L’Acqua 11

Acqua e Pensiero

Un pensiero “fluido” è un pensiero che, partendo dalle percezioni del mondo fisico, costruisce altrettante rappresentazioni unite armoniosamente da un filo logico. Un pensiero “fisso” è un pensiero che ristagna, che non ha possibilità di sbocco e che può degenerare in forme patologiche.

Le analogie con l’elemento acqua sono qui evidenti: nel fluire libero dell’acqua c’è vita che si propaga in un divenire armonioso, nel ristagno immobile della stessa c’è vita che marcisce e muore.

Lo strumento fisico del pensare è il cervello e già nella sua forma troviamo una delle caratteristiche dell’acqua: quella di fluire, per sua natura, in meandri, formando anse e circonvoluzioni, in un gioco continuo di ripetizioni.

Ma anche il pensiero è un gioco di ripetizioni: le rappresentazioni che in esso si creano, derivano la loro formazione dai processi ripetitivi della memoria. Il ritornare continuo su determinati pensieri, prima o poi, fa scaturire il nesso logico fra gli stessi e quindi una rappresentazione più ampia del conosciuto. Quanto più spesso nell’apprendimento ripetiamo ritmicamente una cosa, tanto meglio essa si imprime in noi e diventa un ricordo, ma anche la comprensione di una cosa è tanto migliore quanto più la si è guardata, tastata, toccata da ogni lato. Questa attività spirituale ha una corrispondenza nell’elemento liquido, che avvolge gli oggetti da ogni lato tastandoli fin nei particolari e riempie ogni forma data aderendo ad essa.

Il pensiero non è qualcosa di fisico-materiale ma attiene alla sfera dell’imponderabile o dello spirituale. E chi meglio dell’acqua può fare da collegamento fra il mondo dello spirito e il mondo della materia, fra Cielo e Terra?

Abbiamo visto la capacità dell’acqua di alleggerire i corpi grazie al principio di Archimede e la sua capacità di salire come linfa lungo i tronchi delle piante, contravvenendo alla legge di gravità e la sua capacità di volatilizzarsi come vapore acqueo confondendosi con l’elemento Aria. D’altro canto essa ritorna sulla terra sotto forma di pioggia e ristabilisce continuamente lo scambio fra cielo e terra. Chi meglio dunque dell’acqua può essere di supporto alla massa cerebrale e favorire così la sua capacità di collegare tramite il pensiero la percezione fisica e la rappresentazione spirituale?

Il cervello, infatti, riposa e galleggia nell’elemento acqua, costituito dal liquido cefalo-rachidiano e la sua forma riflette i movimenti archetipici dell’acqua e la sua funzione sarebbe quella di separare ed elevare l’uomo dal suo contesto materiale.

Come l’acqua anche il pensiero può creare forme, collegarle e metterle in relazione tra loro come rappresentazioni. Come l’acqua si adatta a tutte le cose e le avvolge e le collega fra loro, così anche il pensiero ha la capacità di adattarsi, di aderire a tutte le cose e di unirle in rappresentazioni formate. L’acqua si mantiene equidistante fra il cielo e la terra: pur collegandosi intimamente con entrambi non si perde mai nell’uno o nell’altra, ma li tiene collegati in una circolazione senza fine. Anche il pensiero dovrebbe avere la stessa funzione: mantenere vivo il collegamento fra la materia e lo spirito senza perdersi nè nell’una nè nell’altro.
 
 

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