Crema di zucca - Biolcalenda di ottobre 2021

Vivande d’autunno

Cari amici! Eccoci ancora qui, in questo autunno, a raccontarci storie di vita e di cucina. Ma di una cucina che amo definire “Relazionale”, ovverosia una cucina consapevole di sé e delle sue relazioni con le cose, con la materia.Ricordiamoci sempre che non solo il cibo di cui ci nutriamo andrà a costruire le nostre stesse cellule (in qualche forma, attraverso il processo digestivo), ma soprattutto che quando cuciniamo svolgiamo una azione consapevole, trasformando semplici ingredienti in cibo a cui aggiungiamo quel “qualcosa in più” che siamo noi, la nostra personalità.
Questo ha una influenza fondamentale! Non dimentichiamo mai di farlo con gratitudine e rispetto.
Ognuno, partendo da questo, è in grado di offrire un’ottima cucina!

E per questo, nel metodo Cucina Relazionale Veg che utilizzo nei corsi e nelle esperienze di condivisione, in presenza e on line, propongo di utilizzare un nome specifico per il cibo che prepariamo usando questa attenzione: VIVANDE.

Le parole, come gli alimenti, nutrono. Impariamo a conoscerle, ci aprono mondi.

INGREDIENTI
In cucina utilizziamo ingredienti. Da ingredior, che significa entrare, derivato da gradior, camminare, e dal prefisso in-, dentro. Quindi gli ingredienti “camminano” nel nostro cibo, vi sono destinati.
Cogliamo questo nel suo senso più ampio e pieno. Siamo noi, con la nostra azione consapevole, a trasformare qualcosa che ci chiede di diventare qualcosa d’altro. Siamo noi che “lasciamo entrare” gli ingredienti. Non “prendiamo un ingrediente”, ma lo ACCOGLIAMO, lo accettiamo per offrirgli la nostra forza donativa, quella che gli consente di “entrare” in noi (innanzitutto nel nostro campo d’azione) e di essere trasformato. Trasformato in cosa? In cibo, certo, ma in cibo che ci alimenti, che sia vita che dà alla vita. Preferisco quindi nel metodo Cucina Relazionale Veg utilizzare il termine VIVANDE.

È un termine desueto e arcaico. Nasce intorno al XII secolo in terra di Francia, da Viande, che oggi in lingua francese si traduce con carne di manzo (o carne, per antonomasia), ma all’epoca significava cibo, alimento. Trova la sua origine ancora nel latino antico e deriva da vivenda, vivere: ovverosia, secondo l’Enciclopedia Treccani, “il cibo, cotto o crudo, preparato per essere mangiato, con riferimento a ogni singola preparazione culinaria”.
Quel che ci serve per vivere, ecco. Direi, in aggiunta, quello a cui doniamo vita offrendo la nostra azione, la nostra personalità, agli ingredienti, la materia che si mette in cammino: per diventare, prima di tutto, vivanda di cui ci nutriremo, ma che arriverà a costruire infine, mediato dalla digestione, le cellule del nostro stesso corpo fisico.

Capite la grandezza di tutto questo? E perché la gratitudine e il rispetto?
Ovviamente la vita (e la cucina) va affrontata anche con gioco e leggerezza! Ma essere consapevoli del quadro grandioso in cui il processo di trasformazione degli alimenti in vivande si definisce è fondamentale, influisce in modo decisivo la nostra capacità di “fare cucina” e di contribuire alla creazione di buone Relazioni.
Ci aiuta ad affrontare la vita sorridendo, perché tutto questo è molto BELLO!

Provare per credere. Usciamo dal soggiorno e riponiamo i libri in libreria, passiamo in cucina: siamo in autunno e vi propongo due ricette con ingredienti di stagione. La zucca, e il cavolo nero.


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