saturno

L’Uomo, un geroglifico dell’universo

Il pianeta Saturno

«Noi sem levati al settimo splendore …»e ancora «… Dentro al cristallo, che il vocabol porta, cerchiando il mondo del suo chiaro duce, sotto cui giacque ogni malizia morta, di color d’oro, in che raggio traluce, vid’io uno scaleo eretto in suso tanto che no ‘l seguiva la mia luce». [Dante Alighieri XXI canto del Paradiso 13-30]. Saturno, il pianeta più distante e più lento, con un tempo di rivoluzione di 29,46 anni. Il sole lebbroso dei testi alchemici, il sole occulto, nero, nascosto dietro il Sole aureo, il piombo.

«Quella trista stella tarda di corso e di virtù nimica che mai suo raggio non fé cosa bella». [Cecco D’Ascoli]. Il Sole aureo e il Saturno plumbeo, sono il principio e la fine, capo e coda, uno e sette. Saturno, metafisicamente, è il trapasso dal non-manifesto al manifesto, è il pianeta che rappresenta la soglia tra il mondo spirituale e quello materiale. L’impulso verso la nascita nella materia e l’impulso di fuga dalla pesantezza della materia, le due caratteristiche necessarie alla vita sulla Terra. Saturno è il primo pianeta nel quale l’elemento spirituale inizia a trasmettere il suo sigillo incarnativo; ciò corrisponde al potere di “coagulazione/inibizione” che esiste nell’Universo: il fuoco che diventa materia. Nell’uomo questo doppio processo agisce partendo dal capo fino a inserirsi nella sostanza più materiale: lo scheletro, considerato come l’immagine morta dell’Io, la coagulazione dell’elemento spirituale nello spazio materiale. Dallo scheletro però, con un nuovo impulso vitale del midollo osseo nasce il sangue che dopo circa 20 giorni viene distrutto dalla milza, l’organo nel quale si estingue il processo di Saturno.

Gli influssi di Saturno inseriti nell’uomo portano a processi polari di morte nello spazio e resurrezione nel tempo: ossificazione ed ematopoiesi; irrigidimento e dissoluzione; ristrettezza di pensiero e intelligenza viva.

L’archetipo del carattere saturnino è rappresentato dalla gnosi: l’inclinazione alla memoria e all’indagine profonda e concreta.

[ … Il carattere saturnino deve, per sfuggire alla terribilità del segno, diventare sacerdote]. Guai al malinconico che non superi le apparenze materiali, dicono i teorici degli umori: egli calerà nelle tenebre della carne con libidine di lupo e di vipera. Il sangue più sottile crea spiriti e questi si precipitano in volo sull’immagine della persona o cosa che ossessioni; resta allora soltanto la parte greve, nera, arida del sangue, che incupisce e rende disperati, gettando in balia di Saturno appunto, e gli afflitti allora disperatamente tentano, nello smarrimento dei sensi, nei digiuni e nei più aspri sforzi, di placarne la stretta … Nelle loro vene il sangue rado scola e si rivolge sottile come un veleno, bruciante come una lava … Verlaine, Poemes saturniens] (tratto da E. Zolla – Meraviglie della Natura).

L’epifisi è il Saturno della scienza antica. È considerata il terzo occhio ed è in stretta comunicazione con la luce che eccitandola rallenta o aumenta la produzione di melatonina, la quale ha il compito di stimolare l’attività delle ghiandole sessuali (gonadi).

Simbolo vegetale. L’Aconito è simboleggiato come l’eremita alla ricerca del proprio sé, è infatti, una pianta che favorisce le uscite astrali, attraverso l’epifisi.

Simbolo animale. Si esprime nella polarità fra il gelido serpente e lo scricciolo, il re delle nevi.

Simbolo minerale. Il diamante, e fra i metalli il piombo.

 

Nel prossimo numero: le influenze del pianeta Giove.

 

Biolcalenda febbraio 2016


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *