La Terra 22

I Cristalli

Benvenuto Cellini aveva classificato i cristalli in base ai due parametri della durezza e della bellezza e aveva posto ai vertici di questa classifica il diamante, il rubino, lo zaffiro e lo smeraldo.

Un’altro mineralista, l’austriaco Mohs, propose nel primo ottocento un’altra scala di classificazione basata soltanto sulla durezza. Secondo questa scala, chiamata appunto di Mosh, i vari minerali che compongono i cristalli sono compresi da 1 a 10 e vanno dal più fragile, il talco, al più duro, il diamante.

La posizione che ogni minerale occupa in questa scala dipende dalla capacità di scalfire il minerale che sta ad un gradino più basso e dalla possibilità di essere scalfitto dal minerale che sta ad un gradino più alto. Al vertice di questa scala c’è sempre il diamante che non può essere scalfitto da altri, tranne se stesso ed infatti per lavorare il diamante si sfrutta l’effetto abrasivo della polvere di diamante.

Al secondo posto della scala di Mosh troviamo il corindone, un minerale composto essenzialmente da ossido di alluminio con piccole tracce di cromo o di ferro o titanio. La presenza del cromo determina la splendida colorazione rossa del rubino, mentre la presenza del ferro e del titanio conferisce al minerale corindone la caratteristica colorazione blu dello zaffiro. Rubino e zaffiro sono quindi figli dello stesso minerale, il corindone, che si trova al nono posto della scala di Mosh.

Un pò più sotto, all’ottavo posto, troviamo il minerale berillo, un silicato di alluminio e berillio che nella varietà più pura e brillante assume la bellissima colorazione verde dello smeraldo e nella varietà più comune assume la delicata colorazione azzurro-verdolino dell’acqua marina. Anche in questo caso le qualità cromatiche sono causate dalla presenza di piccole tracce di cromo e di ferro e la proporzione fra questi due elementi determina il passaggio dal verde intenso dello smeraldo all’azzurro chiaro dell’acquamarina.

All’ottavo posto della scala di Mosh troviamo anche il topazio, un silicato di alluminio che contiene fluoro e ossidrile; nella varietà più pregiata assume il colore giallo-miele ma il suo valore è inferiore ai quattro grandi cristalli del Cellini perchè è soggetto ad una sfaldatura basale che lo rende piuttosto fragile.

Dall’ottavo al settimo posto troviamo altre pietre come la tormalina, i granati, lo zircone ma il loro valore è chiaramente inferiore.

Arriviamo così al settimo posto della scala dove troviamo il cristallo per eccellenza cioè il cristallo di rocca o quarzo ialino. Il quarzo è principalmente ossido di silicio ed è uno dei minerali più abbondanti della crosta terrestre. Sotto forma di granuli minuti entra nella composizione di numerose rocce. Quando le condizioni lo consentono, cristalizza in grandi individui di forma prismatica pseudo-esagonale allungata con terminazioni di aspetto piramidale.


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