La Terra 23

I Cristalli

I cristalli dunque si classificano in base alla durezza (scala di Mohs) ma anche in base alla bellezza e alla rarità. Diamante, rubino, zaffiro, smeraldo, hanno tutte e tre queste qualità e quindi sono considerate vere gemme o pietre preziose. Il cristallo di rocca o quarzo ialino, pur essendo ai vertici della scala di Mohs per quanto riguarda la durezza – si trova al settimo posto dopo le quattro gemme su menzionate – e pur avendo una bellezza che in alcuni casi è paragonabile a quella del diamante, tuttavia è considerato una pietra semipreziosa perchè è relativamente abbondante in natura e spesso si trova in blocchi di notevoli dimensioni.

Quest’ultima caratteristica rende possibile la creazione da parte degli artigiani, non solo di gemme per gioielli e ornamenti ma anche di stupefacenti oggetti artistici, quali coppe e anfore, oggetti di culto come croci e reliquari, oggetti per predire il futuro come specchi e sfere cristallomantiche. Sono opere che, a volte raggiungono notevoli dimensioni, anche 30 cm. in altezza per coppe e brocche dell’età ellenistica attorno al X secolo, il periodo più fecondo per la creazione di questi manufatti. Ma più delle dimensioni, quello che sorprende è la capacità dell’artista di trarre da un blocco unico di pietra dura degli oggettti di straordinaria eleganza e raffinatezza. Ci sono delle coppe che possono contenere fino a tre litri di liquido, che hanno pareti straordinariamente sottili. Questo determina la perfetta trasparenza e anche la relativa leggerezza dell’opera e le conferisce un notevole pregio tecnico e qualitativo. Oltre allo spessore destano meraviglia anche le decorazioni a rilievo scolpite direttamente sul cristallo e la levigatezza delle pareti interne simile a vetro. Sono opere che testimoniano l’altissimo grado di perizia tecnica e di qualità artistica degli artigiani che le crearono, sono un’ulteriore dimostrazione del ruolo della materia dura, dell’elemento Terra, di stimolare e sviluppare le infinite qualità dell’ingegno umano. Non solo, ma anche la possibilità, attraverso la creazione di oggetti di culto di avvicinarsi e di collegarsi con la sfera del divino.

Particolarmente importanti, infatti, sono le opere che attengono al campo religioso. In questo ambito il cristallo di rocca asssume un significato simbolico ben preciso: la perfetta trasparenza, la luminosità, la preziosità, sono tutte qualità che possono ben rappresentare l’idea del divino e numerosi sono i riferimenti nei vari testi religiosi, in cui viene citato il cristallo. Significativo, nel campo della cristianità, il paragone fra il cristallo e la vergine Maria, allusione al concepimento virginale di Maria, che, come il cristallo, può essere attraversata dalla luce senza alcun danno.

Ecco quindi svilupparsi una vasta produzione di oggetti di culto in cui il cristallo a volte assume il ruolo di supporto a preziose miniature incastonate in altrettanto preziose croci, altre volte si presta a contenitore di reliquari, in cui la trasparenza del cristallo viene sfruttata per proteggere e allo stesso rendere visibili qualcosa di pregio o di valore simbolico.


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