Le basi della fertilità organica in agricoltura biodinamica

L’incremento dell’humus nel terreno rappresenta uno dei capisaldi dell’agricoltura biodinamica. L’humus è importante perché diversamente da altre tipologie di sostanza organica è in grado di resistere nel tempo ai vari stress di natura ambientale e antropica senza consumarsi, risultando quasi inerte alla degradazione biologica poiché il carbonio in esso contenuto è strutturato in forme molto stabili (resiste maggiormente ai processi ossidativi).

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Questo genere vive prevalentemente nelle zone calpestate. Il suo nome deriva dal latino “planta” e “agere” che significa “pianta che fa crescere altre erbe”.
È una pianta erbacea perenne ricca di mucillagini. I suoi semi sono molto graditi agli uccelli.

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Con la dinamizzazione si ottiene una stretta compenetrazione tra acqua e preparato. Questa pratica ha lo scopo di esaltare e favorire al meglio le qualità e le doti dei preparati biodinamici, per cui sarà fondamentale eseguire correttamente questa operazione.

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Quella del compostaggio è una pratica che può offrire veramente notevoli benefici. Per poter realizzare questa pratica al meglio occorre rispettare alcune regole fondamentali (in sintesi):

  • Occorre garantire una buona presenza di aria all’interno del compost anche negli strati più interni (fondamentale). A tal proposito non bisognerà allestire cumuli di altezza superiore ai 130 cm, mentre in fase di allestimento occorrerà sminuzzare, frantumare, alleggerire ed arieggiare il materiale per evitare che vi sia compattamento della massa e asfissia.
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La decomposizione ottimale come fonte di fertilità. Il Fladen colloidale è una versione elaborata del più classico preparato Fladen ideato da Maria Thun (1922-2012). Questo preparato ha la capacità di stimolare i processi di decomposizione e degradazione della sostanza organica a favore del ciclo del detrito.

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