Che cosa c’e’ davvero nei vaccini?

I vaccini contengono particelle di acciaio, di tungsteno, di piombo, di silicio e di una varietà di altri elementi soli o combinati tra loro.

L’Italia è diventata una specie di stabulario nel quale, invece di fare sperimentazione sugli animali, la si fa sugli esseri umani. Il che, se vogliamo essere scienziati e basta senza fastidiose zavorre morali, è molto meglio, se non altro perché i margini d’incertezza e di errore sono assai più ridotti nel caso in cui il prodotto in sperimentazione sia destinato all’uomo.
La sperimentazione italica si fa perché i nostri politici, peraltro eletti totalmente al di fuori dei dettati costituzionali (vedi articolo 56 e articolo 58) e totalmente sprovvisti di conoscenze tecniche in materia, ci hanno venduti come cavie. Grazie a questo noi forniremo indicazioni sugli effetti di vaccinazioni di massa praticate per un numero esorbitante di malattie, alcune delle quali scomparse da decenni, altre rare, altre ancora (il tetano) non trasmissibili da uomo a uomo, e somministrate del tutto a casaccio senza che ci si curi del singolo.
Nessuno, infatti, andrà mai a controllare se il vaccinando è già naturalmente immune nei riguardi di una delle malattie in elenco, cosa, per vari motivi, tutt’altro che rara, né se il soggetto è allergico nei riguardi di uno o più componenti del farmaco. Che le precauzioni sullodate siano ineludibili se si vuole fare della Medicina e non altro pare non interessare a nessuno e, di fatto, non c’è vaccinatore che le applichi come è suo dovere, né soggetto che le pretenda come è suo diritto.
Del resto, come si farebbe? Mica si può perdere tempo ad analizzare il sangue, e poi, chi sa che cosa c’è davvero nei vaccini? E, se non lo so, è evidente che non potrò controllare se il soggetto sia allergico a qualcosa che sto per iniettargli. Andrà male? Basta non dire niente a nessuno.
E poi la soverchiante maggioranza della gente è convinta che il vaccino sia una corazza impenetrabile e, allora, perché rinunciarvi? Così si prendono i classici due piccioni con una fava: si fa business e si dà la coperta di Linus alla gente. A questo pasticciare a casaccio e in modo indiscriminato così utile per chi di vaccini vive, si aggiunge un enorme vantaggio: gli effetti deleteri vengono denunciati solo per un numero infimo di casi e, dunque, risulterà ufficialmente che quei farmaci sono sicurissimi. Sonni tranquilli per tutti.

Ma che cosa c’è davvero nei vaccini? Nel laboratorio che purtroppo dirigo e che è in via di estinzione perché abbiamo esaurito ogni risorsa economica, noi analizziamo quei farmaci da 15 anni e lo facciamo usando una tecnica di microscopia elettronica inventata da noi e validata da due progetti di ricerca europei.
Di campioni ne abbiamo controllati a decine, inizialmente tedeschi, molti italiani, alcuni francesi, altri svizzeri. I risultati sono tutt’altro che confortanti: i vaccini contengono particelle di acciaio, di tungsteno, di piombo, di silicio e di una varietà di altri elementi soli o combinati tra loro (vedi S. Montanari e A. Gatti – Vaccini: Sì o No? – Macroedizioni e http://medcraveonline.com/IJVV/IJVV-04-00072.pdf).
Credo che nessuna persona sana di mente si farebbe inoculare pezzetti di quella roba e meno che mai lascerebbe che lo si facesse a suo figlio. Eppure gli Italiani fanno anche ore di fila per sottoporsi alla pratica e ora un ministro la cui preparazione medica nella migliore delle ipotesi non supera il livello zero (licenza liceale e non oltre) sta mettendo in atto una situazione totalmente illegale fin dalle sue radici costituzionali e a dir poco folle dal punto di vista sanitario.

Ma nei vaccini non ci sono solo pezzi di ferraglia: c’è una quantità enorme di alluminio, vale a dire un elemento tossico per il cervello e, in generale, per il sistema nervoso; ci sono proteine sia animali sia umane, ci sono spezzoni di DNA, a volte globuli rossi, sempre antibiotici, conservanti, stabilizzanti… e c’è il mercurio. Sì: c’è il mercurio.

Curiosamente, anche chi esprime critiche sui vaccini afferma che il mercurio non si trova più in quei farmaci. Invece non è vero: il mercurio c’è sempre, e c’è per un motivo semplice: non si può produrre un vaccino commercializzabile oggi senza usare mercurio e quel mercurio impiegato nella preparazione è allontanabile solo in parte dal prodotto finito. Chi ne ha voglia, si guardi https://www.youtube.com/watch?v=OscFROu_apA e ne avrà una spiegazione appena più approfondita.
Aggiungo che un laboratorio tedesco ha avuto occasione di analizzare con una metodologia molto diversa dalla nostra 16 vaccini, trovandoli tutti e 16 inquinati da mercurio (http://www.vacciniinforma.it/2017/02/15/vaccini-e-germania-fiale-analizzate-e-una-verita-scioccante/5037 ). Detto marginalmente, 15 di quei 16 contenevano pure uranio. Ecco: di quell’elemento non saprei indicare la provenienza.

Sarà pure curioso osservare come, pur essendo difficile pubblicare qualcosa che riveli le pecche dei vaccini, qualcosa trapeli, ma di quel qualcosa non si parli mai. Un esempio interessante è l’articolo The Introduction of Diphtheria-Tetanus-Pertussis and Oral Polio Vaccine Among Young

Infants in an Urban African Community: A Natural Experiment scritto da Søren Wengel Mogensen, Andreas Andersen, Amabelia Rodrigues, Christine S Benn e Peter Aaby, e pubblicato da EBioMedicine. In questo si afferma che i bambini africani vaccinati con il trivalente difterite-tetano-pertosse e l’antipolio orale presentano una mortalità quintupla rispetto ai non vaccinati. Insomma, i bambini vaccinati muoiono cinque volte più di chi è sfuggito alla punturina. Sbaglierò, ma mi pare che la cosa non sia poi irrilevante.

Anche il documento AIFA sugli effetti collaterali provocati dal vaccino esavalente (qualcosa che travalica i confini della demenza) è tutto da leggere. In quello si trovano numeri non proprio rassicuranti raccolti dagli effetti deleteri che sono stati burocraticamente denunciati. Ma bisogna considerare che tra quanto si denuncia e quanto avviene di fatto c’è un abisso. Insomma, se il documento è preoccupante, la verità lo è di più, e non di poco.

Poi ci sono i vari documenti “confidenziali” dei produttori (vedi, ad esempio, http://www.informasalus.it/it/data/allegati_docsc/2738.pdf): documenti che, di norma, non sono portati a conoscenza di chi, invece, dovrebbe non solo conoscerli ma tenerli in dovuto conto. E i bugiardini stessi acclusi alle confezioni dei prodotti sono a dir poco allarmanti, però quelli, di regola, non vengono fatti leggere a chi subisce la vaccinazione a dispetto dell’obbligo vigente.

Ma sui vaccini e sulle perplessità che destano almeno in chi ha un minimo di cultura, una dirittura morale e non ha conflitti d’interesse si potrebbe scrivere un ponderoso volume.

A dimostrazione sia della debolezza della metodica sia della sua applicazione si possono portare prove a non finire, a partire dal vero e proprio lavaggio del cervello attuato da politici, medici, giornalisti e intrattenitori televisivi sulla cui competenza mi permetto di sollevare fieri dubbi.
E non entro nel campo minato dell’onestà.
Ma la prova più sinistra è la radiazione dall’ordine professionale comminata ai medici che semplicemente vorrebbero fare i medici, unita alla minaccia di far passare una legge che arriva a togliere la patria potestà ai genitori che rifiutano di sottoporre i figli ad un trattamento sanitario generalizzato la cui necessità non è stata mai dimostrata e sulla cui sicurezza non possono che esistere dubbi fondati sui fatti.
Insomma, se non lasci che si tratti tuo figlio come carne da macello, te lo portiamo via. Qual è la scelta?


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