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Abitare e sostenibilità

Appunti dell’incontro “esempi di abitazione di casaclima” del corso ABITARE SANO del 15 marzo 2008.

Vi è un contrasto evidente tra la linearità del pensiero, del metodo, del sistema attuale e la circolarità, intesa come assieme di molte variabili, sostenibile maturata dalla natura. Costruire degli spazi che contengono persone: la vita in natura, l’espressione vitale più forte è rappresentata dal SEME, con la sua casa.
Si potrebbe analizzare ora come si è evoluto l’elemento costruito dalla natura stessa a protezione del seme. Prima dello studio dell’involucro stesso: analizziamo gli elementi che hanno contribuito ad evolvere “il manufatto”.

ENERGIA, ARIA, ACQUA, TRASFORMAZIONE, IL CALDO, IL SECCO, L’UMIDO, LA MATERIA.

Il primo termine ENERGIA è interessante capire che la natura usa solo fonti energetiche completamente rinnovabili e presenti in loco:  questa casa primordiale si è sviluppata soltanto utilizzando risorse che a quella latitudine, con quei venti dominanti, con il sole presente in quel periodo, con quel microclima.
Si può dire che l’ambiente esterno ha influenzato direttamente le azioni progettuali, le quali si sono evolute perfezionando magari le soluzioni tecniche. Nel regno vegetale le foglie disposte lungo il ramo crescono e si posizionano per ottenere la massima disposizione al sole dell’elemento portato, l’apparato fogliare. Non seguono schemi rettilinei ma si sviluppano con una combinazione rotatoria: è la   FILOTASSI  che è stata studiata dalla serie di Fibonacci:  1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, etcc
Per i progettisti questo sistema si traduce nel RAPPORTO DI EFFICIENZA

FORMA ENERGETICA: ARCHITETTURA ED ENERGIA

L’involucro nell’architettura sostenibile, diventa l’elemento fondamentale per la costruzione del manufatto di protezione della vita: LA CASA
Prendiamo come esempio LA NOCE
Lo strato esterno: COMPATTO, impermeabile ma traspirante, fibroso ma allo stesso tempo areato, quindi nello specifico una fibra e una certa percentuale d’aria.
Lo strato interno: uno strato più legnoso, strutturale emissivo, uno strato energeticamente più costoso, formato sempre da fibra però più compatto con una percentuale bassissima di aria: è un materiale che conosciamo bene

 IL LEGNO MASSELLO.

sostenib. 2.jpgLo strato più interno: uno strato di colore bianco, lucido a diretto contatto col seme: un materiale di rivestimento, per interno, più compatibile con il contatto del seme stesso.
Colore bianco di grana lucida il colore più idoneo alla trasmissione dell’illuminamento per la trasmissione di  luce all’interno di elementi confinati.
Possiamo così paragonare la noce alla nostra casa. Certamente è la FORMA COMPATTA  che fa risparmiare energia, addirittura la natura ci da la forma ad uovo, dove con uno spessore di frazioni di millimetro riesce a sopportare un carico verticale di 22 chili di peso.
Poi passiamo a confrontare il sistema esterno della nostra casa naturale.
Parte esterna sorta di membrana impermeabile ma traspirante in grado di proteggere il sistema coibente: quello che noi chiamiamo sistema a cappotto distribuito su tutta la superficie senza ponti termici. Sotto il  sistema a cappotto uno strato più massivo e strutturale, uno di finiture interne  (intradosso del guscio)  e infine lo spazio residenziale (che ospita il gheriglio). Analizziamo questo spazio: è lo spazio più piccolo disponibile a contenere questa vita, null’altro che il calco della vita che vi abita.

LA NATURA CI SPIEGA L’UTILIZZO PIU’ SOSTENIBILE DEL CONSUMO DI MATERIA IN FUNZIONE DELLA FUNZIONE.

Quindi:
cappotti fatti di fibra naturale, traspirante;
sotto struttura in legno lamellare con strati di argilla, paglia e intonaco d’argilla;
all’esterno elementi leggeri, coibentanti e traspiranti, all’interno elementi massivi.

L’agricoltura potrebbe sostenere la produzione di molti materiali per l’edilizia perché si producono materie prime a basso consumo energetico. Questa tabella raffronta la quantità di energia che occorre per ottenere un chilogrammo di materia

FIBRA DI LEGNO           17               MJ/Kg
FIBRA DI COCCO            4,9            MJ/Kg
CONTRO
POLIURETANO ESPANSO            126,20            MJ/Kg
POLIESTIRENE                               107,15            MJ/Kg

Dalla natura si impara la prima regola del comporre: l’unità nella molteplicità.
L’energia risparmiata è quella più economica immediatamente utilizzabile.

 


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