Votazione continua

Nell’economia di mercato non si smette mai di votare. Il potere dei consumatori (ex cittadini) è, apparentemente senza limiti. La democrazia si manifesta ad ogni centro commerciale, super cabina elettorale, dove è dispiegata una lunghissima lista elettorale di marchi, logo, simboli, modelli di sviluppo, di status sociale, metodi produttivi.

Tutti o quasi, supportati da una campagna elettorale continua fatta di spot, pubblicità, consigli per gli acquisti e promozioni sia manifeste sia occulte, così incalzanti e aggressive come non è mai esistito nella storia dell’umanità. Ci sono anche i prodotti onesti che, per loro natura e necessità, non possono corrompere il giudizio e l’intelligenza e quindi sono destinati alla marginalità o alle così dette nicchie di mercato, ovviamente vengono scelti "votati" poco o nulla, potremmo dire solo dai cittadini colti e motivati, sobri.

Regimi politici tradizionali c’entrano poco o nulla, in apparenza, perché il diritto di votare è proporzionale al conto in banca, c’è chi ha la facoltà di scegliere poco, e chi molto, perché il prezzo è una discriminante che esclude il censo più basso, fino ad escluderlo del tutto quando il consumatore non può accedere alla cabina elettorale per mancanza di denaro.

La democrazia di mercato è legata inevitabilmente alla maggioranza, perché nelle nazioni dove i cittadini non sono consumatori, ma portatori di diritti senza denaro, spesso i regimi politici sono dittatoriali o, comunque, poco o per nulla democratici cioè la maggioranza non vota e quindi non mangia. Questi esseri umani, donne e uomini devono lavorare anche duramente fin da bambini, ma non possono accedere al denaro (al conto in banca, all’accumulo finanziario) per cui il prodotto del loro lavoro non lo possono trattenere per sé, ma finisce a chi ha la possibilità di "votare".

Come stupirci se veniamo invasi da una miriade di migranti che con ogni mezzo a rischio della vita tentano e ritentano di accedere al "voto"? Forse è questa la spiegazione del segreto piano dei conservatori Nordamericani che vogliono esportare la democrazia con la forza? Permane qualcosa d’incomprensibile di contraddittorio, perché se questo tipo di democrazia si estende alla maggioranza dei paesi in via di sviluppo le risorse del pianeta non sopporteranno il carico.

D’altra parte se diminuisce la massa di "votanti" fedeli crolla la democrazia finanziaria che si regge sul consumismo, chiudono le industrie o si spostano dove non c’è la pratica del voto continuo. La responsabilità del consumatore votante c’è tutta e può effettivamente scegliere, purtroppo spesso non lo sa.


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