Barbabietola rossa

Barbabietola rossa (Chenopodiacee, Beta Vulgaris, varietĂ  rapa, rubra). Pianta notevolmente dominata da forze centrifughe. La coltivazione risale a molti secoli a.C. in tutto il bacino del Mediterraneo. Il piĂą antico documento sulla Barbabietola è un catalogo Babilonese del VII sec. a.C. ma solo nel XIII° secolo fu introdotta in Europa centrale.

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Il prezioso frutto della vite, l’uva dai variegati colori dal verdognolo al nero con suggestive sfumature gialle, rosate, rosse e violacee, secondo la destinazione si distingue in grappoli da tavola, con buccia sottile, polpa compatta, vinaccioli poco numerosi o assenti e da vino, dalla polpa teneramente succosa.

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Uva

Il suo nome deriva dal latino “vìere” (legare) e si riferisce alla volubilità dei tralci che bisogna legare a sostegni per tenerli sollevati da terra; anche se, in alcuni luoghi climatici, può essere coltivata anche a ceppo libero.

L’origine della viticoltura risale a tempi antichissimi, visto che il genere Vitis sarebbe già stato diffuso sulla terra ancor prima della comparsa dell’uomo, almeno stando ai risultati desunti da numerosi rilievi paleontologici. In Italia circa quattromila anni or sono in Sicilia la pianta era già coltivata.

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Il nespolo

MESPILUS GERMANICA L.
Rosaceae
Fioritura: giugno – Tempo balsamico: autunno – Parti raccolte:  frutti

Mespilus germanica è il nome scientifico con cui Linneo identificò questa specie. Mespilus, il nome del genere, l’ha ripreso dai greci e dai latini che con tale nome indicavano un alberello identificato nel nespolo; germanica è il nome del genere e allude alla zona geografica da cui allora si riteneva provenisse la specie.

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Zucca

Di quale specie di zucca si tratta? Di certo si sa che c’è solo l’imbarazzo della scelta e che picchiandole la gran parte suona. Forse è per questo motivo che si dice che uno senza cervello è vuoto come una zucca.

Invece la zucca non è vuota: i suoi semi hanno proprietà salutari per la prostata, per la verminosi e si possono mangiare semplicemente dopo averli seccati al sole; la polpa è ricca di vitamina A (100 grammi copre il fabbisogno giornaliero),

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Il rosso pomodoro

Il pomodoro, classificato da Carlo Linneo nel 1753 come Solanum lycopersicum (dal latino, pesca dei lupi), è attualmente la bacca più consumata al mondo.

Originario dell’America Centrale, il pregevole alimento giunse in Europa grazie agli spagnoli e, nel corso del XVI secolo, si diffuse in tutto il vecchio continente e in Asia, dapprima nella varietà gialla, da cui il nome “pomo d’oro”, poi in quella rubiconda.

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Ananas

Ananas Sativus – fam: Bromeliacee 

Pianta originario dell’America tropicale in cui si può trovare allo stato spontaneo, dove venne segnalata per la prima volta da Fernàndez de Oliviero y Valdés nella sua “Historia general y natural de las Indias”. L’autore ne esalta il sapore delizioso, così complesso, da ricordarci altri delicati e profumati frutti come fragola, la mela renetta, il lampone, la pesca e via elencando.

Nel paese di origine il Brasile,

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Alchechengio

Physalis alkekengi L. – Solanacee 

Frutto commestibile della numerosa schiera delle solanacee dei nostri climi, contrariamente ai suoi parenti più noti (pomodoro, melanzana, peperone) di provenienza esotica.

Già nota a Dioscoride e a Galeno, la pianta è molto diffusa in Asia, in Europa e nelle regioni mediterranee, si trova allo stato selvaggio nei campi incolti, tra le macerie, lungo le rive dei fossi, nelle siepi ombreggiate, in luoghi umidi e sul terreno calcareo dal piano fino alle zone montane.

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Asparago

Asparagus officinalis. fam. Gigliacee
L’asparago è molto diverso dalle altre piante della famiglia, sia per forma che per sapore. La parte edule dell’asparago è fornita dai cosiddetti turioni, che sono i giovani germogli dei fusti, raccolti non appena spuntano dal terreno.

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Arancio dolce

Citrus sinensis. fam. Rutacee

Originario dell’Indocina, da tempo remoto coltivato in Cina, paese dal quale fu importato in India. Gli arabi lo introdussero in Medio Oriente da dove, al seguito delle crociate fu trasferito in Europa. Non fu la Sicilia la prima regione italiana dove venne coltivato, ma la Liguria, dove si sviluppò rapidamente e si diffuse nelle altre regioni italiane.

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Valerianella

Genere:Valerianella olitoria L. Fam.Valerianacee

Il nome della famiglia e del genere, ricco di molte specie e sottospecie di derivazione latina, dal verbo “valere” – valore.

Può prendere vari nomi: lattughino, gallinella, erba dolcetta, soncino.

Pianta diffusa in tutte le zone temperate dalla pianura alla montagna.

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Arachide

Pianta originaria dell’America meridionale (Brasile, Perù) probabilmente introdotta in Africa dai negrieri portoghesi che ne usavano i semi per far sopravvivere i prigionieri nella lunga traversata verso le americhe. Attualmente l’arachide viene coltivata in tutto il mondo, anche in Italia, dove si diffuse dopo il 1800, ma è il Senegal (Africa occidentale) che coltiva le specie più pregiate e ne è il maggior esportatore.

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Actinidia (Kiwi)

(A. Chinensis. Famiglia: Actinidiaceae)

Originaria delle regioni orientali dell’Asia, Cina, Giava, Giappone. La pianta può raggiungere un’altezza fino 8-10 m. Rampicante molto ornamentale, vigorosa, con foglie cuoriformi verde scuro. Fiori riuniti in racemi, tondeggianti, di colore bianco crema, larghi 4 cm, compaiono da giugno ad agosto. Frutti commestibili con polpa gradevole, acidula, ovali, coperti di peluria marrone.

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Banana

(Musa sapientum e Musa paradisiaca). Famiglia Musacee o Scitaminacee

Il banano e i suoi frutti sono conosciuti da sempre, ancor prima della coltivazione dei cereali. Originario dell’Asia orientale e forse dell’Oceania, il banano si è diffuso in tutto il mondo lungo la fascia tropicale; in Africa è stato portato dagli arabi, mentre spagnoli e portoghesi l’hanno introdotto in America prima nelle Antille e poi a Santo Domingo, nella Guyana, successivamente in Brasile,

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