Uno dei punti centrali che caratterizzano il concetto di “organismo agricolo biodinamico” risiede nella valorizzazione delle risorse interne. L’ottimizzazione di queste risorse consente una maggiore autonomia rispetto al modello agroindustriale dominante che, invece, prevede una assoluta dipendenza da input esterni tramite acquisto su mercato dei diversi mezzi tecnici (fertilizzanti, prodotti fitosanitari, semente etc.).

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Le basi della fertilità organica in agricoltura biodinamica

L’incremento dell’humus nel terreno rappresenta uno dei capisaldi dell’agricoltura biodinamica. L’humus è importante perché diversamente da altre tipologie di sostanza organica è in grado di resistere nel tempo ai vari stress di natura ambientale e antropica senza consumarsi, risultando quasi inerte alla degradazione biologica poiché il carbonio in esso contenuto è strutturato in forme molto stabili (resiste maggiormente ai processi ossidativi).

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Questo genere vive prevalentemente nelle zone calpestate. Il suo nome deriva dal latino “planta” e “agere” che significa “pianta che fa crescere altre erbe”.
È una pianta erbacea perenne ricca di mucillagini. I suoi semi sono molto graditi agli uccelli.

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Con la dinamizzazione si ottiene una stretta compenetrazione tra acqua e preparato. Questa pratica ha lo scopo di esaltare e favorire al meglio le qualità e le doti dei preparati biodinamici, per cui sarà fondamentale eseguire correttamente questa operazione.

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