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Prepararci per l’inverno

L’adozione di alcune semplici pratiche, da sempre conosciute e utilizzate dai nostri vecchi, ci permette di prevenire i disturbi più comuni causati dalla stagione fredda. Noi tutti abbiamo varie possibilità di scegliere come passare la stagione fredda cercando di rimanere in buona salute. Per questo ci vengono proposte molte soluzioni: ritengo però che abbiamo scordato le vecchie e buone tradizioni che ci aiutavano in questo.

La scienza moderna consiglia il vaccino antinfluenzale, nascondendo il fatto che l’80% di chi è a letto con l’influenza non ha il virus dell’influenza, ma i virus parainfluenzali che con il vaccino e il virus influenzale non hanno niente a che fare. L’importante comunque è vendere i vaccini.
Inoltre il virus influenzale è un RNA. Questi tipi di virus si modificano molto facilmente, per cui chi ancora crede in queste cose deve essere cosciente di farsi un vaccino «fuori moda» perché riguarda il virus dell’anno prima, che non ha niente a che vedere con quello in circolazione.
Attualmente noi ci troviamo in una condizione che facciamo fatica a gestire:

  • non abbiamo tempo
  • non diamo peso alle cose
  • l’autunno non esiste più
  • passiamo dal caldo al freddo di botto
  • viviamo in ambienti caldi, a volte anche troppo, e ci spostiamo in ambienti sempre caldi.

Queste sono realtà che noi tutti viviamo, ma il nostro corpo non si adatta facilmente a queste situazioni, con la conseguenza di salute cagionevole. Quanti raffreddori, tosse, bronchiti e avanti di questo passo… Trovare un po’ di tempo per noi ci permette di vivere una stagione fredda in armonia e con gioia: quanto si apprezza la vita quando si sta bene!

Cosa ci insegnavano i nostri saggi anziani? Anzitutto ci dicevano di prepararci all’inverno: cambiando il sangue per prima cosa. Cosa vuol dire? Come? Semplicemente dobbiamo aiutare l’organismo ad affrontare l’inverno, per cui deve avere un sangue adeguato. Questo non significa che si debbano fare cose assurde, ma solamente delle semplici pratiche.

Il nostro sangue ha due grossi cambiamenti: in autunno e si prepara per l’inverno, in primavera per prepararci all’estate. Ovviamente se si fanno degli esami del sangue non è che si trovino delle differenze sostanziali, ma queste differenze di «livello energetico» che attualmente non si può dimostrare sono fondamentali per farci vivere bene.
Come? Facendo il digiuno o il semidigiuno. Iniziando con queste pratiche cominciamo ad interessarci della nostra salute e questo è già il primo grande passo verso la nostra serenità. L’autunno ci fornisce tutta una gamma di prodotti che possiamo usare per l’arrivo dell’inverno.

Digiuno
Se osserviamo un bambino quando non sta bene, per prima cosa rifiuta il cibo; la stessa cosa che fanno gli animali, questo perché: l’organismo fa un grosso lavoro per digerire il cibo, non mangiando tutte le nostre forze servono solo ad aiutare il superamento della patologia. Fare il digiuno non è una cosa semplice, in modo particolare per chi non ha mai avuto questo tipo di esperienza. Già per molti il digiuno di un giorno diventa quasi traumatico, ma non c’è da spaventarsi.

Il grande Ippocrate, padre della medicina occidentale, quando si trovava con problemi difficili, come prima terapia prescriveva sempre il digiuno. Socrate e Platone avevano constatato la relazione che c’era tra cibo e mente. Entrambi hanno digiunato per dieci giorni «per raggiungere l’efficienza mentale e fisica». Plutarco (46-120 a.C.) era solito dire: «Invece di usare medicine digiuniamo un giorno». Paracelso: affermava che il digiuno era la «cura migliore».

Per «cambiare bene il sangue» si dovrebbe fare un digiuno da un minimo di tre giorni fino a un massimo di sette giorni. Ovviamente tre giorni non sono una grossa difficoltà, mentre per sette giorni e più si consiglia di condividere l’esperienza con chi l’ha già fatta per evitare errori. Quando si pratica il digiuno, si deve cercare di bere parecchio, in modo particolare tisane depurative, affinché si eliminino le scorie e le tossine che il nostro corpo, tramite il digiuno, tira «fuori» da dentro di noi e cerca di eliminare in modo particolare tramite la pipì.

Durante qualunque tipo di digiuno è molto importante anche l’eliminazione delle feci, se ci sono difficoltà si ricorre al clistere. Nel digiuno lungo, solitamente alle tisane, si aggiunge del miele (non troppo), che serve per non incorrere in grossi sbalzi glicemici, che causano difficoltà a portare a termine il periodo preposto. Ovviamente nel periodo del digiuno bisogna essere a riposo. Non tutti riescono e possono fare un digiuno: è una pratica molto efficace ma allo stesso tempo forte e ci vuole molta volontà. Se invece di diventare un beneficio diventa un peso, si può ricorrere al semidigiuno.

Semidigiuno
Molti conoscono questa tecnica con il nome di «cura dell’uva». Già ai tempi degli antichi Romani veniva fatta da moltissime persone; da notare che il periodo di maturazione di questo frutto è proprio l’autunno. Si mangia solo uva per alcuni giorni, avendo l’accortezza di non ingerire le bucce e i semi e si arriva a mangiarne anche 2,5-3 kg al giorno. L’importante per un ottimo risultato è masticare molto. Noterete la notevole differenza se la masticate molto oppure poco. L’uva, oltre a nutrire e dare una potente energia, ha bisogno di poco sforzo per essere digerita e l’organismo ha la facoltà di «rigenerarsi» e prepararsi ai tempi freddi. Anche durante questa pratica è bene bere delle tisane depurative. La cura dell’uva, come tutte le varie tecniche, è individuale. Per quanto tempo può essere prolungata? Ci sono persone che tranquillamente arrivano fino a quindici giorni.

Un altro semidigiuno molto conosciuto è fatto con le mele. Si mangiano solamente mele. Anche in questo caso l’importante è masticarle molto se si desidera avere un buon effetto. Le mele vanno mangiate con la buccia: è indispensabile quindi che siano state coltivate senza pesticidi o concimi chimici. Il semidigiuno di mele richiede una buona volontà: fare tre giorni è già un ottimo obiettivo. È fortemente consigliato usare tisane depurative.
Si può intraprendere un’altra via, un po’ meno impegnativa, che comunque ci dà un forte sostegno: mangiare una volta alla settimana solamente frutta. Non è incisiva come un semidigiuno, ma anche questa metodica ci prepara ad affrontare l’inverno. Questa tecnica depura il sangue e irrobustisce l’apparato digerente lasciandolo un po’ riposare. Inoltre è importante pensare anche alla pelle che, essendo l’organo a stretto contatto con gli elementi esterni, ha funzione eliminatoria degli elementi nocivi.

Nel prossimo numero: frizione fredda, semicupio, integratori, idroterapia, sauna.

Ferdinando Donolato – Presidente Corvelva – www.corvelva.org

 

Biolcalenda di novembre 2013


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