Il Fuoco 12

Conclusioni

Abbiamo iniziato l’anno scorso, a Marzo, questo viaggio affascinante dentro all’elemento fuoco.
Eravamo partiti dai rituali sacri del tempio di Vesta dove le vergini, dedite al culto del fuoco, avevano il compito, in questo periodo, di spegnere la fiamma perenne e di riaccenderla, per significare la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo, in sintonia con il ritorno della primavera.
Abbiamo viavia sviluppato alcuni aspetti del fuoco, il suo carattere fisico legato al calore, il suo carattere animico legato all’intensità dei sentimenti, il suo carattere spirituale legato alle varie forme di manifestazione della vita.
Abbiamo visto che il fuoco sta all’origine del ciclo evolutivo e che dal fuoco, per successive condensazioni, derivano gli altri tre elementi, l’acqua, l’aria e la terra.

Abbiamo fatto un parallelo fra il fuoco, il sole e il cuore umano e ne abbiamo dedotto che il fuoco, che alimenta il sole, è lo stesso fuoco che alimenta il cuore e se il sole, al centro dell’universo, dona vita e prosperità al cosmo intero così il cuore umano, se giustamente infiammato, può donare vita e benessere all’organismo uomo. Siamo andati anche più in là, prospettando l’ipotesi che se il ciclo evolutivo, in discesa, si è snodato fra il fuoco e la terra, quindi fra lo spirito e la materia, così la risalita dovrebbe partire dalla terra, tramite l’accensione di un nuovo fuoco che dovrebbe rigenerare e rinnovare la terra stessa. Il nuovo fuoco l’abbiamo individuato appunto nel cuore dell’uomo: il cuore umano, tramite le forze della generosità e dell’entusiasmo, può compiere questa straordinaria alchimia, trasformando la visione puramente materiale in una visione molto più ampia che riconosce la presenza di forze spirituali complementari al mondo stesso della materia.
In fondo la prerogativa principale del fuoco è proprio questa, la sua capacità di trasformare il ponderabile in imponderabile, il materiale in immateriale, un pezzo di legno in calore e luce. Quindi è l’elemento più adatto a fare da collegamento, da mediatore fra spirito e materia, fra cielo e terra. E per questo è, assieme all’acqua, l’elemento più usato nei rituali. Spirito e materia sono i due aspetti, le due polarità di un’unica realtà che all’uomo attuale è dato di conoscere solo nel secondo aspetto. Il fuoco può ripristinare questo collegamento.
Se il mondo materiale non è l’unica realtà e se tramite il cuore possiamo accedere a questa realtà superiore, allora cambiano anche i comportamenti, non più informati dal solo pensare ma mediati anche dal cuore, non più orientati esclusivamente al proprio tornaconto, ma attenti anche alle esigenze e alle aspettative di chi ci sta attorno uomo o ambiente che sia. Non più la logica dei soli diritti ma anche la consapevolezza dei propri doveri. Non più il comportamento dettato dalle leggi anonime ma il comportamento dettato dalla propria coscienza matura.
Mi rendo conto che abbiamo solo sfiorato la profondità di certi temi e abbiamo colto solo alcuni dei molteplici aspetti dell’elemento fuoco. L’intenzione era solo di fare alcune riflessioni, ed eventualmente stimolare ulteriori approfondimenti.


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