La Terra 12

Il Rame

Abbiamo visto come i sette metalli corrispondano ai sette pianeti. Analizziamo ora le caratteristiche principali di ogni metallo, partendo dal rame.

Il suo nome deriva dal latino “cuprum” che a sua volta deriva da Cyprium, Cipro, l’isola da cui i greci traevano il loro rame e che era dedicata a Venere-Afrodite.

Venere è la dea della bellezza. Il pianeta Venere è, fra i pianeti, il più luminoso e il più variabile: nel suo trasformarsi da stella del mattino a stella della sera, mostra la grande variabilità dei fenomeni astronomici che lo caratterizzano.

Il rame rispecchia queste caratteristiche di Venere: i suoi minerali sono fra i più colorati e luminosi. Vi predominano i riflessi blu e verdi, ma anche rosso e porpora. Gareggiano per bellezza di colori la malachite, l’azzurrite, il diottasio, la calcopirite, la bornite. Di rado si trova tanto splendore nella materia ed è un piacere per gli occhi la loro vista. Ma anche al tatto il rame suscita una sensazione piacevole. Gli oggetti di rame introducono in una casa un’atmosfera di caldo e di intimo. Al contrario del ferro, sempre aggressivo, il rame sollecita la simpatia e l’amicizia. Uno strumento di ferro incita all’azione, il rame è accogliente. E’ il metallo per eccellenza del calderaio – per le sue doti di malleabilità si presta ad assumere tutte le forme volute – ma anche dell’incisore, che con il bulino e l’acido, riesce a creare delle opere d’arte perfette fin nei minimi dettagli.

Il rame quindi è piacevole alla vista e al tatto, è ricettivo e malleabile. Per queste sue doti gli antichi lo mettevano in relazione con Venere. Ma anche per un’altra caratteristica molto importante: la sua capacità di legarsi a numerosi elementi.

Il rame infatti ha un’attività chimica tale per cui si può legare con la maggior parte delle sostanze. In questa sua attività non sempre però rispetta le leggi classiche della chimica per cui, ancor oggi, alcuni suoi composti presentano una struttura molecolareche è di non facile lettura. Il rame, in pratica, si comporta in modo imprevedibile e agisce sia nella sfera dell’inorganico sia nella sfera del vivente organizzando i vari processi e le varie trasformazioni. In questo ruolo è favorito dal suo rapporto particolare con l’acqua. In alcuni suoi minerali l’acqua è presente in percentuali notevoli. Il solfato di rame, detto anche ‘vetriolo azzurro’ne contiene fino al 35%. I meravigliosi cristalli azzurri del vetriolo devono la loro formazione alla capacità di strutturazione del rame. Ma anche i processi vitali delle piante traggono giovamento dall’azione del rame. E’ risaputo che l’irradiazione del rame conserva la freschezza dei fiori recisi. Perciò si mette una moneta di rame nel vaso per prolungarne la vita.

Il rame quindi vivifica e organizza l’elemento acquoso. Quando liberiamo il rame dall’elemento acquoso vediamo comparire il metalo rosso e puro. I grandi artisti, che grazie alla loro sensibilità, intuivano queste cose hanno rappresentato Venere con i colori azzurro-verde e rosso. Così il Botticelli che dipinge Venere con i capelli rossi che si erge dai flutti spumeggianti verde-azzurri.


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