Arancio dolce

Citrus sinensis. fam. Rutacee

Originario dell’Indocina, da tempo remoto coltivato in Cina, paese dal quale fu importato in India. Gli arabi lo introdussero in Medio Oriente da dove, al seguito delle crociate fu trasferito in Europa. Non fu la Sicilia la prima regione italiana dove venne coltivato, ma la Liguria, dove si sviluppò rapidamente e si diffuse nelle altre regioni italiane.

Nel frutto dell’arancio vi è una sostanza lipotropa (con la proprietà di prevenire o far regredire l’esagerato accumulo di grassi nel fegato) utile al corpo umano come l’inosite, regolatore del metabolismo dei grassi e del colesterolo. Il succo del frutto tiene a bada la pericolosa acidità del sangue che è concausa del precoce invecchiamento.

Il succo è pure adatto a combattere l’uricemia, la gotta, il diabete, il reumatismo cronico, l’obesità. L’ipertensione e l’arteriosclerosi. Viene pure largamente usato, fresco, come correttivo nell’alimentazione infantile e particolarmente di quei bambini che sono allattati artificialmente. Giova moltissimo agli adulti sofferenti di dispepsie dipendenti da insufficienza secretoria. Il succo di una grossa arancia può fornire 100 calorie, quante ne può dare un bicchiere di latte appena munto.

Il sistema di mangiare un’arancia al mattino a digiuno o due ore prima dei pasti principali procura un migliore appetito e facilita in modo singolare la digestione. Il succo, oltre che costituire un ottimo alimento per malati costretti al digiuno, mantiene sane le gengive. Occorre però tener presente che le arance e il loro succo, sono controindicate ai sofferenti d’ulcera gastrica, gastroduodenale, di gastrite, perché fanno aumentare la secrezione acida dello stomaco. Per contro, combattono la tossicosi d’origine alimentare cui va incontro l’organismo durante l’inverno.

Sono utili nella stitichezza da atonia intestinale, malattia molto frequente contro la quale le moderne cure spesso si dimostrano insufficienti, in quanto agiscono come dolce lassativo per mezzo dei loro acidi che stimolano le funzioni delle ghiandole intestinali e anche per la presenza di utilissima cellulosa che eccita meccanicamente la peristalsi, riduce i processi di putrefazione ed espelle gli eccessi di colesterina. In questo caso si assumono al mattino, appena alzati, uno o due frutti.

Dal lato nutritivo e disintossicante i frutti che vengono consumati al mattino sono molto più efficaci di quelli ingeriti alla sera e, tra l’altro, hanno una certa efficacia antiossidante. Si dice che Ninon de Lenclos, amica di Voltaire, ne consumasse dodici ogni mattina e che a 60 anni ne dimostrasse 30.

Doveva comunque avere uno stomaco eccezionale per resistere all’acidità di tale dieta. Anche la buccia ha le sue virtù: con 30 grammi di buccia di frutto ben maturo da agricoltura biologica, finemente tritata, posta in 200 grammi d’alcool a 95° e lasciata macerare per tre giorni, si ottiene un semplicissimo elisir, che preso nella dose di un cucchiaino prima dei pasti, si dimostra un ottimo corroborante per i convalescenti di gravi malattie infettive, riducendo così il lungo periodo di recupero.

La buccia è utile anche per combattere la stitichezza e si usa nel seguente modo: la buccia fresca di tre arance si fa bollire per mezz’ora in un litro d’acqua che a fine bollitura viene gettata. Poi, le bucce cotte si mettono in un litro d’acqua unitamente a 200 grammi di zucchero e si fanno ribollire ancora mezz’ora. Quindi si cola il tutto e si lasciano asciugare le bucce su un piatto. Si dividono in tre parti e vengono prese a digiuno per tre mattine di seguito oppure alla sera tre ore dopo il pasto. Procureranno beneficio, ma anche un deflusso di bile d’entità non trascurabile e variabile secondo il soggetto.

Per conservare in buono stato le vene e le arterie, fatto molto importante oggi per il nostro stile di vita piuttosto irrazionale, per una buona pressione del sangue e per evitare la rottura di qualche vena, si può usare il decotto che si ottiene tagliando a fette quattro limoni non sbucciati, due arance non sbucciate e mettendo il tutto in un litro e mezzo d’acqua che si fa bollire lentamente per 12 minuti. Si aggiungono poi tre cucchiai di miele e si fa ribollire il tutto ancora per 5 minuti. Del liquido passato e raffreddato se ne prendono due o tre bicchieri al giorno. Per conciliare il sonno è molto efficacie un’infusione di 2 grammi di fiori d’arancio e 3 grammi di melassa in 200 grammi d’acqua bollente, lasciata in riposo per 10 minuti.

Le proprietà delle arance per essere tali devono provenire da agricoltura biologica non essere troppo mature ed essere fresche altrimenti perdono molte delle loro prerogative. Inoltre bisogna considerare che la pianta cresce bene in ambiente temperato caldo per cui quando l’ambiente è troppo freddo almeno la quantità da assumere andrebbe decisamente ridotta.

Dati analitici medi su 100 g:

Composizione % – g
Acqua 86,0
Proteine 0,8
Glucidi 8,0
Lipidi 0,3
Cellulosa 1,6
Ceneri 0,4
Zuccheri totali 2,9
Calorie 51

 

Minerali mg
Calcio 47,0
Fosforo 23,0
Sodio 3,0
Magnesio 11,4
Potassio 302,0
Ferro 0,57
Zolfo 9,0
Cloro 4,0
Manganese 0,03

 

Vitamine mg
A   U.I. 120
Carotene 0,14
B1 0,08
B2 0,07
B3 o PP 0,10
B6 0,20
C 50,00
C2 1,30

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