L’editoriale di dicembre 2014

Tempo stabile
Quante dimensioni ha il tempo! Dal meteorologico allo psicologico; dal tempo passato al futuro. Come ogni anno della nostra vita siamo giunti a Dicembre, il mese che chiude, per convenzione, un pacchetto di giorni che, visti nel calendario, sono tutti uguali e con lo stesso numero di minuti e secondi.

Un’interpretazione meccanicistica della realtà che non può soddisfare nessun umano, neanche il più materialista tra noi, perché è la negazione del tempo interiore. Il tempo che si rivela nell’interiorità umana è il tempo di cui abbiamo coscienza.

Sant’Agostino (Conf. 11,27,36) dice: «In te, spirito mio, misuro il tempo. Non protestare con me, dinanzi all’evidenza dei fatti; non protestare con te per il tumulto delle tue impressioni. In te, lo ripeto, io misuro il tempo. L’impressione, prodotta in te dalle cose che passano, sussiste anche oltre il loro passaggio: è questa che misuro, quando misuro il tempo».

Ora possiamo misurare il tempo passato con il ricordo delle impressioni ricevute, accorpando stabilmente ciò che è avvenuto. Ognuno di noi può indicare come l’anno appena trascorso sia stato un anno lungo o breve, pieno o vuoto, lento o veloce, in base all’impressione ricevuta delle cose passate che permangono nella memoria. PerchĂ© nella memoria, di alcuni di noi,  il 2014 è stato un anno che non passava mai, lungo e rallentato, con avvenimenti problematici e anche, in gran misura, drammatici, ma anche periodi di attese, allungate dalla speranza. Il motivo della pesantezza del tempo è legato all’instabilitĂ  di alcuni momenti, che hanno fatto perdere la lentezza e la soave serenitĂ  che permette la necessaria profonditĂ , la qual cosa rende la vita sopportabile e leggera.

Il tempo convenzionale, quello degli orologi – o legale – che può essere considerato il tempo naturale dei cicli del sistema solare, eternamente uguale al meccanismo che lo determina, ci dĂ  comunque un’immagine mobile del tempo, confermando come il tempo stabile, sia di breve durata o un’illusione. Quando estraiamo dalla memoria, dal tempo passato, portiamo inevitabilmente al presente avvenimenti o cose e quindi sarĂ  il nostro spirito a misurare e definire come diceva Agostino d’Ipponia.

Ora il ricordo di protagonisti del Biolcalenda, come Antonio Todaro, Furio Stella, che hanno lasciato, alla nostra labile memoria una quantitĂ  di saperi e virtĂą, da rendere l’anno della loro morte un ricordo inamovibile: “Loro sono stati, e lo saranno per sempre, amorevoli esseri che hanno incrociato per un tempo le nostre vite” rendendo stabile il tempo del ricordo, anche se riportato mille volte nel tempo instabile, che per antonomasia è il presente e ancor piĂą lo saranno  nel tempo perturbato del futuro.

 

Biolcalenda di dicembre 2014


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