L’Acqua 21

Il simbolismo dell’acqua  (1)

L’acqua è  il mezzo attraverso cui si può manifestare la vita. Il 70% del corpo umano è costituito da acqua. Analoga percentuale la ritroviamo nella composizione della superficie terrestre. Senza l’acqua si può vivere per 4-5 giorni. Tutti gli organismi viventi, piante e animali, devono all’acqua la loro possibilità di esistere.

E’ naturale quindi che, in ogni tradizione, si sia sviluppata la convinzione che l’acqua, come fonte di vita, provenisse direttamente dal divino.

I grandi fiumi, che hanno accompagnato il fiorire delle grandi civiltà, avevano la loro origine nel cielo. Il Gange, in India, scendeva dalla capigliatura di Siva: Ganga lo chiamano gli indiani perché è la manifestazione dell’omonima dea alla quale è attribuito l’appellativo di “Devabhuti” ovvero che “sgorga dai cieli”.

Il Nilo, in Egitto, proviene direttamente dalla “Duat” l’aldilà degli egizi ed è un dono del dio Aton agli uomini: “Hai posto un Nilo nel cielo, che scende per loro e che fa onde sui monti come un mare e bagna i loro campi e le loro contrade. Il Nilo nel cielo è tuo (dono) per gli stranieri e per tutti gli animali del deserto che camminano sui piedi, ma il Nilo (vero) viene dalla Duat per l’Egitto” (da l’”Inno di Aton”).

Anche per i greci i fiumi avevano origine divina, erano figli di Oceano ed erano padri delle Ninfe.

Nella stessa Bibbia troviamo che l’acqua sgorga dal giardino dell’Eden: “Un fiume scendeva da Eden per irrigare il giardino; poi di là si divideva e diventava quattro fiumi. Il nome del primo è Pison: esso delimita il confine della regione di Avìla, dove c’è l’oro […]. E il nome del secondo fiume è Ghicon: esso delimita il confine di tutta la regione di Etiopia. E il nome del terzo fiume è Tigri: esso sorge a Oriente di Assur. E il quarto fiume è l’Eufrate.”

Se le acque sgorgano dal cielo, ben si prestano a simboleggiare la fonte stessa di vita cioè lo spirito divino.

Nell’episodio evangelico della Samaritana, Gesù si presta a questo simbolismo, e alla donna che era andata al pozzo ad attingere acqua dirà: “Colui che beve di quest’acqua (quella del pozzo) avrà ancora sete. Colui invece che  beve dell’acqua che gli darò io non avrà mai più sete; ma l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente di acqua che zampilla verso la vita eterna”.

In questo contesto le sorgenti assumono un significato particolare. L’espressione ebraica che indica l’acqua sorgiva è “acqua di vita” ossia acqua che porta vita. Come tale è paragonata allo Spirito che, emanando direttamente da Dio, porta agli uomini la vera vita, cioè la vita eterna, quella incorruttibile.

Nella visione apocalittica quest’acqua sgorga direttamente dal trono di Dio: “Mi mostrò poi un fiume di acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello”.

Naturale quindi che le sorgenti, nelle varie tradizioni, avessero un carattere sacro e che, l’acqua delle sorgenti, venisse adoperata nei rituali più importanti.
 
 

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