L’Acqua 15

Le forze dell’acqua (2)

Nell’elemento acqua, come negli altri tre elementi, fuoco, aria, terra, agiscono due forze fra loro contrapposte che si definiscono “forza fisica” ed “etere”. Abbiamo visto che, nel caso specifico dell’acqua, queste due forze si chiamano “forza fisica massificante o gravità” e “etere del chimismo”.

Per avere un’idea di cosa s’intenda per forza fisica ed etere, si pensi ad un granello di sale deposto nell’acqua. All’inizio abbiamo un granello solido che, soggiacendo alla legge di gravitĂ  precipita e si deposita nel fondo. In questo caso agisce la forza fisica  gravitĂ . Subito dopo, però, il granello comincia a sciogliersi e le sue particelle, contravvenendo alla legge di gravitĂ , si distribuiscono uniformemente nel corpo del liquido. In questo caso agisce l’etere che con la sua forza centrifuga, afferra la sostanza, la scioglie completamente e ne annulla sia il peso che il volume.

L’etere, al contrario della forza di gravità, è una forza di “levità”. E’ la stessa forza che agisce nelle piante e che permette alla linfa di salire per parecchi metri fino alla punta più estrema. E’ la stessa forza che permette al sangue, nell’organismo umano di distribuirsi uniformemente su tutti i capillari.

Nel caso specifico, l’etere del chimismo ha anche la capacità di creare delle strutture ordinate. Infatti le particelle del sale (ioni) disciolte nell’acqua si dispongono in modo da formare un reticolo ben ordinato (reticolo strutturale). Questo ordine permane, e si ristabilisce a seguito di eventuali interventi esterni come l’agitare o il riscaldare. Ciò significa che i legami (distanze) sono preservati e gli atomi compaiono come nodi di una tessitura o reticolo in cui gli intervalli sono negativi.

 

Come nel suono, la musica esiste solo per mezzo degli intervalli e delle distanze, così nella materia, le varie sostanze esistono in funzione degli intervalli e delle distanze che gli atomi assumono dentro al reticolo strutturale. In questi processi agisce l’etere che crea gli intervalli e un ordine secondo delle precise leggi numeriche. Ecco perché viene definito etere del suono, o chimico o numerico.

 

L’attività chimica è la forma di manifestazione più appropriata e originaria dell’etere del suono. In una soluzione chimica la distribuzione degli ioni è perfettamente omogenea. Disporre in modo uniforme e regolare significa in greco “armonizzare”. E gli antichi, quando parlavano di “armonia delle sfere”, probabilmente avevano coscienza di questa forza che provenendo dalla periferia cosmica aveva ed ha la capacità di compenetrare la materia e di impregnarla di levità, di ordine e simmetria.

Ad essa si contrappone la forza fisica massificante che agisce dal centro della terra e tende a caotizzare la materia, rendendola massa informe, inerte e immobile. Questa forza contraria annulla ogni ordine, sopprime ogni separazione e divisione trasformando tutto in un ammasso indistinto. L’acqua, ove non sia sollecitata dall’esterno, costituisce questo ammasso indistinto, ma per merito dell’etere del suono diventa la base fondamentale di ogni forma di vita.
 
 

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