L’Aria 10

L’Aria e i colori

Riassumendo quanto detto nel capitolo precedente possiamo dire che nell’elemento Aria si manifestano l'”etere di luce” e la “forza fisica tenebra addensante”.
L’etere di luce è il portatore della luce che si rende manifesta in presenza di una sorgente luminosa. La luce si posa sugli oggetti del mondo fisico e li rende visibili. La luce, al suo apparire, crea lo spazio. La fiamma della candela o altra fonte luminosa delimita uno spazio entro il quale vengono percepiti gli oggetti. Più un ambiente è luminoso e più ci sembra spazioso.
La luce in sè non è percepibile ma tramite la luce riusciamo a percepire gli oggetti. Ad essa si contrappone la forza fisica tenebra addensante che al suo massimo estremo, annulla ogni percezione visiva e quindi annulla lo spazio. Più un ambiente è tenebroso, più si perde la concezione di spazio.

In tutti gli oggetti del mondo fisico esiste una superficie, un confine in cui si contrappongono la luce e la tenebra: dal prevalere dell’una o dell’altra si creano le condizioni opposte di trasparenza o di opacità. Più un corpo si lascia penetrare dalla luce e più è trasparente, meno si lascia attraversare dalla luce e più è opaco.
In senso spirituale più uno si lascia attraversare dalla luce della conoscenza e più diventa chiara la sua percezione del mondo, più si oppone a questa luce e più ristretta diviene la sua percezione.
Nel mondo fisico c’è un elemento che può rendere bene l’idea di questi due estremi, il carbonio: esso può passare dal nero carbone al luminoso diamante. Fra i due estremi ci sono tutte le altre situazioni di trasparenza e di opacità. Nel gioco delle infinite variazioni fra luce e tenebra si creano i colori. Questa, in sintesi, la teoria della formazione dei colori di Goethe.
Secondo Goethe “luce ed oscurità, entrambe dinamicamente legate dalla torbidezza, producono il colore”.
La cosa si può provare sperimentalmente disponendo di una sorgente luminosa e di un mezzo in cui si possano provocare gradi diversi di torbidezza. Se osserviamo la luce attraverso il mezzo torbido, passando dalla trasparenza alla torbidità più tenue vediamo crearsi il colore giallo chiarissimo. Aumentando il grado di torbidità appaiono successivamente il giallo-arancione, il rosso e il rosso rubino. Se invece osserviamo l’oscurità attraverso un mezzo torbido, illuminato da una luce incidente, otteniamo la manifestazione prima di un bel violetto chiaro e successivamente del blu e dell’azzurro passando dalla trasparenza alla torbidità.
Da elementi incolori si creano così i colori: luce ed oscurità, grazie alla torbidezza si mescolano così che sorge una dinamica interna dei due componenti la cui espressione è il colore.
E’ la stessa dinamica che si può osservare nei fenomeni naturali: nel sole che splende in un cielo terso e quindi con l’aria molto trasparente abbiamo l’espressione gialla della luce. Più il sole si abbassa sull’orizzonte e viene a contatto con strati più densi dell’atmosfera la sua luce chiara attraversa gradi diversi di torbidità e prendono corpo i colori più smaglianti dell’alba e del tramonto.


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