fornopiccolo1.jpg

Costruire un forno in terra cruda (2)

I tre passaggi fondamentali per la realizzazione di un forno in terra cruda sono: 1) Preparare un mucchio di sabbia umida, e dargli la forma di un emisfero.  2) Coprire questa forma con uno o più strati di fango.  3) Aprire una bocca e togliere la sabbia.

"Se lo asciugate accendendo un fuoco, potete infornare domani. Per cucinare, accendete un fuoco nel forno senza applicare una chiusura sulla bocca. Poi, ripulite il forno dalle braci e dalle ceneri, infornate il pane, la carne o le verdure, usate qualcosa per chiudere la bocca, e lavatevi le mani per la cena…."

Il principio su cui si basa tutta la lavorazione è che l’argilla, di cui abbiamo estesamente parlato nelle volte precedenti, è estremamente comune, essendo uno dei principali costituenti del suolo terrestre.  Nella maggior parte dei terreni c’è uno strato di argilla subito sotto lo strato superficiale. Così, se avete un giardino, e avete voglia di scavare, molto probabilmente incontrerete uno strato di argilla, che potrete usare per costruire il vostro forno. L’argilla è abbastanza facile da riconoscere.

La terra comune, o le sostanze organiche sono farinose o friabili. L’argilla è appiccicosa, scivolosa e vagamente untuosa (e dura da scavare…). Quando è bagnata è facile, rotolandone un po’ tra le mani, creare quei serpentelli che i ceramisti chiamano colombine. Come abbiamo imparato al corso specifico  ci sono molti suggerimenti su come riconoscere, trattare ed utilizzare l’argilla naturale.
Comunque, per chi non avesse voglia di scavare o, semplicemente, non avesse un pezzo di terra, ma solo un’arida pietraia o un cortile pavimentato, la comune argilla da ceramisti, mescolata con sabbia, è un eccellente sostituto, quasi altrettanto economico e certamente meno faticoso da reperire. La proporzione media è di una parte di argilla e due o tre parti di sabbia, a seconda della qualità dell’argilla.

A proposito della sabbia, anche se abitate vicino al mare, utilizzate quella venduta dai distributori di materiali edili. Primo, perchè sottrarre sabbia agli arenili è un reato, secondo perchè la qualità della sabbia marina non è quella giusta (fra l’altro, c’è troppo sale), terzo perchè la sabbia per edilizia è realmente economica.

Diamo adesso una scorsa al procedimento costruttivo.

Creato il basamento per il forno secondo la procedura semplice descritta prima (ma per una rapida prova, potete usare anche un paio di cavalletti robusti ed un piano di tavelloni o di lamiera metallica) alloggiate dei mattoni refrattari su un leggero strato di sabbia.
Cercate di ottenere una superficie piana e liscia, senza usare malta di alcun genere e senza lasciare che la sabbia penetri tra i mattoni. I mattoni refrattari in genere hanno un lato liscio ed uno lavorato con una scritta od un marchio: il lato liscio deve restare a vista, mentre il lato lavorato alloggerà nella sabbia, per maggiore aderenza e per avere un piano cottura senza asperità.

Successivamente, con la sabbia umida, create un emisfero, un po’ più largo che alto, che abbia le dimensioni dell’interno del forno che volete costruire. Con questo sistema non si possono costruire forni enormi: una sessantina di centimetri di diametro è il massimo che ci sentiamo di consigliare, per la prima prova. Con questo diametro, la cupola dovrebbe essere alta non più di 40/50 cm. Il procedimento è lo stesso utilizzato per costruire castelli di sabbia o vulcani sulla spiaggia, niente di difficile. Solo, bisogna avere cura che la forma sia la più regolare e liscia possibile. Terminata la cupola di sabbia, non lasciatela asciugare troppo, procedete subito col rivestimento di argilla e sabbia. Può essere una buona idea disporre qualche foglio di giornale bagnato tutto intorno alla cupola di sabbia: sarà utile, quando si andrà a scavare via la sabbia, per riconoscere il limite tra la sabbia e l’argilla di rivestimento, cosa non del tutto facile al tatto

fornopiccolo3.jpgProcedete poi a deporre il primo strato di argilla. Qui bisognerà utilizzare qualche cautela, per evitare che una eccessiva pressione deformi o faccia precipitare la forma di sabbia (che comunque è piuttosto resistente). Pressate l’argilla su se stessa, piuttosto che verso la forma di sabbia.
Per lo spessore dello strato di argilla, regolatevi con la dimensione del vostro palmo. Continuate con cautela ad aggiungere argilla sino a raggiungere il colmo della cupola, ed a ricoprirla completamente. Non importa se lo strato esterno risulta irregolare o scabroso, l’importante è che lo spessore sia uniforme il più possibile e che aderisca bene alla forma di sabbia. Se l’argilla tende a colare via, vuol dire che è troppo bagnata, se si sbriciola o si separa vuol dire che è troppo asciutta.

fornopiccolo4.jpgCompletata la cupola, si può passare ad intagliare la bocca. Se il misto di sabbia argilla ed acqua è stato azzeccato, si può anche tagliare la bocca immediatamente.
Nel dubbio è meglio aspettare, ma non troppo, altrimenti tagliare la bocca diventerà difficile. Segnate la dimensione della bocca sulla cupola di argilla con un qualsiasi attrezzo appuntito, ricordando che la sua altezza massima deve essere pari a circa il 60/65% dell’altezza totale interna del forno.
Cominciate con l’aprire un foro sufficiente a far passare la mano, e togliete via un po’ di sabbia. Scavare un canale interno non troppo grande aiuterà a far asciugare l’impasto senza troppo comprometterne  la stabilità
Attraverso il foro, saggiate la resistenza interna delle pareti di argilla: se risultano ferme e resistenti, si può procedere oltre. Se invece, togliendo la sabbia, dovesse crollare tutto, niente paura: la prossima volta sarà più facile…

Per tagliare la bocca potete usare un robusto coltello metallico o qualcosa di simile. In ogni caso, sia che decidiate di tagliare subito la bocca, oppure di aspettare un po’, il vostro forno ha bisogno di almeno un ulteriore strato di rivestimento. Lo strato appena realizzato è lo strato di cottura, quello che tratterrà il calore del fuoco e lo restituirà ai cibi da cuocere. Occorre adesso uno strato di isolamento termico, che non faccia disperdere il calore verso l’esterno.

Per questo strato di rivestimento viene spesso usato un impasto di argilla e paglia di fieno, tanto per restare nella tradizione ambientalista che fa risalire la costruzione di questo tipo di forni ad antichissime civiltà. Se avete tanto  entusiasmo, vi invito ad impastare fango e paglia con i piedi nudi, come gli antichi egizi facevano con i loro mattoni, in alternativa si può usare un impasto di argilla e vermiculite o perlite, o di argilla pura mista ad argilla espansa. Se il primo strato del vostro forno è molto liscio, incidetelo con una forchetta o qualcosa di simile, per creare una superficie scabrosa che faciliterà l’adesione fra gli strati. Procedete nel rivestimento nello stesso modo del primo strato, aumentando però lo spessore di almeno un terzo, sempre avendo cura di distribuirne uno quantità uniforme su tutta la superficie.

Se ve la sentite, a questo punto potete anche dare una forma alla bocca del forno, creando un piccolo invito, od un tunnel che potrà essere usato per inserire una canna fumaria. Questi forni, come tutti i forni peraltro, possono funzionare benissimo anche senza canna fumaria, ma il suo utilizzo rende il lavoro del fornaio più confortevole.
Se non lo avete già fatto, svuotate completamente il forno dalla sabbia, pulendola via accuratamente.

fornopiccolo6.jpgL’ultimo strato di rivestimento servirà a proteggere il forno dalle intemperie, e vi consentirà, se ve la sentite, di dare sfogo al vostro estro di scultori. Un sottile strato di argilla e sabbia finissimi costituirà una sorta di intonaco idraulico, che darà la forma definitiva al forno. Se volete una superficie liscia, aspettate che l’ultimo strato sia quasi secco, poi lavoratelo con una spugna od uno strofinaccio ruvido appena inumidito. Se volete un materiale molto plastico da poter lavorare per dare forma artistica al vostro forno, c’è chi suggerisce di mescolare l’argilla con del letame secco di animali da pascolo, che contiene microfibre vegetali che migliorano la resistenza e la lavorabilità.

 Ora bisogna lasciar seccare il forno, il che può richiedere anche diverse settimane. Se siete impazienti di cucinare, potete accendere piccoli fuochi all’interno del forno, per accelerare la disidratazione e la stagionatura dell’argilla. I forni possono essere ‘cotti’ anche molto rapidamente senza seri danni, ma potrebbe crearsi qualche frattura. La cosa non è un problema in sé, delle fratture dovute all’espansione del forno durante il surriscaldamento sono normali. Se le fratture non si richiudono quando il forno è freddo, possono essere stuccate con argilla o malta refrattaria. Solo fratture tali da compromettere la stabilità del forno sono da evitare, per questo è sempre meglio procedere con piccoli fuochi iniziali.

forno earthoven.jpgL’intera operazione appena descritta richiede non più di due o tre giorni, a seconda della vostra abilità e fortuna.  A titolo di esempio, si veda la foto di un forno-panca.

 

(Biolcalenda Luglio-Agosto 09)


2 comments on “Costruire un forno in terra cruda (2)

  1. Michele del giudice on

    Molto interessante
    Ma sarei interessato a mischiare argilla e perlite per fare una scultura
    Che tipo di perlite dovrei usare considerando che andrebbe cotta a circa 1000 gradi
    Che proporzione tra argilla e perlite e dove si trova la perlite
    Grazie

    Rispondi
    • Mauro Bi on

      Ciao, sarei curioso di sapere perché vuole usare la perlite. So che per alleggerire l’impasto nei mattoni da costruzione ai fini di una maggiore prestazione energetica, usano il polistirene (sotto forma di palline) che dopo cottura lasciano delle cavità. La perlite, che si trova nei garden center, dovrebbe risultare inerte, dal momento che ha già subito nella produzione un trattamento termico che la fa aumentare di volume.
      Mi scuso per il ritardo,un caro saluto, Maurizio

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code