Giovanni Angilè. Medico. Scrive su Biolcalenda

Se tutto va bene siamo rovinati

Siamo in un periodo di transizione, tra poco avremo le elezioni politiche. I partiti si stanno separando per formarne altri più piccoli. Poi tutti però cercano alleanze, tranne i 5 stelle che vanno avanti da soli sperando di raggiungere il quorum per governare. Hanno fatto una legge che accetta le fusioni, ma ognuno vuole far eleggere il proprio premier.

Gli Italiani si stanno sempre più disaffezionando alla politica, anche perché vedono che i politici stanno bene e loro fanno fatica ad arrivare a fine mese. Loro lottano per la poltrona, il popolo lotta per sopravvivere. Ogni giorno i telegiornali cambiano versione sulle notizie date. Un giorno danno nuovi dati sull’occupazione. Dicono che nel terzo trimestre 2017 il tasso di occupazione è arrivato a quota 58,1%, con 2,7 punti in più rispetto al minimo del terzo trimestre 2014 che fu di 55,4%.

Nel 2008, prima della crisi, era al 58,8%. Aumentano dunque i contratti: quasi 1,2 milioni in tre anni, ma 837mila sono a tempo determinato e viene evidenziata «una nuova forte crescita» del lavoro a chiamata passato in tre mesi da 122mila a 217mila lavoratori. Il giorno dopo affermano che ci sono molti disoccupati, che le fabbriche chiudono, che gli operai sono licenziati o mandati in cassa integrazione. Proclamano aumenti di stipendio, abbassamento delle tasse, poi dicono che non ci sono ancora le condizioni per farlo. Arrivano multe dall’Europa nei confronti dell’Italia per qualcosa cui non ha ottemperato. Bloccano le esportazioni dell’Italia. I nostri marchi DOC e le nostre eccellenze non sono difese dal governo con conseguente immissione sui mercati di merci contraffatte e calo delle vendite dei nostri prodotti. Per i dipendenti pubblici c’è anche la questione della pausa pranzo. Nella bozza del nuovo contratto si ipotizza una riduzione del tempo minimo dedicato al pasto, previsto dopo le sei ore continuative di lavoro: da “almeno 30 minuti” ad “almeno 10 minuti”. Un’idea che una parte del sindacato potrebbe accettare perché verrebbe incontro all’articolazione dell’orario flessibile. Ma che creerebbe delle difficoltà per il rilascio dei buoni pasto. E l’alimentazione diventerebbe un ulteriore stress. Chi riesce a mangiare in 10 minuti? Forse un panino che sicuramente devi masticare in fretta e digerire malissimo.

Per fortuna con l’approvazione del contratto ci hanno ripensato e la pausa pranzo rimane di 30 minuti. Ci sarà anche il tetto agli straordinari che un’ipotesi fissa a 180 ore, ma la questione è ancora tutta da discutere. Così come la battaglia contro l’assenteismo con la possibilità di far “pagare” a tutto l’ufficio le assenze strategiche di alcuni impiegati. Misura che piace poco ai sindacati che chiedono di estendere soprattutto ai dirigenti dell’ufficio “che devono essere i primi a pagare i danni dell’assenteismo”.

Per non parlare poi delle pensioni d’oro che alcuni vorrebbero tagliate ed altri politici giocano su questo dicendo che verranno tagliate anche le pensioni del ceto medio alto! A chi credere? Questo per quanto riguarda l’Italia. Vediamo che all’estero non stanno meglio.

L’Austria vuole concedere il doppio passaporto agli abitanti dell’Alto Adige per poterli portare alle olimpiadi come austriaci. In USA il presidente decide dei programmi di politica interna ed estera non condivisi prima di tutto dai suoi elettori, ma che hanno ripercussioni mondiali. Dalla Corea del Nord partono missili a giorni alterni, spaventando in primis i Giapponesi che sono vicini e hanno già avuto la loro storia con Hiroshima e Nagasaki. Ma spaventano tutto il mondo per le ventilate minacce di un’altra guerra mondiale. Per non parlare dei vari attentati che si sentono in parecchie città più o meno importanti e conosciute. Non si capisce più niente.
Dobbiamo mandare pensieri positivi generali all’Italia e al Mondo perché si attui una pace, una fiducia e un benessere per tutti. Ne abbiamo veramente bisogno.


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