Costruire con la terra cruda

Tale materiale è  molto disponibile in natura, totalmente riciclabile, non comporta spese di trasporto e, con un po' di attenzione e passione, può essere utilizzato anche con il metodo dell'autocostruzione, specialmente nel caso in cui si deve intonacare una o più pareti,  con risultati dal punto di vista energetico, certamente superiori  agli intonaci a base cementizia.

Tecniche di costruzione in terra cruda
Per costruzioni in terra cruda si intendono edifici durevoli realizzati utilizzando la terra del suolo, estratta al di sotto dello strato arabile, opportunamente lavorata, messa in forma e lasciata asciugare. La parte di argilla svolge la funzione di legante (come la calce o il cemento) permettendo processi di consolidamento dei manufatti edilizi anche per costruzioni di più piani. La costruzione in terra cruda è diffusa in gran parte del globo terrestre, in regioni climaticamente molto differenti tra loro: in zone costiere, nell'entroterra, in pianura e in aree montagnose o collinari. In ogni regione si sono sviluppate diverse tipologie e tecniche costruttive a seconda del tipo di terra disponibile, del clima, dei materiali (legno, pietra ecc), della fauna e della flora locale (che forniscono additivi da aggiungere alla terra), delle diverse tradizioni costruttive.
Le varie applicazioni spaziano dalle pareti (portanti e di tamponamento) alle pavimentazioni, dai solai alle coperture (a volta, cupola o anche piane).

La terra per costruire
Si utilizza terra estratta ad almeno 20 o 30cm di profondità, evitando lo strato superficiale che contiene sostanze organiche putrescibili e dalla scarsa resistenza meccanica.
Questa terra è composta di ghiaia, sabbia grossa, sabbia fine, limo e argilla in diverse proporzioni, che dipendono dalla granulometria dei componenti. La parte argillosa può andare dal 5 al 50% a seconda delle tecniche utilizzate. Ad esempio una terra piuttosto magra e ghiaiosa è adatta per la tecnica della terra battuta, una terra leggermente grassa e sabbiosa l'ideale per il mattone crudo, mentre una terra grassa e limosa si presta per impasti di terra e paglia. Le terre molto grasse, con quantità di argilla maggiori, richiedono un'aggiunta di inerti minerali (es. sabbia) o fibre vegetali (es paglia).

Le variabili che ci permettono di comprendere il comportamento di una terra sono:
a – la quantità di argilla contenuta;
b – la qualità dell'argilla;
c –  la proporzione e il tipo di inerti.

Per riconoscere la quantità di argilla e dei diversi inerti si effettuano l'analisi granulometrica e la sedimentazione, che permettono di disegnare una curva che rappresenta la quantità percentuale dei diversi componenti, in base al diametro delle particelle. Per riconoscere  invece la qualità dell'argilla (vi sono infatti argille più o meno collanti) è necessario conoscere l'indice di plasticità (Limiti di Attemberg) o la composizione petrografica che si esegue con esame diffractrometrico ai raggi X. Poiché il comportamento del materiale è dato dall'interazione tra i componenti, che sono diversi per ogni tipo di terra, non è facile dare indicazioni per i vari tipi di terra analizzando un solo elemento (ad esempio argilla).

Per questo in Germania è stata messa a punto una prova che analizza direttamente la capacità "legante" della terra nel suo complesso, chiarendo subito le prestazioni del materiale per la costruzione. Tale prova, inserita nella normativa DIN, consiste nell'eseguire un campione con spessore di circa 2 cm a forma di otto, che viene appeso da un lato e caricato sull'altro fino a raggiungere il punto di rottura. Si tratta di una prova specifica per l'edilizia che viene ora riproposta in Germania per la nuova normativa sulla costruzione in terra. In Italia, alcuni dati sui terreni rispetto alla granulometria e all'indice di Plasticità si trovano presso gli Istituti di Agraria o le compagnie stradali; anche le carte geologiche possono dare alcune indicazioni di base ma va comunque considerato che in uno stesso campo talvolta si possono trovare diversi tipi di terra a poca distanza. Così, benché sia a volte facile trovare delle analisi che indicano le diverse percentuali di inerti, limo e argilla (a differenza delle analisi chimiche che sono molto rare e costose), è sempre meglio eseguire delle prove manuali e testare gli impasti per verificarne la capacità collante. Tradizionalmente era sempre indispensabile nel cantiere la presenza di un esperto che sapesse riconoscere la qualità del materiale e degli impasti.

Le diverse tecniche

A livello strutturale si possono distinguere tre famiglie di tecniche costruttive in terra;
1 – le tecniche monolitiche con funzione portante con le quali si realizzano le strutture degli edifici;
2 – le tecniche a blocchi con funzione portante o di tamponamento con le quali si realizzano elementi con funzione portante (pilastri, murature, strutture archivoltate ecc.) o di tamponamento;
3 – le tecniche di tamponamento non portanti (su strutture portanti a telaio generalmente in legno), con le quali si realizzano elementi edilizi con funzioni di chiusura e protezione ambientale.

A livello di processo esecutivo si possono distinguere due famiglie di tecniche:
1 –   le tecniche "a bagnato" che sono formate in opera con utilizzo di casseri ed acqua (analogamente al calcestruzzo);
2 –  le tecniche "a secco" che sono prodotte fuori opera ed assemblate in cantiere.

Attualmente la tendenza del mercato nei paesi industriali privilegia le tecnologie a secco che:
1 – non necessitano di lunghi tempi di essiccamento in cantiere;
2 – permettono la messa in opera anche in periodi freddi senza i rischi connessi al gelo invernale;
3 – permettono una produzione industriale poichè:

a) consentono una differenziazione dei prodotti a seconda degli usi (controsoffittature, pannelli divisori, muri portanti, ecc.)
b) riducono i tempi di messa in opera
c) facilitano l'assemblaggio consentendo l'uso di mano d'opera non specializzata;
d) incoraggiano l'approvvigionamento e l'acquisto del materiale anche in contesti urbani.

La scelta delle diverse tecniche in funzione del contesto climatico e della domanda specifica di confort richiesta dall'utente, è un'aspetto importante che riguarda il progetto bioclimatico.


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