L'asparago

Asparago

Ricette per una cucina in armonia con la natura.
L’asparago appartiene alla famiglia delle Gigliacee, specie Asparagus officinalis. E’ molto diverso dalle altre piante della famiglia, sia per forma che per sapore. La parte edule dell’asparago è fornita dai cosiddetti turioni, che sono i giovani germogli dei fusti, raccolti non appena spuntano dal terreno.

Gli asparagi coltivati derivano dalla forma spontanea tuttora reperibile in natura e ampiamente diffusa nei luoghi sabbiosi, nei boschi e lungo i fiumi. L’asparago è una della verdure di cui abbiamo testimonianza storica da più lungo tempo. Si crede infatti, dall’esame dei bassorilievi, di averne trovato documentato l’uso nell’antico Egitto. Sicuramente lo conobbero e lo usarono i greci e i romani e nel duecento a.C. Catone il censore illustrava, nella sua opera (De re Rustica), le tecniche di coltivazione con modalità non troppo diverse da quelle di oggi. Gli usi culinari dell’asparago sono svariati: per fare minestre o risotti (a pezzettini o ridotti in crema), in frittata o, più semplicemente e classicamente lessati (tenendoli legati a mazzo nella pentola, con le punte sporgenti dall’acqua e conditi con burro o parmigiano, o olio e limone). L’uso terapeutico attuale utilizza i rizomi e le lunghe radici della pianticella sotto forma di decozione al 60 % da bollire dai 20 ai 30 minuti. Se ne prendono due o tre tazzine al giorno (lontano dai pasti) come diuretico (azione dovuta ai sali potassici), nell’obesità, nell’itterizia, nell’asma e negli esantemi (efflorescenze cutanee che compaiono bruscamente nel corso di certe malattie infettive). Il decotto delle punte dei turioni (50 grammi fatti bollire per 20 minuti da prendersi in misura di due o tre tazzine al dì, lontano dai pasti) serve nell’eretismo cardiaco (dovuto a malattie di cuore o a motivi nervosi) e nell’ipertrofia cardiaca, avendo proprietà sedative sul cuore, simili a quelle della digitale. Nei casi di obesità, una diuresi abbondante giova a eliminare l’acido urico e tutti i residui del ricambio organico che si potrebbero trasformare in grassi, perché l’acido aspartico aumenta il ricambio basale in modo notevole, con relativa asportazione di tossine e altri prodotti nocivi all’organismo. L’urina emessa dopo l’ingestione degli asparagi emana un odore particolare (dovuto alla formazione di asparato di ammoniaca), che non si verifica quando vi sono reni alterati.

 

Ricette con gli asparagi

 Asparagi viola grigliati Pinzimonio di asparagi H109& Asparagi viola grigliati
Frittata di asparagi Maccheroni con asparagi e porro H109& Frittata di asparagi
Budino di asparagi bianchi

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