L’editoriale di giugno 2015

Educare alla violenza
Perché stupirci alle manifestazioni di violenza, apparentemente gratuita e immotivata, che ormai con regolarità esplode attorno agli stadi o in manifestazioni politiche in teoria pacifiste, ma dai forti connotati contestativi del potere dominante il pianeta globale?

Avvenimenti attrattivi per una moltitudine di individui caricati come molle di soldatini di latta, pronti a scaricare la loro quota di violenza, per poi tornarsene a casa tranquilli, a ricaricarsi e che potrebbero essere definiti anche utili idioti. Ovviamente tali individui sono da distinguere dai professionisti della violenza tali “Black Bloc” forse di matrice anarchica, ma molto probabilmente, veri e propri professionisti prezzolati, con intenti inconfessabili, ma piuttosto evidenti: annullare il valore etico della contestazione, far vincere il potere e l’economia dominante.

Declinare la violenza umana potrebbe avere una ricaduta educativa per chi lotta per una società non violenta, ma al contempo essere un breviario per anarchici e naziskin, quindi meglio non farlo. Definire comunque la società consumista e pacioccona come non violenta, è uno degli inganni più roventi che possiamo fare alla comprensione del mondo contemporaneo. Per soddisfare le esigenze consumistiche di meno di un terzo dell’umanità dobbiamo sottrarre beni indispensabili al restante mondo, esercitando una tale manifestazione di potenza, forza e aggressività, da far impallidire ogni altra forma di violenza. Noi o meglio, le nostre Banche o “gruppi finanziari”, siamo in grado di sterminare intere popolazioni per fame, sottraendo loro il cibo, in sostituzione del denaro che non hanno e di cui si sono indebitati acquistando tecnologia militare. Il processo guerra, indebitamento, pagamento con i cereali, procede da decenni ed ora che entrano nel gioco al massacro anche nuove superpotenze come la Cina, ci svela il mistero del falso benessere a cui abbiamo creduto e continuiamo a credere.

La cultura liberista occidentale, quella che crede nell’uomo economico, che può tutto ciò che la sua ricchezza gli permette, pensa di poter essere democratica e pacifica, purché ci sia crescita economica continua. E’ evidente che ha raggiunto e superato il culmine della crescita possibile ed ora inevitabilmente deve riconoscere l’impoverimento, a cui non sa aderire e quindi fugge verso iperboli violente. Ad esempio, liberare il denaro da ogni limite (un tempo ogni reame non poteva stampare più denaro delle riserve in oro) oggi si emette un debito; per ripagarlo in natura dovremmo eliminare bisogni fondamentali come i paesi del terzo e quarto mondo: perché loro sì e noi no? Noi siamo più forti, più potenti, abbiamo una riserva di violenza più alta, ma soprattutto ci illudiamo di poter colpire senza essere colpiti.

Una massiccia propaganda stolta che illude e convince di poter essere assassini senza colpa, stupratori di fanciulli per il loro bene, massacratori di ogni cultura e visione del mondo perché la nostra è l’unica vera. E’ veramente inaudito che ci sia un killer fanatico, via di testa, idiota, che la pensa diversamente e colpisca qualche simbolo della nostra potenza, così inutilmente. Spesso sono allievi di palestre tutti muscoli e poco cervello, che allenati a manifestare forza violenta, non conoscono la “non violenza” l’arte di trattenere la forza, insegnata in tutt’altra palestra

Biolcalenda di maggio 2015


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