Il Fuoco 11

Gli esseri elementari

Abbiamo visto come la definizione di “elementi” fosse stata data da Aristotele, il quale con la sua capacità di veggenza poteva affermare: vedo da Nord-Est arrivare gli spiriti della Terra chiamati gnomi, vedo da Nord-Ovest arrivare gli spiriti dell’Acqua, o Ondine, e così via per gli altri due elementi, cioè l’Aria e il Fuoco. Con ciò aveva affermato l’esistenza dei quattro elementi e contemporaneamente l’esistenza degli esseri elementari che ad essi si riferiscono. Questi esseri si possono definire come “spiriti della natura” che hanno il loro territorio, la loro sfera d’azione nei quattro elementi, come l’uomo ha la sua sfera d’azione, il suo territorio su tutto il pianeta. Sono quattro come i quattro elementi e oltre a Gnomi e Ondine, già menzionati, ci sono le Silfidi e le Salamandre che si si riferiscono rispettivamente all’elemento Aria e all’elemento Fuoco. Tutti assieme formano il corpo eterico o vitale della Terra ma ognuno di essi ha dei compiti ben precisi nell’economia generale della Terra.

Così le Salamandre che vivono nell’elemento calorico, comunemente detto fuoco, hanno il compito di attivare i processi di maturazione, di conservazione, e i successivi processi di manifestazione, di nascita. Tutto ciò che vive, che dura nel tempo è impregnato da queste forze.
“Sono gli esseri che proteggono tutti i germi, tutti i semi nel regno della natura: essi sono i guardiani dei semi e li accompagnano dall’una all’altra generazione delle piante e anche di altri esseri naturali.
Queste entità vivono collegate col calore del nostro pianeta, con ciò che fin dai tempi antichi viene chiamato l’elemento del fuoco, o del calore. Ecco perchè le forze dei semi sono connesse con un determinato grado di calore, cioè con una data temperatura. Se lo sguardo occulto si esercita con la massima precisione, esso scopre appunto che la necessaria trasformazione del calore ambientale nel calore occorrente al seme per maturare, scopre che questa trasformazione del calore inorganico in calore vivente viene operata proprio da queste entità. Perciò esse si possono chiamare anche spiriti naturali del calore, o del fuoco”*.
Febbraio è il mese in cui questi esseri cominciano ad agire. Per tutto l’inverno hanno mantenuto il seme in uno stato di vita latente; alle prime avvisaglie di un cambiamento ambientale, in coincidenza del protrarsi delle ore di luce e all’aumento conseguente della temperatura, essi trasformano la vita latente in vita manifesta.
Il fuoco che viene dal cosmo, dal sole risorto, ha il potere di risvegliare il fuoco latente che covava nel seme.
Di questo fatto ne da testimonianza anche la tradizione che istituisce al 2 Febbraio la festa della Candelora. Festa antichissima che in origine era dedicata ai riti di purificazione tramite il fuoco. Nell’antica Roma alle Calende di Febbraio i romani andavano correndo per le vie della città e agitando delle fiaccole accese in onore della dea Februa. La chiesa adotta il rito e sostituisce alle fiaccole le candele, ma il significato resta lo stesso: il cero acceso è il simbolo del nuovo fuoco vitale che riappare nella natura per grazia divina preparando la primavera: fuoco purificatore e fecondatore.

* R. Steiner, Le entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura.


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