativa. In uno di questi corsi siamo venuti a conoscenza che a Padova era da poco nata un’associazione che si occupava di ambiente, salute, filosofia di vita e antroposofia. Abbiamo cominciato a frequentarla e nel corso degli anni è cresciuto il nostro interesse e coinvolgimento. Presidente e animatore di questa nuova associazione era Filippo Zaccaria, con cui dapprima abbiamo condiviso e approfondito una diversa visione del mondo e poi abbiamo cercato di diffonderla attraverso le attivitĂ  culturali e la pubblicazione del mensile Biolcalenda. Un percorso impegnativo, a volte sofferto ma che ha portato molte soddisfazioni e molti riconoscimenti. Il merito a Filippo che, nel campo culturale, ha sempre avuto le giuste intuizioni. Qualcuno ha detto: “la tua piĂą grande creazione è la vita che conduci”. Siamo convinti che la vita di Filippo sia stata una grande creazione. Carmen Bellin e Silvano Parisen

 

Il tuo sapere sa di profonditĂ , come i tuoi occhi di uomo buono e onesto. Il tuo parlare porta sempre lontano indicando orizzonti talvolta sconosciuti. Mi piace pensare che sei sempre tra noi. Ti abbraccio con affetto e riconoscenza. Maurizio Signorini

 

Raffinato scrigno di cultura e umanitĂ  … Grazie per tutto quello che ci hai insegnato. E’ stato un vero onore conoscerti. Ciao Prof. Sarai sempre nei nostri cuori. Anastasia Moro

 

Ho iniziato 21 anni fa la mia attivitĂ  in agricoltura biologica e ricordo con grande stima Filippo Zaccaria; allora l’ente si chiamava Coordinamento Veneto Terranuova e Filippo ne era il Presidente. Ricordo il sorriso sereno ed il suo modo di parlare lentamente, quando entrava nello stanzone dell’ufficio, allora un po’ accampato in una vecchia villa antica, mi trasmetteva tranquillitĂ  perchè mi ricordava con la sua barba e il suo sguardo un personaggio delle fiabe. Ciao Filippo. Emanuela Ussia (Icea Istituto Certificazione Etico Ambientale sede del Veneto)

Caro Filippo, ci hai anticipato nel passaggio della Soglia! Ora liberato dai limiti della corporeitĂ  potrai continuare nei Mondi Spirituali il tuo percorso di evoluzione guidato dall’Antroposofia che tu hai profondamente amato. A noi tuoi Amici e compagni di strada il compito importante di mantenere aperto con te un canale di comunicazione con la realtĂ  terrena, che hai vissuto intensamente, per renderti piĂą lieve il cammino, per darti calore quando ne avrai bisogno, per smorzare la tua ‘arsura’ quando si farĂ  bruciante! Tutto quello che tu hai donato deve ora essere continuato da altre persone che ti hanno voluto bene e che hanno condiviso con te per tanti anni le tue idee. Un forte abbraccio da Anima a Anima !!!! Paolo Girotto

 

Caro buon Filippo, la tua persona era visibilmente espressione di saggezza e di gioia, ti ringrazio per avermi lasciato i ricordi di una buona e sincera amicizia. La tua forza e il tuo coraggio rimarranno per sempre visibili, perché impressi nelle persone che ti hanno accompagnato in questa meravigliosa storia della tua vita. «Sappiate che la morte non ci porta mai completamente via la persona amata. Rimane infatti la sua opera che ci incita ad andare avanti, con forza e coraggio»(Anonimo) Luca Bastianello

 

Ciao Filippo. Grazie per la tua disponibilitĂ  e comprensione per le nostre difficoltĂ  della vita. Grazie per la tua ferma pacatezza con cui esponevi il tuo libero pensiero. Grazie per la tua pazienza nel tentativo di farci superare il materialismo di questi tempi. Grazie per la tua amicizia. Grazie per tutto. Nella Calligrafi

 

Sono entrata nella famiglia de La Biolca da pochi anni, ma sin dalle prime volte mi sono sentita accolta e circondata da gente sensibile e attenta. A parte il rapporto empatico con Silvano, una persona mi aveva colpita profondamente: Filippo. Sin dal primo incontro con lui, ho sentito di non essere assolutamente immune al suo affascinante carisma. La sua saggezza mi emozionava e nello stesso tempo stimolava in me riflessioni e pensieri, solo apparentemente sopiti. Io ,“persona di scienza”, sentivo una misteriosa attrazione per le parole, i pensieri, che Filippo mi trasmetteva. Tutto ciò che raccontava mi incuriosiva, mi faceva entrare in un mondo di filosofia, Etica, saggezza …. Ogni volta che arrivavo in sede per una breve conferenza, per una cena, facevo di tutto per sedermi vicino a lui, solo così ero contenta. Stando seduta vicino a lui potevo scambiare idee e confrontarmi, ricevendo sempre insegnamenti.
Da tantissimi anni oramai ho lasciato la mia famiglia in Sicilia, per mia scelta, per motivi di studio. Sono arrivata a Padova ad appena 18 anni, tanto giovane …. per mettermi alla prova, una sfida con me stessa, dovevo dimostrare di essere in grado di affrontare la vita lontano dalla bambagia nella quale ero vissuta. Sono cresciuta in fretta affrontando un mondo nuovo, persone sconosciute , abitudini diverse, tanti momenti di solitudine, e il “profumo di famiglia” e il bisogno del calore di casa, mi mancavano maledettamente, mi mancano ancora. Poche volte ho avuto la sensazione di sentire nuovamente il calore di casa e questa sensazione, molto forte e nitida, l’ho provata arrivando a far parte della grande famiglia di cui Filippo era il pater, la guida.Non ho avuto la fortuna di conoscerlo da tanti anni, ma anche se per poco tempo ho potuto apprezzare il valore dell’uomo, così forte nei propri ideali e nell’affermare le proprie idee con coraggio e fierezza, restando pur sempre umile, mai arrogante. Questa mattina appresa la notizia della sua morte, un senso di profonda commozione mi ha pervasa, un nodo in gola, un delicato pianto. Non potrò più parlare con lui, non potrò continuare ad imparare da lui: questo il primo pensiero. Con il passare delle ore ho incominciato a provare una strana, quasi inspiegabile sensazione di pace. Perché? Forse per la consapevolezza che Filippo ci ha lasciati solo fisicamente. Sono assolutamente certa che ci rincontreremo.
Un ultimo caro abbraccio, grazie per quello che ci hai dato, per quanto ci hai insegnato. Di sicuro ci hai resi migliori.
Con affetto, stima e profonda gratitudine. CIAO ! Maria Concetta Digiacomo

 

Della Morte ... (in memoria di Filippo)

Allora Almitra parlò dicendo: Ora vorremmo chiederti della Morte.
E lui disse:
Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
Ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il mistero della luce.
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita.
Poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare.

Nella profondità dei vostri desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita.
E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
Confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell’eternità.
La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al re che posa la mano su di lui in segno di onore.
In questo suo fremere, il pastore non è forse pieno di gioia poiché porterà l’impronta regale?
E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito?
Che cos’è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?
E che cos’è emettere l’estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio?
Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare.
E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire.
E quando la terra chiederĂ  le vostre membra, allora danzerete realmente.

Tratto da “Il Profeta” di Kahlil Gibran

Padova, 18.04.2016


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