Pericolo di crollo

Quando vediamo un segnale con l’avviso "pericolo di crollo", più che il cartello in sé, sono gli altri segni che ci convincono di passare oltre velocemente: transenne, crepe, muri deformati, residui di cornicioni a terra. E’ l’aspetto fatiscente che rende l’avviso credibile. Ma se così non fosse?

Che dire di un edificio imbiancato di fresco, con insegne luminose o, addirittura, frecce che ci invitano ad entrare e contemporaneamente un piccolo cartello con l’avviso contraddittorio "Pericolo di crollo", che attenzione attirerebbe? Certamente il cartello dice il vero, la forza di gravità è inesorabile, ogni edificio è destinato a crollare anche se non si può prevedere quando, alcuni sfidano i millenni come le montagne, certamente non subito. Oggi, nell’epoca dell’individualismo, la questione sembra quindi ridotta a un rapporto egoistico: "Io faccio in tempo a passare, entrare e uscire, utilizzare, comprare e vendere, prima dell’inevitabile crollo". Se estendiamo il problema oltre il puro egoismo, almeno alle persone a cui teniamo, per cui proviamo affetto, ai famigliari, figli o nipoti, allora quello che intendo diventa più chiaro.

La nostra società contemporanea, che definiamo Civiltà occidentale o addirittura globale, nonostante i suoi festoni e lucidati palloncini e infinite virtuali promesse, è a rischio di crollo. I "cartelli", teorici, sono stati messi da ambientalisti, ecologi, economisti; certo sono in contraddizione con altre insegne, luminose e lampeggianti, effetti speciali, giochi e regali, narrazioni menzognere così ben fatte e consolatorie da rendere gli avvisi di crollo insignificanti o invisibili. Eppure i segni che rendono credibile l’avviso di crollo sono ovunque visibili.

Il sole, la luce del sole non arriva più, come avveniva da millenni ad illuminare l’atmosfera, che tratteneva il 75% dei raggi ultravioletti nell’ozonosfera, per poi rimbalzare liberamente nello spazio. La terra pur essendo meno illuminata trattiene il calore con il conseguente effetto serra. L’aria che respiriamo ha cambiato composizione. contiene percentuali non irrilevanti di gas tossici e polveri che non sono più sostanze organiche e minerali come un tempo. L’acqua, le riserve d’acqua dolce si stanno esaurendo rapidamente, i ghiacciai si stanno sciogliendo, i fiumi versano in mare enormi quantità di rifiuti, sintetici, con persistenza nell’ambiente mai viste prima. La terra, il suolo stà scomparendo, sempre più coperto da cemento o asfalto e da piogge di particelle metalliche o plastiche derivate dal petrolio.

La vita diventa sopravvivenza. Purtroppo anche la nostra capacità di percepire la realtà è cambiata e scambiamo i segni del degrado per effetti del progresso.


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