L’editoriale di luglio/agosto 2013

Nemico utile
Nessuno vorrebbe abitare con il proprio nemico e, quando ci capita, fingiamo di non conoscerlo, se lo riconosciamo giustifichiamo il suo operato, magari, non molto diverso dal nostro. Il nemico più pericoloso e maligno è quello che non si riconosce come tale. Se il male viene visto come il bene siamo perduti. Individuare il nemico è sempre utile perché ci permette di reagire e forse sconfiggerlo reagendo in modo contrario al suo. «Il modo migliore per difendersi da un nemico è non comportarsi come lui» diceva il grande e saggio imperatore romano Marco Aurelio.

Oggi il grande nemico dell’intera umanità sta lentamente emergendo nella nostra mente ottenebrata dalla grande abbuffata del consumismo di massa. Molti ancora stentano a riconoscerlo, lo giustificano, lo blandiscono, vorrebbero farsi amici del nemico, visto che lo ritengono potente, invincibile e infinito come Dio. Stiamo parlando del denaro e della sua Chiesa (la Borsa), dei suoi templi (le Banche), della sua casta sacerdotale e dell’indefinita massa di fedeli adoranti che confondono i soldi con il denaro.

Il soldo ha origini tardo latine. Il vocabolo soldus, solidus (moneta di oro massiccio dell’età di Costantino) e il verbo solēre (essere stabile, integro), evocano il soldato o il salariato che veniva compensato con il «sale». Anche la parola denaro deriva da una moneta latina, il denarius, con un connotato moltiplicatorio, che valeva dieci assi. Pur essendo imparentate tra loro, le due parole indicano condizioni di vita opposte. Il soldo come limite della fortuna dello schiavo, il denaro come condizione senza limiti del padrone. Si spendono migliaia di parole sulla questione, oggi più che mai, per la crisi che si definisce economica, mentre è finanziaria, per confondere anziché chiarire, per assoggettare milioni di psicoschiavi al desiderio d’amore per il nemico.

Il potere finanziario, il grande sacerdote del dio denaro che domina l’intero pianeta, si «sostanzia» nelle società multinazionali che non pagano le tasse. È stato calcolato che i loro bilanci superino quello di 176 nazioni, sottraendo risorse all’economia, alla vita reale, all’istruzione, alla salvaguardia della natura, almeno mille miliardi di dollari l’anno, mille dollari ad ogni famiglia del pianeta. Sarebbe il caso che cominciassero a restituire una minima parte di quanto dovuto all’umanità.

Ognuno di noi può fare una piccolissima pressione per convincere le nazioni riunite a decidere in tal senso, firmando la petizione su www.avaaz.org ai leader dei governi del G8. Se vincendo la pigrizia, se attivandoci con amici e parenti, se otterremo milioni di firme, se… Mi rendo conto ci sono troppi se. Però, se non facciamo nulla, il nemico che abita con noi si identifica con noi e, alla fine, potremmo dire in perfetta coscienza: il nemico siamo noi.

Non esiste né umanità, né prossimo, debole da accudire, ambiente da difendere: noi e Ahriman (quello che gli Ebrei dopo Babilonia chiamavano Satan) siamo uno. Come vedete il nemico è utile sia per redimerci che per condannarci.

 


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