La Terra 26

I Cristalli


Oltre alle qualità oggettive che rendono preziosi i cristalli, ci sono anche delle qualità soggettive o dei poteri che sono stati attribuiti ai cristalli nel corso dei secoli.

Nella bellezza rara e profonda di un cristallo, nella sua solidità e purezza, gli uomini hanno proiettato i loro bisogni di trascendenza, sicurezza, affermazione, potenza. E’ compito delle pietre preziose esaudire tutti i desideri che l’uomo vorrebbe che si realizzassero: la salute, la giovinezza, l’amore, la chiaroveggenza.

Un cristallo porta fortuna, fa nascere l’amore, preserva dai pericoli, diventa in sostanza un vero e proprio talismano naturale e la sua capacità di influire sugli eventi dipende dalla sua storia, dalle sue origini e dal tempo in cui è stato lavorato.

Giambattista della Porta scrive in Magia Naturalis: “Le pietre ricevono e assumono i loro più grandi pregi dal cielo, se vengono tagliate nel momento più adatto… in questo caso si animano notevolmente, le loro qualità diventano più marcate e, più semplicemente, anche la posizione degli astri si esprime in loro”. Come si traccia l’oroscopo di un essere umano nel momento in cui la nascita crea la sua fisionomia, così si traccia l’oroscopo del gioiello nel momento in cui il tagliatore gli dà una forma geometrica. La pietra preziosa, tagliata al momento giusto da un esperto lavoratore delle gemme, è dunque veramente una pietra astrologica. Ecco spiegato il potere vero o immaginario attribuito alle pietre, credenza che si è sviluppata dal medioevo in poi, più precisamente da quando un veneziano, alla fine del 1500, inventò il taglio a brillante che, per la storia, ha preso anche il nome del suo inventore, il taglio Peruzzi. Ma tale potere era conosciuto anche prima. Ne parlava il già citato Plinio nella sua Naturalis Historia dove a proposito dell’agata affermava che: “…Questa pietra elimina il veleno, persino quello sparso dalla vipera… Protegge chi la porta e dà forza; rende eloquente, ben accetto, di bel colore e convincente, puro, gradito a Dio e agli uomini”. Più tardi nell’ XI secolo il vescovo di Rennes, Marbodo, nel suo De gemmis, riprende ed amplia i contenuti dell’opera di Plinio e parlando dello smeraldo afferma:  “…Questa pietra è comoda per chi indaga i misteri, quando cioè voglia conoscere in anticipo e indovinare il futruro. Questa pietra fa anche aumentare le ricchezze a chi la custodisce accuratamente. A chi tratta qualsiasi tipo di causa dà capacità di argomentare in modo convincente, come se essa contenesse in se un potere particolare di fare ben parlare. Portato al collo scaccia la pericolosa terzana, e per la stessa ragione può guarire l’epilessia…”

Poteri positivi ma anche poteri negativi: “…Questa gemma, cioè l’onice, ha fama di avere più di un effetto negativo. Perchè come dice Dioscoride, appeso al collo o portato al dito, provoca tristezza e paura, moltiplica i litigi, eccita alle risse gli animi e nei bambini provoca salivazione eccessiva e pericolosa…” (Bartolomeo Anglico – De lapidibus pretiosis).


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