La capacità immaginativa è qualcosa che spesso diamo per scontato, sappiamo di averla, ma poco ci soffermiamo a riflettere su quanto sia preziosa e su quanto, al contrario, possa essere dannosa, ragione per cui sarebbe importante imparare a utilizzarla e a padroneggiarla.
Nessuno però ce lo insegna.
Come esseri umani abbiamo questa capacità che, se ci pensiamo, è davvero straordinaria.
Abbiamo i sensi con cui entriamo in contatto con la realtà e possiamo conoscere il mondo, memorizzare ciò che impariamo e rappresentarcelo nella mente, combinare le conoscenze acquisite e usare il pensiero razionale, ma questo sarebbe ben poco se non avessimo la capacità immaginativa.
Saremmo infatti del tutto simili agli animali, che conoscono il mondo e imparano a muoversi in esso soddisfacendo tutte le loro necessità , ma non sono in grado di proiettarsi nel futuro per immaginare qualcosa che ancora non esiste.
È vero che alcuni animali costruiscono i nidi, le dighe o tele come il ragno, ma si tratta di comportamenti guidati dall’istinto e che rientrano nell’adattamento all’ambiente.
Solo l’uomo può immaginare senza limiti di realtà , attivando la mente in modo del tutto slegato dai sensi: possiamo infatti immaginare un elefante rosa, una montagna di cioccolata o di essere vivi nel secolo scorso, o nel futuro, immaginando anche il futuro stesso, a nostro piacimento! Abbiamo infatti la fantasia con cui possiamo combinare elementi della realtà in modo del tutto nuovo e letteralmente crearne altri puramente immaginari.
Possiamo inventare storie, creare opere d’arte, poemi e fare scoperte scientifiche perché possiamo immaginare.
Essa ci permette di proiettarci nel futuro per pianificare qualcosa e realizzarlo in un secondo momento, per esempio un viaggio: ci servono in questo caso di certo molte informazioni, ma anche la capacità di immaginare che tipo di esperienze vorremmo fare una volta arrivati sul posto, oppure in quali situazioni ci potremmo trovare, così da prepararci e attrezzarci il meglio possibile, a meno che non siamo viaggiatori che amano arrivare sul posto e adattarsi alla realtà del momento senza pianificare nulla.
Ma anche questo secondo tipo di viaggiatore non è certo esente dall’immaginare come sarà il proprio viaggio o quali scenari si troverà davanti.
E qui entra l’altro aspetto dell’immaginare, non finalizzato a realizzare un progetto o a organizzare qualcosa, ma libero da ogni scopo.
Tutti sappiamo bene quanti ‘film’ mentali siamo in grado di farci, quando siamo guidati dalle emozioni… per esempio, se ci aspetta una serata in compagnia di amici e persone sconosciute, è facile che la mente parta a immaginare come sarà e cosa immaginiamo dipende dal tipo di aspettative, dalla nostra autostima, dalla motivazione ecc.: una persona timida e insicura sarà un po’ preoccupata e tenderà a immaginare di restare in disparte ed essere ignorata, o di capitare seduta vicino a persone che non le piacciono, mentre una persona più sicura ed estroversa potrà immaginare di intrattenere gli altri divertendoli o di fare nuove amicizie.
Quante volte ci facciamo i ‘film’ nella testa immaginando scenari futuri probabili e meno? In pratica, sempre.
In questo caso, l’immaginazione non è al servizio della progettualità e dell’organizzazione, ma è legata alle emozioni e potrà quindi rappresentare le paure oppure le speranze di ciascuno.
Queste fantasie spontanee possono prenderci la mano e amplificare emozioni negative, come quando immaginiamo scenari catastrofici non appena si presenta una difficoltà : in questi casi, l’insicurezza di base innesca la paura, che alimenta fantasie catastrofiche che amplificano la paura!
Al riguardo mi piace sempre citare una celebre frase attribuita allo scrittore Mark Twain ‘nella mia vita ho sofferto molto per una serie di circostanze sfortunate, molte delle quali non sono mai accadute’! Non si tratta altro che della ben nota preoccupazione, che ci porta a immaginare il peggio e a soffrire in anticipo per qualcosa che probabilmente non succederà . Un problema non da poco, perché in questo modo disperdiamo molta energia mentale e ci carichiamo di ansia, con conseguenze negative sul corpo e sulla mente.
Si tratta di un vero e proprio stressor interno che parte in automatico, ma se ce ne rendiamo conto possiamo correggere il tiro.
L’immaginazione infatti può essere guidata e utilizzata per ridurre questo effetto: possiamo infatti cambiare volontariamente le nostre fantasie per slegarle dalla paura e renderle più positive: anzichè immaginare, per esempio, che l’esame o il colloquio di lavoro andrà male, avrò paura, l’esaminatore sarà di cattivo umore e farò una brutta figura, cosa che come già detto alimenta proprio la paura e aumenta la probabilità di un insuccesso, posso interrompere le fantasie pessimistiche e immaginare attivamente una situazione diversa: io che seduto davanti all’esaminatore (che potrà anche avere un umore normale…), parlo con calma, rispondo alle domande, se non ho capito qualcosa chiedo spiegazioni, mi sento adulta e padrona di me stessa.
Qualcuno potrà pensare che non è realistico…ma sono forse realistiche le fantasie catastrofiche?
La paura di fallire crea immagini di fallimento, in un circolo vizioso che mi rende più insicuro e vulnerabile, ma la volontà di avere un successo può creare immagini anticipatorie di quel successo.
Questa risorsa viene utilizzata anche nella psicologia dello sport, e ha dato buoni risultati: oltre all’allenamento fisico, gli atleti fanno un training mentale in cui, nel modo più vivido possibile, immaginano di fare una battuta, o un salto o una virata nel modo migliore, ripetutamente.
L’esperienza positiva diventa così una possibilità , a livello subconscio viene recepita come tale e alimenta emozioni positive. Inoltre, quando gli atleti immaginano l’azione corretta, nel loro cervello si attivano le stesse aree che sono attive durante la prestazione reale, e questo esercizio ripetuto aumenta le probabilità che sul campo la prestazione sia corretta.
Quindi, così come una fantasia negativa, se intensa e ripetuta, ci predispone a realizzare proprio il fallimento, una immaginazione ripetuta positiva può facilitare il successo.
È chiaro che di base devo avere una buona preparazione, fisica nel caso dello sport o cognitiva nel caso di un esame, ma l’immaginazione ci aiuta a gestire l’aspetto emotivo, quantomeno a limitare o impedire l’effetto delle fantasie anticipatorie negative che affondano le radici nella paura.
Concretamente dobbiamo fare attenzione ai nostri pensieri spontanei, automatici, che si manifestano al di là della nostra volontà ; quando ci accorgiamo di essere nel bel mezzo di un ‘film’ dell’orrore in cui siamo i malcapitati protagonisti, possiamo fermarci, attivare proprio la volontà , e grazie ad essa compiere un piccolo sforzo per cambiare le immagini e costruire un ‘film’ di altro genere; potremmo allora sentire subito nel nostro corpo dei segnali di cambiamento, il respiro di estende, la tensione cala, la postura di modifica.
Vale la pena quindi di imparare a utilizzare questa grande risorsa come una preziosa alleata nelle varie circostanze della vita.
