Lattuga

Lattuga – Lactuca Serriola – Fam. Asteraceae o Composite
La lattuga serriola è la più comune tra le specie selvatiche del bacino del Mediterraneo.

Cresce a cespi isolati nei prati, ma anche in città, lungo i muri o a ridosso dei marciapiedi, ma per i non esperti è difficile riconoscerla come lattuga.

Ha foglie allungate dal contorno frastagliato e un colore verde azzurro che permette di distinguerla dalle altre specie selvatiche. Da oltre un secolo gli archeologi cercavano di spiegare un’associazione apparentemente insensata: negli antichi bassorilievi egiziani, il dio della fertilità Min è sempre raffigurato sessualmente eccitato; davanti a lui i fedeli (maschi) invocano il suo miracoloso aiuto offrendogli cespi di lattuga, una verdura adatta a propiziare sonni tranquilli piuttosto che prestazioni sessuali. I bassorilievi parlano chiaro: al dio Min  decisamente "itifallico", la lattuga faceva lo stesso effetto del Viagra.

Evidentemente già nell’antichità questa conoscenza era stata dimenticata. Infatti nel mondo greco-latino era diffusa l’idea che la lattuga fosse un ottimo calmante sessuale. Il celebre medico greco Dioscoride, ad esempio, sosteneva che bere il seme di lattuga domestica evitava le fantasie erotiche notturne "et prohibisce l’uso di Venere"; il romano Plinio sullo stesso argomento parlava di un tipo di lattuga che già nel nome (astytis = "non sono in erezione") annunciava desideri blandi e sonni tranquilli.

Attraverso i secoli la lattuga è arrivata ai nostri giorni con la sua fama di leggero sedativo generale adatto anche ai bambini insonni. Ora l’enigma del dio Min e la lattuga è stato risolto: assunto a basse dosi, il lattice che affiora degli steli fioriferi spezzati della Lactuca serriola, una lattuga selvatica "madre di tutte le lattughe", è davvero un blando calmante (fino a 1g di lattucario prevalgono effetti sedativo – analgesici dovuti a sostanze come lattucina e lattupicrina) ma, a dosi maggiori, garantisce un sicuro "effetto Min" (da 2g o 3g prevale l’effetto stimolante e allucinogeno indotto dall’alcaloide tropanico, una sostanza presente anche nelle Solanaceae allucinogene quali il giusquiamo, la mandragora e la datura).

A risolvere l’arcano è stato il paleobotanico Giorgio Samorini, specialista di piante e composti psicoattivi e direttore della rivista "Eleusis", edita dal museo Civico di Rovereto Trento. Samorini ha affrontato il problema partendo dalle origini, cioè prendendo in esame l’amara lattuga selvatica (lactuca serriola) che gli egizi coltivavano almeno dal IV – III millennio avanti Cristo e con la quale produssero, per selezione, le varie specie di lattughe che noi oggi mangiamo.

 


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