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La coltivazione della patata – seconda parte

Uno degli ortaggi più apprezzati e utilizzati in cucina, la patata, chiede il rispetto delle buone norme relative a rotazioni e avvicendamenti colturali per evitare fenomeni di stanchezza del terreno e il proliferare di fitofagi.

Nella foto vi sono due contenitori di vetro pieni d’acqua a temperatura ambiente. Nel contenitore a sinistra è stato introdotto un fertilizzante NON umificato (stallatico pellettato), mentre a destra si trova una sostanza umificata, stabile e ben trasformata. Da notare che il materiale di partenza era il medesimo: letame. Nel vasetto a sinistra i sali ed i nutrienti (nitrati) finiscono velocemente nella soluzione circolante; in quello a destra vengono trattenuti e ne viene impedito il dilavamento e la dispersione.

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Dunque per favorire un corretto sviluppo delle piante e per favorire la vitalità e la strutturazione del terreno occorre utilizzare sostanze umificate (compostate), come compost biodinamico e/o humus di lombrico. Anche il sovescio apporta notevoli benefici al suolo; l’inserimento periodico del sovescio all’interno della rotazione va pianificato e mantenuto nel tempo.

Nel caso del contenitore a sinistra la pianta si troverebbe, suo malgrado, ad assorbire una quantità eccessiva di sali (nitrati) disciolti nell’acqua. Per evitare lo scioglimento in eccesso e la dispersione di questi sali all’interno della soluzione circolante occorre utilizzare sostanze umificate, ben trasformate, che abbiano acquisito una struttura umico-colloidale (tramite, ad esempio, il processo di compostaggio). Nota: la Comunità Europea, per far fronte a questa problematica, ha emanato una Direttiva Nitrati. La moderna agricoltura industriale ha fatto largo uso di fertilizzanti chimici di sintesi facilmente solubili per incrementare le rese. Con questo tipo di fertilizzanti si induce una crescita maggiore (forse il termine più opportuno è rigonfiamento), con le conseguenze negative sopra citate.

In agricoltura biodinamica, così come per ogni tipo di agricoltura naturale, la prevenzione è tutto; una corretta prevenzione inizia dal rispetto delle buone pratiche di fertilizzazione/vivificazione del terreno. Così si va a migliorare la qualità della linfa delle piante, incrementando le naturali autodifese.

Si favorisce l’umificazione della sostanza organica tramite il preparato 500, il quale va anche a migliorare la struttura del terreno che diviene soffice, sciolto e friabile, in modo da favorire lo sviluppo delle radici e la presenza di aria nel suolo.

Il quantitativo di concime dipende dalle caratteristiche del terreno. Nel caso di letame ben compostato (o compost misto), o nel caso di humus di lombrico, si possono utilizzare 1 o 2 kg per metro quadro.

«…Si dovrà comprendere che il concimare, e tutto quanto vi si connette, deve consistere nel conferire al terreno un certo grado di vitalità…

non si giunge veramente all’elemento terrestre, ma al massimo a quello liquido, quando si usa una concimazione minerale, puramente minerale. Con concimi minerali possiamo ottenere un effetto sull’elemento liquido della terra, ma non giungeremo mai alla vivificazione del vero e proprio elemento solido della terra. Perciò le piante che sono cresciute sotto l’influsso di concimi minerali mostreranno una crescita che tradisce una sollecitazione soltanto nell’ambito dell’elemento acqueo e non di una terra vivificata…

dall’acqua che poi filtra nella terra non proviene nessuna vivificazione…»

Rudolf Steiner, Koberwitz, 12 giugno 1924

 

Semina

È necessario utilizzare tuberi da seme. Si tratta di tuberi selezionati e realizzati per la semina e la coltivazione. Si sconsiglia l’uso di patate raccolte l’anno precedente (da consumo), che non siano state adeguatamente selezionate per la semina (patate da seme e patate da consumo hanno caratteristiche differenti).

È buona regola tagliare i tuberi-seme che abbiano peso superiore a 50/60 grammi. Il taglio va fatto in senso longitudinale (per la lunga) separando la parte dorsale da quella ventrale in modo che ogni parte mantenga le gemme migliori, cioè quelle apicali.

Questa tecnica non va applicata per le patate destinate successivamente alla semina (non destinate al consumo, ma destinate poi alla semina).

Il taglio va fatto diversi giorni prima della semina. Queste andranno poi disposte a strati, dentro cassette o altro, e andranno spolverate (leggera copertura) con cenere di legna setacciata e priva di carboncino o altri corpi estranei. La cenere non deve contenere agenti nocivi o tossici e deve aver subito una combustione totale. Così facendo si favorirà la cicatrizzazione del taglio. Si potrà anche favorire un pre-germogliamento ponendole in ambienti illuminati da luce diffusa con temperature intorno ai 15/16 gradi circa (serre o tunnel, in cassette sovrapponibili).

Per via dello sviluppo sotterraneo è consigliabile seminare le patate in giorni di radice (vedere calendario biodinamico). In prossimità della semina irrorare il preparato 500.

Anche il ricorso al preparato 507 (Valeriana off) distribuito direttamente sui tuberi-seme all’interno del solco di semina darà ottimi risultati. In questo modo si va ad emulare un bagno-semente. Dosi: 25 ml di 507 per 80 litri d’acqua a 37 gradi, il tutto dinamizzato 20 minuti. Il preparato di Valeriana 507 apporta fosforo, mentre la cenere apporta potassio e sono ambedue graditi alla coltura.

 

Pratiche colturali

Una volta che le piantine sono emerse dal terreno occorre effettuare una sarchiatura superficiale soprattutto nei terreni soggetti alla formazione di crosta e, non ultimo, per il controllo delle infestanti. Per avere vita facile occorre intervenire quando queste (le infestanti) non hanno superato i 2 cm di altezza. Se si effettua questa operazione con la Luna in Capricorno vi è uno stimolo basso alla germinazione delle infestanti; mentre con Luna in Leone lo stimolo alla crescita delle infestanti sarà notevole (vedere sempre calendario biodinamico, da NON confondere con astrologia).

Successivamente sarà necessario rincalzare con terra, ricoprendo la pianta alla base. Questa operazione garantisce ai tuberi un ambiente di crescita ottimale, ne impedisce l’inverdimento e contrasta lo sviluppo delle infestanti.

Si consiglia l’uso del preparato 501. In base all’andamento climatico ed alla zona di coltivazione lo si può utilizzare una o più volte; prima della formazione dei fiori oppure nella fase successiva alla fioritura. Ciò dipenderà anche dalla varietà.

Si può ricorrere anche all’uso di propoli per uso agricolo di buona qualità come prevenzione; agevola le naturali autodifese della pianta e favorisce i processi di cicatrizzazione a seguito di eventuali avversità atmosferiche. Oppure decotto di equiseto come anticrittogamico, sempre in prevenzione.

Nel caso della patata vanno rispettate le buone norme relative a rotazioni e avvicendamenti colturali, per evitare fenomeni di stanchezza del terreno (con conseguente calo produttivo) e per evitare il proliferare di fitofagi tipici di questa coltura o di altre Solanacee. Ricordo che l’inserimento periodico di Leguminose all’interno della rotazione (tramite sovescio) incrementa la fertilità del terreno ed esalta l’azione dei preparati biodinamici.

Per la peronospora, oltre all’uso del 501, della propoli o del decotto di equiseto, è possibile utilizzare anche bentotamnio in polvere (600 gr/hl).

Mentre la Dorifora (tipico parassita di questa coltura) può essere controllata durante il primo stadio larvale utilizzando Bacillus Thuringiensis var. Tenebrionis. Nei piccoli orti si può ricorrere alla raccolta manuale di questo parassita.

Sarà buona norma raccogliere le patate a maturazione ultimata.

Biolcalenda di dicembre 2015


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