I danneggiati da vaccino

Ad essere denunciati è un’infima minoranza dei casi, fabbricando così una visione del tutto riduttivamente distorta di un problema che, di fatto, è enorme.

Capirci qualcosa è diventato di fatto impossibile. Questo da quando la signora Beatrice Lorenzin della cui luminosa e illuminante cultura sanitaria il popolo italiano fu beneficiario allorché, per varie legislature consecutive, a lei si affidò in qualità di ministra, ha ceduto la poltrona. Dalla ministra apprendemmo che il tetano passa da nonno a nipote, che i virus camminano e saltellano, che a Londra si muore di morbillo, che visitare Gardaland è sconsigliato e altre rivelazioni di cui la Medicina non era al corrente e nemmeno l’attualità. Insomma, la ministra ci ha aperto un mondo fino ad allora sconosciuto. C’è sicuramente materia di meditazione ma, del resto, chi ha superato indenne i neutrini della un tempo ministra Gelmini può farcela anche con la signora Lorenzin.

Ancora una volta sono costretto, ahimè, a parlare di vaccini, e lo faccio perché non passa giorno senza che la mia casella di posta sia intasata da messaggi che, prescindendo dalle diverse varietà di esposizione, paiono copie conformi dello stesso testo o, almeno, di due o tre sue varianti.

In breve, mi scrivono genitori di bambini più o meno pesantemente danneggiati dai vaccini e altri che pretendono da me che io indichi loro come sfuggire alle siringhe di regime. Alla seconda domanda non ho risposta, non fosse altro che perché io non sono uomo di legge e, dunque, non sono competente di cavilli legali e nemmeno di psicologia né, peraltro, è possibile, a me come a chiunque, comprendere che cosa l’attuale ministero intenda fare, con una ministra a capo, detto per inciso, ancora una volta e come tutti i suoi colleghi parlamentari arrivata alla poltrona senza il conforto della Costituzione.

È per questo che qualche riga fa ho scritto che capirci qualcosa è impresa disperata anche perché le esternazioni della signora ministra e di tutto quanto le ruota intorno hanno la validità del segnale orario: una volta scoccata l’ora, il contenuto dell’annuncio non vale più. Quindi, non mi avventuro a scrivere in una rivista a cadenze mensili se l’obbligo vaccinale sarà cancellato come promesso agl’ingenui elettori che si sono visti immediatamente rivoltare la classica frittella o se il numero degl’interventi sanitari obbligatori e indiscriminati sarà ridotto, aumentato o modificato in qualità. Il futuro è nel grembo di Giove.

Inerente al mio lavoro, invece, è l’argomento dei danneggiati da vaccino. Che quei farmaci siano somministrati del tutto a casaccio è cosa indubitabile. Basti sapere che, contrariamente a ciò che la Medicina sa da secoli, si vaccinano allegramente coloro che già hanno superato la malattia diventandone per mera biologia immuni e che lo si fa senza controllare, al contrario di come gli stessi produttori prescrivono, se il soggetto sia allergico ad uno o più componenti del medicinale (ma che cosa c’è davvero là dentro sono in pochi a saperlo e quei pochi tacciono con grande discrezione.) Si arriva a veri e propri orrori come vaccinare bambini in preda a convulsioni e altri allergici a componenti fissi come l’alluminio con lo stato di allergia certificato da peraltro banali e facilmente controllabili analisi di laboratorio.

Per quanto, poi, concerne gli effetti indebiti, ad essere denunciati come prescritto è appena un’infima minoranza dei casi, in questo modo fabbricando una visione del tutto riduttivamente distorta di un problema che, di fatto, è enorme. E ad essere principalmente responsabili delle omesse denuncie sono i medici i quali si arrogano una funzione che non hanno: quella, cioè, di stabilire se una determinata condizione sia o no imputabile al vaccino. Non a loro spetta il giudizio. A loro spetta solo il dovere di riportare il fatto e fare altro è semplice abuso.

Ma, mi si fa notare, senza i vaccini noi saremmo vittime di malattie terribili e, dunque, il gioco, per palesemente illegale che sia, vale la candela.

Chi, però, avesse voglia di andarsi a consultare i dati ufficiali relativi all’attività reale dei vaccini potrebbe forse sorprendersi constatando che i vaccini non hanno salvato una sola vita. È vero, anzi, il contrario. L’ente Historical Statistics of the United States pubblica un grafico inequivocabile: per una ventina d’anni a partire dal 1960 la mortalità per influenza e polmonite è diminuita costantemente per poi risalire, e non di poco, in curioso parallelo con il numero di vaccinazioni.

L’ente Vital Statistics USA è chiaro con il suo grafico relativo alla mortalità per morbillo con dati raccolti a livello nazionale a partire dall’anno 1900: una mortalità in vistosa diminuzione e quando, nel 1983, fu introdotta la vaccinazione, la curva non subì alcuna variazione. Riguardo alla pertosse a partire dal 1900 lo stesso ente mette in grafico un andamento sovrapponibile a quello appena descritto, compresa la totale mancanza di attività del vaccino introdotto negli Anni Quaranta. Idem per la difterite, e così per tutte, assolutamente tutte, le malattie infettive con tanto di vaccino. Fa eccezione il vaiolo la cui mortalità s’impenna in Gran Bretagna con la vaccinazione obbligatoria del 1867 fino a raggiungere picchi con ben pochi precedenti.

E basti notare come le epidemie recenti di morbillo in USA, Ucraina e Mongolia abbiano colpito quasi esclusivamente i vaccinati e come in Guinea Bissau i bambini vaccinati con un trivalente e con l’antipolio registrino una mortalità quintupla rispetto ai non vaccinati [Mogensen, S.W., et al., The Introduction of Diphtheria-Tetanus-Pertussis and Oral Polio Vaccine Among Young Infants in an Urban African Community: A Natur…, EBioMedicine (2017), http://dx.doi.org/10.1016/j.ebiom.2017.01.041.]

A questo si aggiungono i dati relativi a condizioni patologiche a carico dei vaccinati così come riportato dal Journal of Translational Sciences (http://www.cmsri.org/wp-content/uploads/2017/05/MawsonStudyHealthOutcomes5.8.2017.pdf): i soggetti vaccinati si ammalano di autismo per il 420% in più rispetto ai non vaccinati. Tutti questi dati sono disponibili per chiunque ma, naturalmente, si fa di tutto perché non arrivino non solo al grande pubblico dei clienti ma neppure ai medici.

La conclusione onesta e ineludibile è che i vaccini sono la più grande illusione della Medicina moderna e i protagonisti di una truffa planetaria. Ma la disonestà, quando è di regime, è qualità apprezzata.


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