Il passo leggero, le zucchine e la luna.

Pensieri in libertà intorno alla cucina e al cammino. “Che fai tu luna in ciel? Dimmi che fai, silenziosa luna. Sorgi la sera e vai, contemplando i deserti, indi ti posi” (G. Leopardi).Che fai tu, luna nel cielo? E che fai tu, viandante sulla terra? Italo Calvino ne parla durante la prima delle “Lezioni americane”, quella sulla leggerezza, e ne assegna il racconto a Giacomo Leopardi.
Il poeta di Recanati, oppresso dalla pesantezza del vivere, è secondo Calvino colui il quale meglio è stato in grado di descrivere la luna: simulacro di leggerezza che, costituita da materia inerte e pesante, è impedita dal rovinare sulla terra dal gioco di forze gravitazionali e di movimento.

Massa di roccia sospesa nell’aria per un equilibrio di forze che sembra folle (è proprio lì che vanno a finire Orlando e tutti i “lunatici”, non c’è luogo così folle al mondo!), ma riesce ad offrire il proprio pallore alla descrizione dell’opposto del suo essere roccia e peso. La luna, materia inorganica priva di vita, diventa in Leopardi sinonimo di leggerezza.

La capacità di Leopardi di inventare pagine leggere, di descrivere la sua voglia di vita con immagini vive e pregnanti per il lettore, si sostanzia secondo l’autore di Lezioni americane proprio a partire dal suo opposto: la difficoltà del vivere quotidiano. Quello in cui il buon Giacomo cacciava a forza il proprio immaginario, con tutta la determinazione dell’anima. Il poeta sembra quasi di poter restare in vita, così come la luna, solo grazie al gioco di forze in equilibrio: da una parte oppresso e pesante come un macigno, dall’altra cercando un equilibrio di levità nell’immaginario e nella fantasia.

È un buon gioco per ciascuno di noi prendere la pesantezza del vivere e lanciarla in aria come una trottola, ciascuno nel suo piccolo e nel suo specifico, poeta: perché poesia /poiesis (Ποίησις), letteralmente, è capacità di creare dal nulla, capacità di offrire al mondo una suggestione che non sia solo trasformazione di quello che già c’è! Non stanchiamoci di INVENTARE!

Allora inventiamoci dei legami. Tentiamo accostamenti anche in apparenza folli, come folle è la luna che sta sospesa in aria pur essendo pura roccia. Convogliamo la pesantezza quotidiana del vivere in soffi leggeri di vitalità. Creiamo, come cerco sempre di fare in questa pagina e nella cucina che propongo, Relazioni. In sostanza, giochiamo con le cose e con le parole.
Quello che resta alla fine di un pasto non è il cibo materiale, ma la buona sensazione di averne goduto. Ovvero Relazioni, che sono la realtà ultima delle cose: ci sono prima della loro manifestazione fisica, e restano dopo.

Ripartiamo dalla luna e dalla zucchina e scopriamo almeno tre possibili relazioni.
La luna è profondamente legata all’acqua (pensate alle maree, ad esempio) e la zucchina è moltissimo acqua, come le compagne della sua famiglia, le cucurbitacee (melone, anguria, cetriolo). Nel mese di settembre possiamo ancora godere delle zucchine coltivate per tutta l’estate.

Tagliate poi la zucchina a metà: sembra una luna piena. Lasciamoci prendere da queste suggestioni, guardiamo la luna per ispirare la nostra natura poetica e metaforica, mettiamoci in cucina. Inventiamo dei piatti, magari semplici, ma che abbiano nella loro intimità un po’ del nostro cuore.

La luna è leggera secondo Leopardi, la zucchina è leggera: nel senso almeno della sua versatilità, si adatta a molte situazioni, non è impegnativa e può prestarsi a molte preparazioni.
Ecco allora due ricette nella quali il principio “acqua” e la leggerezza della zucchina vengono equilibrate da diverse altre forze ed energie. Il “fuoco” della menta, ad esempio. Il rosso vivo della rapa, o l’intervento tagliente del limone.

Questa è la mia proposta di “Cucina Relazionale”, giocare con gli ingredienti, coglierne le qualità con la nostra anima poetica supportata da una base tecnica, che si fa con l’esperienza, usare la “metafora”, chiave di lettura del mondo molto più di quanto lo sia il pensiero logico: la felicità non è una sequenza di bit! Provate e sappiatemi dire, scrivetemi su www.cucinarelazionale.it, dove troverete anche le date dei nuovi corsi.

Ma cosa c’entra il cammino?
Bhé, c’entra. Perché è ancora possibile ordinare on line il libro “Giustamente errare”, scritto dal sottoscritto a seguito del cammino lungo la via Francigena: che parla di viaggi, della luna e della leggerezza e che solo fino al 4 ottobre potrà essere richiesto on line, qui: www.bookabook.it/libri/giustamente-errare.

Cito una recente recensione: “Ho scoperto che il libro di Marco è una guida utilissima per chiunque percorra qualsiasi tipo di viaggio, sia materiale che non. È utile soprattutto a chi pensa di essere in qualche modo su un sentiero sbagliato e demonizza l’errore, credendo che errare (!) sia un atto da evitare e da nascondere. Ho scoperto che avevo il profondo bisogno di incontrare un libro così, proprio adesso. Consiglio caldamente questo libro come si consiglia con sincerità l’opera di un buon amico”.

La ricetta della crema di zucchine verrà perfetta se la preparerete in un tardo pomeriggio di settembre, dopo aver ordinato il libro e magari averne letto qualche pagina (della bozza non editata disponibile), e vi accingerete ad assaggiarla all’aperto, dopo l’imbrunire, alla luce leggera della luna che vi farà compagnia, ispirandovi pensieri d’acqua e racconti di viaggio in terre lontane.
Buon appetito, buon cammino e buona vita a voi!

Le ricette

Crema vellutata di zucchine e menta - Biolcalenda settembre 2021

Crema vellutata di zucchine e menta
Biolcalenda di settembre 2021

Spaghetti di zucchina - Biolcalenda settembre 2021

Spaghetti di zucchina
Biolcalenda di settembre 2021

 


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