Il prof. Paolo Sequi, direttore dell’Istituto sperimentale per la nutrizione delle piante e la dott. Anna Benedetti, direttrice della Sezione nutrizione azotata, sono stati ascoltati il 3 giugno 2003 dalla Commissione agricoltura del Senato, nell’ambito di un’indagine conoscitiva sugli organismi geneticamente modificati. Essi hanno riferito su aspetti sconvolgenti, di quanto avviene nel suolo.

Il DNA delle radici delle piante è normalmente inglobato nelle argille del suolo e vi rimane a lungo. Le piante transgeniche hanno il pacchetto dei geni artificialmente introdotti,

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Il 18 giugno 2003 il gruppo dei Verdi del Senato ha organizzato a Roma un dibattito sugli OGM, chiamando scienziati molto preparati. Quando posso, io vado più volentieri ai convegni organizzati da chi è favorevole, per ascoltare argomentazioni che ritengo meno note e commentarle, ma trovandomi a Roma per una riunione il pomeriggio, sono andato dagli amici Verdi la mattina, rimanendo soddisfattissimo.

Sotto la presidenza di Fabrizia Pratesi, dopo la presentazione del convegno fatta da Grazia Francescato,

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OGM e WTO: il vertice di Cancun

In questi ultimi mesi si è tornato a parlare di OGM, cioè degli organismi geneticamente modificati o transgenici, per una serie di eventi tra loro intrecciati, che vanno anzitutto dalla minaccia degli USA di denunciare l’Unione Europea (UE) al WTO, cioè l’Organizzazione mondiale del Commercio, a causa di un presunto ostruzionismo verso questo tipo di alimenti, alle nuove norme varate dall’UE sulla sicurezza ed etichettatura degli OGM, alla contaminazione da piante transgeniche di alcuni campi di mais del nostro paese,

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La Terra 03

La terra e il ciclo Evolutivo

Tutti conosciamo le statue gigantesche dell’isola di Pasqua, nell’Oceano Pacifico, costruite in un sol blocco di granito, pesanti fino a 50 quintali, che resistono dalla preistoria nella posizione eretta in cui le hanno collocate i nostri antichi progenitori.

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La Terra 02

La terra e la visione del mondo

Abbiamo visto, nell’articolo precedente (La Terra 1), come, a partire dal secolo XV, si sia sviluppata una visione materialistica del mondo e come questa visione porti a spezzare l’unitĂ  armonica del mondo, introducendo un dualismo che vede, da una parte, una scienza che si basa sui numeri e sulle quantitĂ  e, dall’altra, una religione che si basa sui dogmi e sulla fede.

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La Terra 01

La terra  e la teoria evoluzionistica

Secondo la visione materialistica del mondo, la vita sarebbe proceduta dalla materia in un susseguirsi casuale di fenomeni che portarono dalla materia informe alle forme piĂą evolute del mondo organico.

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La battaglia a favore della tolleranza zero dell’inquinamento da O.G.M. delle sementi ha trovato e trova in prima linea il Ministro Gianni Alemanno, titolare del MiPAF, che con fermezza sta difendendo l’agricoltura italiana dall’introduzione di metodi produttivi inaccettabili che, di fatto, potrebbero significare la fine della stessa. In particolare, la semente convenzionale, utilizzata anche per l’agricoltura biologica, è alla base della produzione tipica nazionale: senza di essa, ogni vantata qualità e diversità, rispetto ad altri prodotti agricoli comunitari e non comunitari,

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Lo scontro sugli organismi geneticamente modificati (OGM) per uso alimentare mette a nudo i punti deboli della globalizzazione
(Jeremy Rifkin, The Guardian – Lunedì 2 Giugno, 2003)

Se qualcuno pensava che la frattura tra l’amministrazione Bush e gli alleati europei avesse avuto fine insieme alla campagna militare irachena, è il caso che ci ripensi.

La Casa Bianca ora ha messo gli occhi su qualcosa di molto più personale: sul problema di quale tipo di cibo gli Europei dovrebbero mettere in tavola.

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I sostenitori degli OGM, danno per scontato che non vi saranno problemi di collocamento e che i consumatori considereranno le produzioni transgeniche sostanzialmente equivalenti a quelle convenzionali. Purtroppo, anche in questo caso, la realtà è diversa. Lo sanno gli agricoltori americani, che si sono visti respingere le esportazioni di prodotti transgenici da alcuni Paesi che, prima di utilizzarli, vogliono indagare a fondo sulle conseguenze per i consumatori e per l’ambiente.

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Solo se saranno in grado di avere effetti sul reddito le colture transgeniche potranno essere adottate dall’agricoltore, con indubbi vantaggi sia per il settore agricolo, che vedrebbe incrementate le sue possibilità produttive, sia per l’intera società, in relazione alle esternalità positive che essa potrà continuare a ricevere dal settore agricolo (presidio e manutenzione del territorio, conservazione del paesaggio, tutela della flora e della fauna, conservazione della biodiversità, creazione di spazi ad uso ricreazionale, conservazione degli aspetti culturali tradizionali del territorio rurale,

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Ad appena un secolo dalla sua nascita ufficiale come scienza, la genetica appare oggi la disciplina destinata più di ogni altra a dare forma al nostro futuro. Dalla creazione di organismi transgenici alla clonazione (anche di esseri umani), le sue applicazioni alle biotecnologie aprono scenari di forte impatto non solo sull’assetto socio-culturale, ma sui meccanismi stessi dell’evoluzione delle specie (umana compresa). Vale la pena, allora, cercare di esaminare le teorie scientifiche su cui si fonda la prospettiva oggi trainante della genetica: la modificazione ingegneristica del materiale ereditario degli organismi.

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Il caso del mais messicano

Alla fine di novembre del 2001 è apparso sulla prestigiosa rivista scientifica Nature (1) un articolo scritto da due scienziati, uno americano l’altro messicano, attivi presso l’Università di Berkeley in California. Mediante analisi sperimentali su pannocchie di “criollo” – una varietà locale di mais – prelevate in un’area montagnosa dello stato messicano di Oaxaca, i due scienziati hanno dimostrato che il DNA conteneva sequenze (cioè segmenti del DNA) derivate dal mais geneticamente modificato (GM). Questi risultati sono stati un’ulteriore conferma di quanto scoperto da un’indagine svolta dal Ministero dell’Ambiente messicano (2) ,

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