Silvano Parisen . Presidente dell'Associazione La Biolca

C’è Scienza e scienza

Ho avuto modo di ascoltare un intervento della senatrice Elena Cattaneo: mi trovavo a Lonigo, una simpatica cittadina in provincia di Vicenza e partecipavo, come associazione, ad un mercatino del biologico. Nella piazza centrale contornata da prestigiosi palazzi c’erano i gazebo con i produttori, le associazioni, gli artigiani e su un lato c’era un palco nel quale si alternavano vari relatori, che parlavano di cultura, di storia e di argomenti vari.

Un’atmosfera tranquilla, con la gente che passeggiava nella piazza o che ascoltava seduta davanti al palco, si soffermava ai banchetti e i bambini che giocavano. Ad un certo punto notiamo un certo brusio e qualcuno ci riferisce che dal palco sta parlando la senatrice e l’argomento è l’agricoltura biodinamica. Incuriositi andiamo ad ascoltare e sentiamo che sta descrivendo i preparati biodinamici e in particolare il 500 o cornoletame.

Sta spiegando come viene preparato il 500 con il corno della vacca che, funzionando come un’antenna ha intercettato i raggi cosmici e quindi si è caricato di energia; di come questa energia, unita all’energia della terra ha agito sul letame di vacca con cui si è riempito il corno che deve essere sotterrato per un certo tempo; di come alla fine di questo procedimento, per uno strano processo alchemico, all’interno del corno il letame si sia trasformato in concime miracoloso per le piante. La descrizione era chiaramente in tono denigratorio e infatti la conclusione era che lei come senatrice e come ricercatrice mai avrebbe dato il suo assenso all’approvazione di una legge che finanziasse la ricerca sul metodo biodinamico in agricoltura. Anzi, ove si verificasse questa ipotesi, lei avrebbe preferito emigrare dall’Italia e, con questa affermazione, si meritò l’applauso della platea di ascoltatori. La sua tesi era che il metodo non aveva niente di scientifico e quindi non meritava nessuna considerazione e tanto meno nessun finanziamento. Per la dott.ssa Cattaneo solo ciò che è sperimentabile, che cade sotto i nostri sensi è reale. I processi che avvengono in natura e che non sono misurabili con strumenti materiali per lei non esistono. Il letame che dentro a un corno di vacca si trasforma in humus si può spiegare solo con la stregoneria.

A questo punto si pone la domanda: ma in natura ci sono molte altre cose che non riusciamo a spiegare con la pura percezione dei sensi ma con questo nessuno si sognerebbe di negarne l’esistenza. Prendiamo ad esempio l’aria: in stato di quiete e in assenza di componenti odorose chi può dire di percepire l’aria? Non si vede, non si sente, non si tocca, non si odora. Sappiamo che esiste ed è attiva, sul piano fisico, nel processo della respirazione ma non ricade sotto i nostri sensi. Prendiamo ora la sfera della psiche con le emozioni, le sensazioni, le passioni, tutte cose che non possiamo percepire con i nostri sensi ma che esistono e che influiscono pesantemente sul nostro stato di salute e sul nostro equilibrio interiore. Ma c’è un’altra sfera che fa parte del nostro essere, il pensiero. Forse qualcuno può dire di aver sperimentato il pensiero con i propri sensi materiali? No, ma sappiamo che esiste e ci permette di elaborare la nostra vita attraverso la conoscenza e l’esperienza. Possiamo chiamarlo spirito, energia sottile, prana… il nome non ha importanza; l’importante è sapere che esiste anche se non si può misurare o quantificare.

La scienza ufficiale dovrebbe prendere atto di queste cose e porsi in maniera più umile di fronte alle realtà della vita: se non riesco a spiegarmi qualcosa con la normale percezione non per questo posso affermare che non esiste o che fa parte del mondo della stregoneria o dello spiritismo. Se uno è cieco dalla nascita non può certo negare che esistono i colori solo perché non li vede.

Alla dott.ssa Cattaneo vorrei dire che la sua scienza esatta sta provocando disastri nel mondo: inquinamento, desertificazione, cambiamenti climatici…

La nostra scienza povera basata sulla tradizione, sul buon senso e sulla sperimentazione in campo, dove è applicata, sta creando delle isole di ambiente pulito, di produzioni sane, di ritorno della biodiversità, di rapporti sociali a misura d’uomo.

Se “la bontà di una pianta si misura dai frutti” (vangelo Lc 6, 43-49) non dovrebbe essere difficile fare delle scelte conseguenti e consapevoli.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code