La cucina dei Tarocchi

Carissimi amici, questo mese la vita è dolce. L’inverno freddo e ventoso ci porta nell’intimità della nostra anima, nel caldo tepore dell’interiorità. Dobbiamo saper ragionare anche per contrasti. Se fuori è freddo, allora dentro è caldo. Se fuori troviamo ostacoli, difficoltà, dentro coltiviamo la nostra attitudine a superarli, diventiamo più forti. I contrasti arricchiscono e movimentano la vita, anche in cucina. Una ricetta senza contrasti è una ricetta piatta, priva di personalità.

Il tema di questo mese è la torre, un luogo in cui stare e ritirarsi, per poter osservare dall’alto, inattaccabili. E per poter poi meglio agire, dopo aver raccolto tutte le nostre forze.
Per imparare a intervenire con maggiore capacità nel gioco della vita, questa lotta apparente che ha nello sfondo la pace del Cuore, quella che Krishna, la divinità, comunica nella Bahagavad Gita all’arciere Arjuna, timoroso di combattere contro i suoi cugini: “Metti il tuo cuore ai piedi del Signore, e gettati nella battaglia”.
Allora, noi mettiamo il nostro cuore ai piedi dei fornelli, e ci gettiamo in questa ricetta:


Torretta dolce di radicchio, noci e mele

Cominciamo dalla crema pasticcera. La prepareremo in forma vegetale, senza uova.
Servono 50 grammi di noci e circa mezzo litro d’acqua.
Preparazione: potete fare voi stessi la bevanda vegetale, in questo caso, con un buon frullatore. Mettete prima le noci, frullando ad altra velocità, e aggiungete gradatamente l’acqua. In alternativa scegliete una bevanda vegetale già pronta a piacere.

Per la crema, mettete a bollire la bevanda vegetale tenendone circa un quarto da parte. Aggiungete: 80 grammi di zucchero, un pizzico di sale, la buccia di mezzo limone, mezzo bicchierino di rhum, la punta di un coltello di polvere di curcuma (per colorare).
Nella bevanda vegetale rimasta da parte, mettete 30 grammi di amido di mais e 20 grammi di fecola. Mescolate bene con un frustino e poi, non appena la bevanda bolle in pentola, versate la parte con l’amido e mescolate, lasciando addensare per qualche minuto, fino a che sarà ben densa. Poi togliete dal fuoco.

Questa, la crema pasticcera vegan, che potete usare anche per una crostata o quel che vi piace.
Ma prima di fare tutto questo, se volete preparare la nostra torretta, dovrete aver preparato la base di pan di spagna, e il radicchio e le mele caramellate.


Per il pan di spagna fate così:

  • 280 farina bianca
  • 100 g amido di mais
  • 120 gr di zucchero di canna integrale
  • Mezza bustina di lievito in polvere (8 grammi)
  • 90 grammi di olio di semi di girasole
  • 400 gr di bevanda vegetale o acqua
    Aroma a piacere (limone, rum, …)

Preparazione: unite le polveri. Poi, anche se siete in difesa sulla torretta, non dategli fuoco… 😀 ma aggiungete gradatamente prima l’olio e poi il latte, amalgamando bene. Versate su carta da forno in una teglia con i bordi. Infornate a 180°C per circa 30 minuti (dipende dall’altezza del vostro pan di spagna), raffreddate, e una volta freddo tagliatelo a strati dell’altezza di circa mezzo centimetro.

Per il radicchio: tritatelo finemente, poi mettetelo in padella con pari peso di zucchero. Accendete il fuoco, sfumate con un po’ di vino rosso e lasciate che si cucini fino a quando il radicchio perde la consistenza fibrosa (quasi assorbendo tutto il liquido che rilascia). Scolate il radicchio e conservate lo sciroppo.
A parte tagliate le mele a dadini e saltatele pure con zucchero (meglio se integrale) e con qualche goccio di limone. Aggiungete una manciata di noci tritate grossolanamente e terminate la cottura quando le mele saranno morbide.

A questo punto il più è fatto, basta comporre. Vi serviranno delle formine di acciaio (se volete preparare delle “torrette”), o potrete fare il tutto in una teglia, immaginando che potrebbe avere la forma di una torre…

Unite alla crema pasticcera 10-20 grammi di farina di cocco, che vi aiuterà ad addensare la crema, poi le mele con noci e metà del radicchio caramellato, tenendo l’altra metà per decorare la cima della torretta.

Tagliate il pan di spagna nella misura della vostra formina e bagnatelo con lo sciroppo di radicchio. Poi stendete la crema sulla base, aggiungete almeno un altro strato del pan di spagna bagnato (potete anche usare i ritagli, poi coprite con la crema e in superficie il radicchio caramellato che avrete tenuto da parte, assieme a un po’ di noci tritate).

Potete decorare il tutto, come nella foto con delle punte di foglia di radicchio cucinate in friggitrice ad aria assieme a una manciata di zucchero (noi abbiamo fatto così: 200 gradi per circa 20 minuti).

Pronta così la vostra torretta! Buone osservazioni e buone azioni in cucina 😉


“In cartomanzia l’arcano XVI è comunemente detto La Torre.
In Tarologia, non siamo nell’episodio della Torre di Babele in cui Dio punisce gli uomini perché la costruzione della torre rappresenterebbe un tentativo di voler raggiungere Dio, paragonandosi a lui in questo piano terrestre.
In Tarologia la traduzione dal francese è La Casa Dio, tra le tante interpretazioni, è La Casa D’Io. Cioè la casa dove sono IO. Ovvero il mio corpo. Non a caso la maggior parte dei mattoni sono rosa nella torre ritratta.
Pertanto l’elevazione a Dio può avvenire a questo livello solo attraverso la carne. Solo attraverso il mio corpo.
Che mi permette l’esperienza terrena.
Il mio corpo diventa il forno alchemico detto dagli alchimisti l’Atanor, in grado di trasformare il metallo in oro.

Il recipiente che conteneva la materia era a forma di uovo, ermeticamente chiuso e permetteva attraverso il fuoco continuo di passare da uno stato d’impurità ad uno stato di massima purezza.
È in quel cuore che avviene la trasformazione. È lì che l’alchimista fa sì che la parte impura venga abbandonata per permettere alla materia di elevarsi e purificarsi. ⁣
E se dentro La Maison Dieux/Atanor ci fosse un fuoco che sta trasformando la materia? “Se fuori è freddo, allora dentro è caldo”. Così scrive Marco e così è nella carta de La Maison Dieux.
Nell’uovo dell’Ator è avvenuta la trasformazione. ⁣
E così l’Alchimista affronta egli stesso questo processo per essere esempio agli altri. Un continuo e perenne processo di trasformazione”.


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