L’Aria 03

L’Aria e l’ossigeno

Prendendo in considerazione i principali componenti fisici dell’aria avevamo visto che idrogeno e ossigeno avevano dei ruoli contrapposti.
Se l’idrogeno era il portatore del fuoco e la sua funzione era quella di smaterializzare, si può dire che l’ossigeno è il portatore della vita e la sua funzione è quella di materializzare.

Il neonato diventa un cittadino della Terra quando con il primo respiro assume da solo l’ossigeno. La pianta sotto lo stimolo della luce e del calore primaverili inizia a spuntare e a germogliare: tale processo è reso possibile dalla presenza dell’ossigeno che ha la capacità di portare a manifestazione l’idea della pianta. Senza l’ossigeno non sarebbe possibile alcuna forma di vita. Ma l’ossigeno presente nell’aria è solo una minima parte dell’ossigeno esistente in natura. La gran parte lo troviamo presente nell’acqua che ne contiene quasi il 90%. Ma pure l’acqua è determinante per la vita: pianta, animale, uomo, originano entrambi dall’acqua e partecipano alla vita terrena grazie all’acqua e all’ossigeno che in essa è attivo. In questo senso l’ossigeno potrebbe essere considerato come l’anello di congiunzione fra elemento aria ed elemento acqua, come l’idrogeno era il collegamento fra elemento fuoco ed elemento aria.
L’idrogeno tende verso il fuoco e la sua funzione è quella di portare l’essenza dalla vita manifesta alla vita non manifesta. L’ossigeno ha la funzione contraria. Prende l’essenza e la rende di nuovo manifesta. Goethe parla di un alternarsi fra essenza e fenomeno. La pianta che spunta a Primavera e che raggiunge il massimo della sua espressione visibile nella piena estate rappresenta l’essere che si manifesta, compie il suo ciclo e si esaurisce nel fenomeno. La pianta che sfiorisce e avvizzisce, rappresenta l’essere che si ritira dall’esistenza visibile per tornare a manifestarsi dal seme nella primavera successiva. Questo meraviglioso ritmo di essenza e fenomeno, di espandersi e contrarsi è alla base della teoria della metamorfosi di Goethe. In questo ritmo svolgono il loro ruolo contrapposto l’idrogeno e l’ossigeno.
Questo ruolo è evidente nei processi di formazione degli oli eterici e delle resine. Nelle due sostanze la composizione chimica è simile tranne che per la presenza di ossigeno. Se l’olio ha la tendenza a diffondersi nell’aria, lo stesso olio, in presenza di ossigeno tende a solidificare formando le sostanze resinose. L’ossigeno respinge dentro la pianta in forma di resina il profumo che tende a scorrere verso l’alto. La pianta, in questo senso, rinuncia o si sacrifica per lasciare una parte di sè stessa nella sfera terrestre tramite le resine odorose impregnate di olio.
Gli antichi che ben conoscevano i segreti della natura usavano le resine per i loro sacrifici religiosi. Quando bruciavano l’incenso sull’altare essi volevano, tramite il fumo sacrificale, ristabilire il collegamento fra cielo e terra.
L’incenso non è altro che la resina di una pianta, la Boswellia Carteri.
L’ossigeno aveva compresso il profumo dentro la resina, ora l’idrogeno tramite il fuoco, la trasforma di nuovo in profumo.


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