biodanza

Biodanza, danza della vita

Bios” Vita e “Danza” intesa come Movimento pieno di significato. Contattare la sensazione intensa dell’essere vivi: un metodo per l’espressione delle emozioni, migliorare le modalità di comunicazione e sviluppare un senso di maggiore benessere.

«E’ un’esperienza di libertà, la libertà di essere se stessi e anche la possibilità di abitare il proprio corpo, io ho un corpo ed è importante averne consapevolezza».

«E’ l’espressione di cose che non posso fare durante la giornata come il contatto fisico o il danzare».

«Non la puoi assimilare a nulla perché se entri in quella filosofia dell’essere e la abbracci, della libertà dell’espressione e della libertà in generale e ne fai una tua filosofia di esistenza, riesci a gestire anche le problematiche con uno spirito verso il nuovo».

«E’ scoperta di sé, sia delle risorse che dei limiti o dei confini che ognuno di noi condivide con l’altro».

«E’ un percorso che può essere doloroso ma liberatorio e costruttivo».

«E’ energia». «E’ la mia isola felice».

In questo modo si sono espresse persone che frequentano corsi settimanali di Biodanza (nota Estratto da interviste eseguite dalle ricercatrici dell’Università la Sapienza di Roma, Maria Teresa Giannelli e Patrizia Giannino durante focus group (1).

La definizione che sovente utilizzava l’inventore del sistema Biodanza – Sistema Rolando Toro, lo psicologo e antropologo cileno Rolando Toro Araneda (1924 – 2010) (2) rimandava all’origine del nome Biodanza, unione della parola greca “Bios”, Vita e della parola “Danza”, intesa come “movimento pieno di significato”. 
Il sistema Biodanza integra gli strumenti della musica, del movimento e l’esperienza di gruppo con l’obiettivo di facilitare il partecipante nell’espressione delle proprie emozioni, a riconoscere e sviluppare le proprie potenzialità e a migliorare le personali modalità di comunicazione verbale e non verbale. Per questi aspetti un partecipante di Biodanza è incline a definire Biodanza in modo personale e soggettivo, individuando finalità e significati propri.


Biodanza è nata intorno alla metà degli anni 60 dagli studi del professor Toro sugli effetti della musica e del movimento, dapprima su malati psichiatrici e successivamente su persone normali. Oggi Biodanza è una pratica diffusa in moltissimi paesi del mondo: dall’America Latina al Giappone, dall’Europa alla Nuova Zelanda, dall’India al Sud Africa. Il metodo può essere proposto a tutti, senza controindicazioni e senza limiti di età e trova applicazione, oltre che nel privato, anche in ambito istituzionale, clinico ed educativo. 
Per citare alcune esperienze, sono organizzati corsi per disabili, gruppi di malati di tumore, di Parkinson, di Alzheimer, per gruppi di donne operate di tumore al seno o per comunità di riabilitazione da stupefacenti.

Tantissime in Italia sono le proposte rivolte alla terza età e nelle scuole pubbliche per i bambini delle scuole dell’infanzia, della primaria e della secondaria. Nel 2009 è stata aperta a Torino la prima scuola libertaria dell’infanzia ispirata ai principi educazione biocentrica del sistema Biodanza Rolando Toro, e nel 2012 è stata inaugurata, presso la stessa sede, anche la scuola primaria (www.lavitaalcentro.org). A scopo formativo, inoltre, è proposta a studenti in diversi corsi universitari, a operatori sanitari e infermieristici come prevenzione del burn out (condizione di esaurimento fisico ed emotivo) presso le strutture ospedaliere.
Un corso regolare di Biodanza ha cadenza settimanale con sessioni della durata di circa due ore, ma sono anche proposti stage di approfondimento che si svolgono con durata variabile da una a più giornate organizzate con una o due sessioni al giorno. 
Nel corso di una sessione l’Operatore agisce da facilitatore delle esperienze individuali e del gruppo indicando il tema, suggerendo e dimostrando il movimento, con la finalità di portare i partecipanti a vivere l’intensa esperienza dell’integrazione del gesto con l’emozione e il sentimento.

Questa particolare esperienza è stata definita da Rolando Toro “vivencia”, «un’esperienza vissuta con grande intensità da un individuo nel momento presente e che produce effetti emozionali, cenestesici e viscerali; è la sensazione intensa di essere vivo ‘qui e ora’». Il contatto con la sensazione di essere vivo guida il partecipante verso l’apprendimento (o il ri-apprendimento) di un senso di affettività verso la vita. Per questo Biodanza si pone come uno strumento pedagogico prima che terapeutico. Progressivamente l’individuo si percepisce come parte della comunità umana intera e parte dell’universo vitale e sviluppa una sensazione di maggiore benessere, di maggiore sicurezza di sé, di consapevolezza del proprio corpo e, di conseguenza, assume una migliore autostima.


Gli esercizi proposti durante una sessione consistono in danze individuali e di gruppo; le musiche utilizzate per le danze sono state selezionate da vasti repertori della musica classica, etnica, folk, rock e pop in quarant’anni di ricerca dal professor Toro con precisi criteri di semantica musicale.
La formazione degli Operatori di Biodanza ha una durata di tre anni ed è organizzata a livello internazionale dall’International Biocentric Foundation (IBF, www.biodanza.org), presente in Italia con scuole nelle maggiori città italiane. Nel 2001 gli Operatori di Biodanza in Italia hanno costituito l’associazione etico-culturale senza fini di lucro “Biodanza Italia” (www.biodanzaitalia.it). Negli ultimi anni l’Associazione, in collaborazione con i ricercatori dell’APRI e docenti dell’Università la Sapienza di Roma ha finanziato un progetto di ricerca finalizzato a valutare l’efficacia del metodo Biodanza sul benessere della persona. A questa ricerca saranno dedicati i prossimi articoli sul metodo Biodanza che saranno pubblicati sui prossimi numeri di Biolcalenda.

(1) Maria Teresa Giannelli e Patrizia Giannino, rispettivamente, Docente e Specialista in Psicologia della Salute dell’Università “La Sapienza” di Roma, sono state incaricate a svolgere una raccolta delle esperienze di partecipanti a corsi di Biodanza dall’Associazione Biodanza Italia, associazione degli Operatori Italiani di Biodanza (www.biodanzaitalia.it>), di cui si parlerà nel seguito dell’articolo.

(2) Rolando Toro, Biodanza, Red Edizioni, Como (2002)

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code